Accordo UE USA
Dazi USA 25% su auto e camion: cosa deve fare l’Europa per evitarli?
Corsa contro il tempo per evitare i rovinosi dazi del 25% sull'import negli USA di auto e camion prodotti in UE
Corsa contro il tempo per evitare i rovinosi dazi del 25% sull'import negli USA di auto e camion prodotti in UE
Non accenna a spegnersi la tensione tra Washington e Bruxelles dopo il recente annuncio del presidente Donald Trump di voler innalzare i dazi sulle auto e sui camion importati dall’Unione Europea, portandoli dal 15% al 25%. La minaccia arriva in risposta a quella che l’amministrazione statunitense definisce come un’eccessiva lentezza dell’iter decisionale europeo nell’attuare l’intesa raggiunta tra le due potenze l’estate scorsa. Per evitare una guerra commerciale che colpirebbe uno dei settori trainanti dell’economia del Vecchio Continente, l’Europa è ora costretta a una corsa contro il tempo per ratificare i regolamenti necessari a stabilizzare i rapporti con gli Stati Uniti.
DAZI USA SU AUTO E CAMION UE: IL NODO DEI REGOLAMENTI
Il cuore della disputa risiede nell’attuazione pratica dell’accordo commerciale siglato nel luglio del 2025. Tale intesa prevedeva l’applicazione di un dazio orizzontale del 15% da parte americana e una contestuale riduzione delle barriere tariffarie europee su una vasta gamma di prodotti industriali provenienti dagli Stati Uniti. Tuttavia, per rendere operativa questa misura, l’Unione Europea deve approvare due regolamenti specifici su cui Parlamento e Consiglio sono impegnati in un complesso negoziato. Mentre i 27 Stati membri hanno accettato con minime variazioni la proposta della Commissione, il Parlamento Europeo ha introdotto una serie di clausole di salvaguardia che Washington considera ostative. Queste divergenze interne stanno rallentando l’iter, spingendo alcuni schieramenti politici, come il Partito Popolare, a chiedere di aggirare le normali procedure di trilogo per votare un testo preliminare già entro il mese di maggio, accelerando così i tempi della ratifica.
IL PRESSING DI WASHINGTON E LE MINACCE DI RITORSIONE IMMEDIATA
L’amministrazione americana ha aumentato sensibilmente la pressione diplomatica e mediatica per forzare la mano a Bruxelles. Oltre alle dichiarazioni di Trump, figure chiave come il Rappresentante al Commercio Jamieson Greer e l’ambasciatore presso l’UE Andrew Puzder hanno ribadito che gli Stati Uniti non sono disposti ad attendere ulteriormente. Secondo Greer, le tutele richieste dal Parlamento Europeo rischierebbero di limitare i benefici reali dell’intesa per le aziende americane, svuotando di fatto l’accordo del suo valore originale. L’ambasciatore Puzder è stato ancora più esplicito, avvertendo che, in assenza di una ratifica rapida, il passaggio ai dazi del 25% avverrà “relativamente presto“. Nonostante manchino ancora i dettagli giuridici formali che rendano esecutivo l’aumento tariffario, il segnale inviato dalla Casa Bianca è chiaro: la finestra temporale per una soluzione negoziale si sta chiudendo.

LA REAZIONE DELL’UE E IL PESO DEL SETTORE AUTOMOBILISTICO
Nonostante il clima di incertezza, l’Unione Europea sembra voler affrontare questa nuova crisi con un approccio più unitario rispetto al passato. Sebbene Paesi come Francia e Spagna mantengano una linea più combattiva, la tendenza generale tra i 27 è quella di inviare messaggi distensivi a Washington per evitare l’escalation. La preoccupazione è massima soprattutto in Germania, dove il settore automobilistico rappresenta il pilastro della produzione industriale e delle esportazioni. La consapevolezza che un dazio del 25% avrebbe effetti devastanti sulla filiera produttiva sta spingendo i ministri economici europei a cercare una sintesi comune. L’obiettivo condiviso è ora quello di anticipare le riunioni negoziali, originariamente previste per giugno, al fine di chiudere la partita normativa entro maggio e presentarsi al tavolo con gli Stati Uniti con l’accordo pienamente operativo, scongiurando così il rincaro delle tariffe.