Musk non incanta Wall Street che prevede un futuro incerto per Tesla

Per gli analisti la strada che Tesla dovrà percorrere nei prossimi mesi sarà dura e in salita, il titolo in borsa è già stato ridimensionato

3 febbraio 2016 - 9:26

L'ottimismo sfrenato di Elon Musk, fondatore e mente creativa di Tesla Motors, sembra essere stato bruscamente raffreddato da una previsione fatta dagli analisti di Morgan Stanley. Il titolo della casa costruttrice californiana subirà una forte svalutazione per via di alcune concause, le quali fatalmente remano contro la crescita stimata e auspicata dagli uomini di Palo Alto. Scopriamo cosa frenerà l'ascesa di Tesla.

WALL STREET RIDIMENSIONA IL TITOLO TESLA – A vaticinare le difficoltà sui mercati finanziari è Adam Jones, un analista della celebre banca Morgan Stanley, rinomato per essere sempre stato rialzista nei confronti del titolo Tesla Motors. Jonas ha rivisto la stima del Target Price (il prezzo verso il quale un titolo “dovrebbe” convergere), ribassandolo da 450 a 333 dollari. La riduzione dell'obiettivo è motivata dallo stesso analista, secondo il quale le cause sono da ricercare nelle vendite al di sotto delle stime della Casa costruttrice, nella maggiore concorrenza nella nicchia delle auto elettriche e nel continuo ribasso dei costi dei carburanti. Nonostante le previsioni per niente rosee, Jonas è da ritenere ancora uno sfegatato ottimista per il titolo di Palo Alto mentre Thomson Call First, importante società di analisi finanziaria, ritiene il nuovo Target Price ancora sovrastimato di almeno 49 dollari rispetto alla media di Wall Street (leggi Tesla e le previsioni degli analisti finanziari).

LE ALI DI FALCO NON FANNO DECOLLARE LA PRODUZIONE – Tra gli elementi che rendono Adam Jonas più cauto nel valutare l'andamento del titolo, il calo di vendite sembra essere quello che desta maggiori preoccupazioni. Secondo l'analista le stime di vendita del Suv elettrico Tesla X vanno ridotte del 15%, la produzione dovrà infatti confrontarsi con la sfida tecnica rappresentata dalle coreografiche porte ad Ala di Falco. Sul forum Teslamotorclubs, alla sezione Model X Timeline, si leggono centinaia di commenti di utenti, i quali, nonostante abbiano da tempo perfezionato l'acquisto della vettura, vedono continuamente procrastinare la data di consegna. Anche sulla neonata Model 3 le aspettative sarebbero da rivedere. Secodo Jonas l'elettrica compatta non vedrà la luce prima del 2018, quindi con un anno di ritardo rispetto le previsioni del costruttore. Il ritardo influirà sulla performance commerciale e l'obiettivo di 30.000 auto entro il 2018 si tramuterà in un'utopia (scopri le caratteristiche della Tesla Model 3).

A RISCHIO ANCHE IL BUSINESS GIGAFACTORY – Altra concausa che ostacolerà l'ascensione sui mercati dei prodotti Tesla è l'accresciuta concorrenza sul campo della mobilità elettrica. Sempre più Case automobilistiche stanno investendo sullo sviluppo di auto elettriche e delle tecnologie di guida autonoma. L'aumento dei competitors comporterà per la casa californiana un incremento notevole della spesa per ricerca e sviluppo al fine di mantenere la competitività sui mercati. Le difficoltà per Tesla non sembrano essere limitate al solo comparto automobilistico. Nelle previsioni dell'analista di Morgan Stanley anche il progetto Powerwall, gli accumulatori casalinghi che saranno prodotti nella ormai celebre Gigafactory, va completamente rivalutato (leggi Gigafactory, la più grande fabbrica di batterie). Con il prezzo del petrolio in caduta libera i conti energetici sono al ribasso, questo farebbe diminuire l'esigenza di stoccare in casa energia elettrica oltre a rendere meno conveniente l'acquisto di un accumulatore Tesla. Alla luce di queste previsioni Elon Musk riesce a mantenere l'ottimismo dichiarando: “i carburanti a basso costo avranno sicuramente un impatto negativo sulla diffusione delle auto elettriche, ma i modelli Tesla riusciranno ad emergere sulla concorrenza grazie alla varietà dei modelli offerti e all'unicità dei contenuti proposti”.

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