Multe e benzina: le novità nel ddl concorrenza

Le notifiche delle multe a casa dovrebbero costare di meno. Più concorrenza tra i gestori delle Pompe benzina senza Gpl e Metano obbligatori

24 febbraio 2015 - 9:00

In ambito automobilistico, il disegno legge concorrenza che ha avuto l'ok dal Governo Renzi non prevede solo una rivoluzione nella Rca tutta a favore delle Compagnie assicuratrici. Infatti, ci sono novità anche in materia di notifica delle multe. Il ddl (ovviamente ora all'esame del Parlamento) cancella un monopolio delle poste pubbliche. Elimina la “riserva legale” delle Poste sia sulla spedizione degli atti giudiziari sia sulle notifiche delle multe effettuate dalla pubblica amministrazione (di solito i Comuni): “Voi ricevete una multa e c'è la riserva per le Poste – ha dichiarato il premier Renzi -. C'è solo da noi, Ungheria e Portogallo. Lo eliminiamo”.?

CHE COSA CAMBIA – Oggi, la notifica degli atti giudiziari e delle multe non vale se effettuata coi servizi di poste private: solo i postini di Poste Italiane, come addetti a pubblico servizio, garantiscono prova certa di quanto attestato nelle relate di notifica o nel registro delle consegne delle raccomandate con avviso di ricevimento (la “pubblica fede”). Con l'eliminazione della riserva di Poste Italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche delle sanzioni da parte della pubblica amministrazione, il corriere porterà a casa degli italiani le multe. Con l'abrogazione della riserva postale – dice il ddl – vengono aperti alla concorrenza i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e le comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari nonché i servizi inerenti le notificazioni a mezzo posta di sanzioni amministrative. Così, l'Italia regolarizza la propria situazione nel panorama europeo dei servizi postali.

CARBURANTI – Il ddl concorrenza vieta alle Regioni di introdurre norme discriminatorie a carico dei nuovi entranti: non si potrà più imporre ai distributori di diversificare l'offerta con il Metano o il Gpl. L'obiettivo è favorire il libero mercato nella distribuzione dei carburanti per autotrazione. Un obiettivo da sempre difficilissimo da raggiungere, anche per via di una serie di regole a livello centrale che si sovrappongono a quelle a livello locale.

SU UBER CALA IL SILENZIO – Invece, su Uber (il “taxi alternativo”), il ddl non porta novità. Nella bozza, c'era una norma chiave: l'eliminazione delle distorsioni concorrenziali per gli autoservizi di trasporto pubblico non di linea. Si voleva cancellare l'obbligo “gravante sui titolari di autorizzazione di noleggio con conducente di disporre di sedi e rimesse siti nel Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, di stazionare e sostare solo all'interno delle predette rimesse, di tornare alla rimessa per l'offerta di ogni nuova prestazione”. Vincoli che “di fatto limitano l'esercizio dell'attività al territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione e sono pertanto suscettibili di restringere significativamente il confronto concorrenziale”. Ma di questo articolo non c'è traccia nel ddl: il Governo Renzi si è ritratto di colpo, rimandando chissà a quando la soluzione del problema Uber. Sino alla prossima maxi-protesta dei taxi.

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