Noleggio auto, fatturato da 6 miliardi: avanzano privati e car sharing

Arrivano numeri importanti dal mercato del noleggio auto: +7,7% sul fatturato e italiani sempre più attratti da lungo termine e car sharing

Noleggio auto, fatturato da 6 miliardi: avanzano privati e car sharing
La mobilità in Italia sta attraversando un periodo di mutamento, cambia il concetto di proprietà sostituito da quello di possesso ed il noleggio auto prende piede nella nostra vita di tutti i giorni. I numeri rilasciati dal rapporto dell'ANIASA sottolineano quanto il mercato del noleggio auto sia diventato importante in Italia, sia in termini economici che sotto il piano di una vera e propria evoluzione della mobilità. Le immatricolazioni nel noleggio a lungo termine rappresentano ormai il 13% del totale ed il fatturato ha superato i 6 miliardi di euro. L'interesse da parte dei privati è in aumento nonostante una conoscenza ancora poco approfondita del settore, ma la diffusione dei servizi deve essere appoggiata anche da una maggiore attenzione normativa.

LA CRESCITA DEL MERCATO 

Nell'intervento di apertura alla conferenza di Roma il presidente dell'ANIASA Massimiliano Archipiatti ha voluto dipingere il panorama generale del mercato automobilistico italiano, focalizzando l'attenzione sul trend più che positivo registrato nel settore del noleggio. Dai dati raccolti, il 2017 figura come il terzo anno consecutivo di ripresa dell'intera industria automotive (qui per gli ultimi dati di mercato), che nel complesso ha fatto registrare un fatturato di 189 miliardi di euro, pari all'11% del PIL. Nello stesso anno il noleggio auto ha recitato una parte da protagonista fatturando 6,217 miliardi di euro, che rapportati ai 5,774 miliardi dell'anno precedente equivalgono ad un bel +7,7%. Con una flotta che ha quasi raggiunto il milione di unità (ad oggi 936.000) il settore del noleggio mostra di proseguire il suo percorso di crescita anche in questo 2018, considerando che nel primo trimestre il fatturato ha già raggiunto 1,544 miliardi di euro facendo segnare un aumento del 16% in confronto allo stesso periodo del 2017. Ma il fenomeno si fa ancor più evidente se consideriamo che in soli tre mesi il cumulato del settore ha rappresentato il 27,5% dell'intero mercato italiano: più di un'immatricolazione su 4 è un'auto a noleggio.

NOLEGGIO A LUNGO TERMINE, QUESTO SCONOSCIUTO 

Va detto che il super ammortamento del biennio 2016-2017 ha prodotto un boom del noleggio aziendale, ma i costi del possesso hanno spinto anche i privati a virare le loro preferenze verso il noleggio (qui ti spieghiamo come funziona). Il cambiamento del mercato parte però da più lontano, dalla crisi economica del 2007 che ha portato alla grande crescita delle km0 e reso i giovani meno disposti ad acquistare un'auto (immatricolazioni degli under 30 calate del 61% in 10 anni); contemporaneamente è variata l'offerta ed il finanziamento per la macchina si è trasformato in noleggio. La diffusione è stata quindi favorita anche da una più efficace copertura territoriale di nuove formule di noleggio considerate spesso più convenienti, ma gli studi diffusi dall'Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e dei Servizi Automobilistici hanno mostrato come in realtà i privati non conoscano ancora abbastanza il settore (ecco gli errori da non commettere). Su un campione di 400 persone appena il 17% è in grado di nominare un operatore e solo il 5% ha già deciso di passare al noleggio. Il 40% si dichiara però intenzionato al passaggio convinto da determinati punti di forza: i servizi più apprezzati sono infatti il risparmio sull'RCA (secondo il 55%) e sulla manutenzione (47%), o ancora la copertura danni ed il servizio stradale (47%). Ma chi è che utilizza effettivamente il noleggio a lungo termine? L'utente medio risulta un uomo (nel 52% dei casi) di età giovane e più istruito e benestante rispetto a chi sceglie la proprietà; mediamente percorre 20.000 km l'anno ed utilizza l'auto prevalentemente per motivi di lavoro.

IL CAR SHARING 

Nel concetto di noleggio inoltre bisogna tenere in considerazione l'importanza, e la crescita visto che sta congelando le vendite, del car sharing, ossia dell'idea di auto come mero mezzo di trasporto privo di personalizzazioni ma nella sua essenzialità fondamentale per brevissimi spostamenti. Nel 2017 sono infatti aumentati gli utenti iscritti ai servizi offerti dagli operatori, che ora raggiungono quota 1,3 milioni (+21% sul 2016), ma anche e  soprattutto quelli considerati attivi (+38%), che hanno quindi noleggiato almeno una volta negli ultimi 6 mesi. Ovviamente è un servizio che viene utilizzato principalmente in città, a Milano e Roma nello specifico, che insieme collezionano l'80% di utenze del car sharing di tutta Italia, rispettivamente con 3,83 e 1,77 milioni di noleggi ogni anno. Anche qui ANIASA disegna il profilo del cliente medio: uomo, 36 anni, che utilizza mediamente l'auto per 31 minuti al giorno in qualsiasi ora e per 7 km di percorrenza.

EMISSIONI, IL DIESEL NON SI TOCCA 

Non solo noleggio, durante la conferenza tenuta a Roma è stato fatto un focus sulle emissioni inquinanti dei veicoli, in particolare quelle generate dall'antiquato parco circolante in Italia che "vanta" quasi 9 milioni di veicoli con motorizzazioni precedenti alle norme Euro 3 su un totale di oltre 38 milioni (scopri le nuove norme sulle omologazioni). La ricerca effettuata sui dati di inquinamento evidenzia come ¾ del particolato derivi da strada, gomme e freni, mentre solo il 4% proviene dagli scarichi, sia per i benzina che per i diesel. Il presidente del Centro Studi Fleet&Mobility Pier Luigi Del Vescovo accusa quindi i vecchi Euro 3 e precedenti: "La maggior parte delle emissioni è prodotta dai vecchi propulsori, è sbagliato condannare i diesel Euro6: le nuove tecnologie permettono di ridurre l'inquinamento ". Ricollegandosi al noleggio invece, risulta che oltre il 90% delle flotte siano Euro 6 e che le emissioni di polveri sottili dei diesel così omolgati state ridotte del 96%, passando da 0,14 g/km degli Euro 1 a 0,005 gr/km, rinforzando quindi le teorie pro-diesel moderni . Alla luce delle ricerche infine, emerge il rapporto che sussiste tra l'inquinamento del parco circolante e quello dei veicoli noleggiati: -52% di CO i benzina e - 37% i diesel, -50% circa per i Nox in entrambi i casi e rispettivamente -70 e -85% per ciò che riguarda le emissioni di idrocarburi incombusti.

SERVE PIÙ CONSIDERAZIONE 

In chiusura sempre il presidente dell'ANIASA Massimiliano Archipiatti ha sottolineato come nonostante il noleggio presenti numeri così importanti non ci sia ancora un adeguata normativa al riguardo.  "La mobilità cittadina sta cambiando completamente, il Codice della Strada è invece rimasto agli anni'80, a quando la sharing mobility non era ancora nata e questo ne limita la diffusione. Oltre a combattere le penalizzazioni fiscali che ostacolano l'auto aziendale - ha proseguito - ANASA si sta impegnando perché le norme stradali si adeguino al concetto di mobilità condivisa, intelligente e connessa".

Pubblicato in Attualità il 01 Giugno 2018 | Autore: Redazione


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