Auto Cina: ma quale crisi, vendite da record nel mondo
L'auto cinese registra vendite record, dominando la produzione globale con un'espansione internazionale senza precedenti
L'auto cinese registra vendite record, dominando la produzione globale con un'espansione internazionale senza precedenti
La Cina smentisce coi fatti ogni voce di crisi dell’industria dell’auto, chiudendo giugno 2026 con risultati storici che testimoniano la solidità e la potenza espansiva del Dragone: 1,643 milioni di unità NEV, in aumento del 23,6% rispetto allo stesso mese del 2025, e del 9,8% su maggio 2026. Parliamo di vetture a nuova energia, composte da BEV (elettriche), PHEV (termiche ibride plug-in), EREV (termiche ibride ad autonomia estesa) e FCEV, Fuel Cell Electric Vehicles (a celle a combustibile).
Secondo gli ultimi dati rilasciati dalla China Association of Automobile Manufacturers (CAAM), il comparto ha registrato performance straordinarie, spinte da una domanda interna resiliente e da un’esplosione delle esportazioni senza precedenti, dice CnEVPost.
EXPORT SENZA PRECEDENTI
Per quanto riguarda le esportazioni dalla Cina verso il resto del mondo, considerando anche le auto a benzina oltre alle NEV, si tocca il picco di 1,037 milioni, in aumento dell’11,6% su base mensile e addirittura del 75,1% su base annua.
Il successo di giugno è stato sostenuto in modo sproporzionato da pochi grandi player, in particolare BYD, che continua a dominare la scena nel segmento BEV e PHEV, staccando notevolmente il resto della concorrenza.
A giugno è stato osservato un significativo cambiamento strutturale: le esportazioni di New Energy Vehicles hanno raggiunto le 523.000 unità, con un incremento di 1,6 volte rispetto all’anno precedente.
Per la prima volta, le NEV hanno rappresentato oltre il 50% delle esportazioni mensili complessive.
Nel primo semestre, le esportazioni di questa tipologia di auto hanno totalizzato 2,355 milioni di unità, in crescita di 1,2 volte su base annua, coprendo il 46,2% del totale.
ESTERO COME VALVOLA DI SFOGO
D’altra parte, il Dragone ha bisogno dei mercati esteri, specie quello UE, come ossigeno: in patria, si assiste a una terribile guerra dei prezzi, con una concorrenza sfrenata fra marchi che altrove non esiste.
Unione Europea e altre regioni del globo terracqueo rappresentano una straordinaria valvola di sfogo. Qualora la difesa sia costituita da dazi, questi vengono tranquillamente aggirati in modo legale tramite fabbriche in loco (o fuori dal Paese della Grande Muraglia).
Infatti, l’Unione Europea è così intimorita dall’avanzata cinese che potrebbe piazzare dazi perfino sulle ricaricabili a benzina, dopo aver eretto ostacoli sulle elettriche Made in China. Mossa peraltro inutile, se non dannosa.

VENDITE FUORI OLTRE LE ATTESE
Nel primo semestre 2026, il totale delle esportazioni automobilistiche cinesi ha raggiunto i 5,096 milioni di unità, con una crescita del 65,3%.
Questa performance ha ampiamente superato le previsioni del settore. A inizio anno, la CAAM aveva stimato spdizioni totali per il 2026 a 7,4 milioni di unità, prevedendo un +4,3%.
Dopo che la Cina è diventata il primo esportatore mondiale di auto, superando Germania e Giappone, i volumi annuali sono passati dai 4,91 milioni di unità del 2023 ai 7,1 milioni del 2025.
Nonostante un rallentamento dei tassi di crescita negli ultimi anni, il 2026 ha visto una rinascita, con tassi di crescita mensili su base annua passati dal 45% di gennaio al 75% di giugno, spiega CarNewsChina.
I TRE “SEGRETI” DEL DRAGONE AUTO
- Offerta. La catena di fornitura completa dei NEV cinesi, unita ai vantaggi di costo in batterie, motori e sistemi di controllo elettronico, garantisce una competitività globale elevatissima.
- Prodotto. Le Case automobilistiche cinesi hanno colmato con successo il vuoto di mercato lasciato dalla transizione elettrificata troppo lenta dei giganti come Volkswagen (in crisi tremenda), offrendo caratteristiche all’avanguardia come la ricarica ultra-rapida e sistemi di guida intelligente che rispondono alla domanda.
- Domanda. La crescita principale proviene dall’ASEAN, dal Medio Oriente e dalla Russia. I dati dell’OICA (International Organisation of Motor Vehicle Manufacturers) mostrano che nei primi cinque mesi del 2026 la richiesta di veicoli è cresciuta del 35% in Vietnam, del 15% in Thailandia e del 10% in Russia.
STIME INCERTE
Tuttavia, perfino la superpotenza asiatica deve fronteggiare qualche problema. Guardando al secondo semestre, l’ambiente esterno è complesso e volatile con un’incertezza crescente: il guaio dell’insufficiente domanda interna rimane evidente. Così, il settore affronta ancora una pressione considerevole.