Multa Tutor da annullare: per i giudici è inaffidabile e pericoloso

Il Tutor non è infallibile e si illude con una pausa caffè: due giudici di Cuneo annullano le multe, ma il trucco non è semplice come sembra

4 maggio 2016 - 10:00

Il Tutor lo conoscono tutti gli automobilisti: calcola soprattutto la velocità media in autostrada. Rileva l'orario di passaggio di un'auto sotto un portale, il secondo orario sotto un secondo portale, e fa la media chilometrica. Se superiore ai 130 km/h, arriva la multa a casa del proprietario del mezzo. Da quando il Tutor esiste in Italia, si sono accavallate migliaia di sentenze in materia, con esiti diversi. Stavolta, è il turno di due Giudici di Pace di Mondovì (Cuneo), già noti come magistrati ammazza-multe fatte dal Tutor.

SULLA TORINO-SAVONA Tutto nasce da numerosissime multe fatte dal Tutor sull'Autostrada del mare, la Torino-Savona. Qui, ci sono due Giudici di pace che accolgono i ricorsi presentati dagli automobilisti e annullano le multe sanzionate dai varchi elettronici. Accade a Mondovì, nel Cuneese. Francesco Benincasa, coordinatore dei Giudici di Pace del territorio, e il collega Fausto Nasi hanno deciso di applicare alla lettera la sentenza emessa a luglio dalla Corte costituzionale. Ma come s'è arrivati fino alla Corte costituzionale? Un avvocato torinese, Massimo Tribolo, multato per eccesso di velocità sulla Torino-Savona, ha avviato una battaglia legale contro i verbali da Tutor. Basando il ricorso su un punto unico: i Tutor non sarebbero tarati.

PAROLA ALLA CORTE COSTITUZIONALE La questione è arrivata infine alla Corte costituzionale, che ha decretato l'illegittimità dell'articolo 45 comma 6 del Codice della Strada: leggi qui. E stabilito che tutti gli apparecchi per l'accertamento dei limiti di velocità vadano sottoposti a periodiche verifiche, perché “i fenomeni di deterioramento possono pregiudicare non solo l'affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale come quello della sicurezza stradale”. La sentenza ha fatto tremare il ministero dell'Interno (vedi qui) e le amministrazioni di mezza Italia, che in questi mesi sono corse ai ripari per tarare gli autovelox e arginare i ricorsi, a migliaia, degli automobilisti.

SENTIAMO I DUE GIUDICI DI PACE Benincasa e Nasi spiegano alla stampa.it: “Partiamo dall'idea che le sentenze vanno motivate. E noi lo facciamo applicando un principio: il pronunciamento della Corte costituzionale. Assai chiara: tutti gli strumenti di misurazione elettronica della velocità, non solo dunque gli autovelox, vanno omologati e tarati, cioè sottoposti a periodiche verifiche. Ma la taratura va certificata, dimostrata. E ad oggi la Prefettura di Cuneo, in tutti i ricorsi che abbiamo discusso, non ha presentato questa certificazione. Perciò, per quanto ci riguarda, i Tutor non sono tarati. E risultano incostituzionali. Di qui la scelta di accettare i ricorsi dei cittadini”. Non solo. “In prospettiva – sostengono – si porrà un dubbio di legittimità di questi strumenti, su cui prima o poi saranno chiamate a intervenire le Corti superiori. Perché non garantiscono la sicurezza dei cittadini. I varchi che fanno? La media tra la velocità in entrata e quella in uscita dal tratto sottoposto a controllo. Ma non tengono conto del fatto che io, superate le telecamere, potrei sfrecciare a 200 l'ora e poi fermarmi lungo un autogrill della tratta, bermi con calma un caffè, fumare una sigaretta e ripartire per risultare, alla fine, perfettamente allineato ai limiti di velocità. E questa non si può chiamare sicurezza”.

QUALCOSA NON QUADRA Però può darsi che l'annullamento dei verbali da Tutor sia dovuto alle certificazioni non presentate dalla Prefettura in sede di dibattimento dei ricorsi. Inoltre, è sciocco mettere fra i due portali di rilevamento del passaggio delle auto un autogrill: in caso di pausa caffè, verrebbe neutralizzato l'effetto Tutor. Il decreto di omologazione del Tutor prescrive che non ci siano aree di servizio fra un portale e l'altro. E comunque i portali sono spesso vicini uno all'altro. Altrimenti, con la sosta fra una rilevazione e l'altra, il Tutor registrerebbe una velocità media straordinariamente bassa. A meno che, e qui le cose di complicano, proprio al primo portale o al secondo portale, la telecamera non funzioni da autovelox, beccano chi va troppo veloce in quel preciso punto.

1 commento

Daniele
13:32, 4 maggio 2016

“E questa non si può chiamare sicurezza”

Mi meraviglia il fatto che un giudice faccia un discorso del genere. Il Tutor non sarà infallibile, certo, e basterà poco per aggirarlo (non solo la pausa all'autogrill…) ma rappresenta comunque un deterrente e ciò mi basta per considerarlo un mezzo valido ai fini della prevenzione per la sicurezza stradale

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