Autovelox non tarati: il ministero vuole frenare la Corte costituzionale

Il ministero dell'interno tenta di mettere un freno alla sentenza della Corte costituzionale

2 luglio 2015 - 9:00

Autovelox mobili non tarati, multe nulle: la “bomba” lanciata dalla Corte costituzionale è pesantissima. Specie per i comuni, che incamerano 1,2 miliardi di euro di multe l'anno, anche con le macchinette elettroniche. Tanto da indurre il ministero dell'interno a correre ai ripari con una circolare (300/A/4745/15/144/5/20/5 del 26 giugno) molto articolata e complessa. Ovviamente una circolare da rispettare, ma il peso specifico di una sentenza della Corte costituzionale, pur con tutto il rispetto per chi ha scritto quella circolare, è nettamente superiore.

LA CORTE COSTITUZIONALE: AUTOVELOX MOBILI NON TARATI? IRREGOLARI – Le multe prodotte dagli autovelox mobili che non vengono controllati periodicamente sono illegittime. Lo ha stabilito la Consulta, con sentenza 113/2015: non solo gli autovelox fissi e automatici (che funzionano da sé, senza agenti), ma anche gli autovelox mobili, in presenza di agenti di polizia, devono essere tarati, pena la nullità delle contravvenzioni elevate dalle varie amministrazioni locali che usano quei dispositivi, specie i comuni. Così, è stata stroncata una regola assurda del codice della strada, secondo cui solo gli autovelox fissi vanno tarati. Ci ha pensato la Corte costituzionale a rimediare a norme illogiche: anche una bilancia va tarata, e pure una caldaia; chissà per quale oscuro motivo gli autovelox mobili potevano multare sempre e comunque senza taratura. Il fatto che gli agenti siano presenti sul posto (pur non mettendo in dubbio le capacità e la preparazione delle forze dell'ordine) non significa che l'autovelox mobile sia preciso e individui correttamente la velocità. Si tratta di strumenti affidabili, ma in caso di urto accidentale, surriscaldamento per l'esposizione al Sole (specie d'estate), sbalzo di tensione, o normale obsolescenza tecnologica, gli autovelox mobili potrebbero divenire imprecisi. Sparando multe a caso.

LA CIRCOLARE: AUTOVELOX MOBILI REGOLARI, ANCHE SE NON TARATI – “La Corte costituzionale, con la sentenza numero 113 del 18 giugno 2015 – dice la circolare ministeriale – ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45, comma 6, del codice della strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Con questa pronuncia, la Consulta ha inteso affermare il principio della necessaria tutela del ragionevole affidamento che deriva dalla permanenza della funzionalità delle apparecchiature di misura della velocità e che è garantita attraverso verifiche periodiche conformi alle relative specifiche tecniche, imponendo al legislatore di adeguare le norme del codice della strada in modo che tale principio sia sempre rispettato”. Poi continua: “Occorre premettere che gli organi di polizia stradale interessati all'uso delle apparecchiature per l'accertamento e l'osservanza dei limiti di velocità sono tenuti a rispettare le modalità di installazione e di impiego previste dai manuali d'uso. La normativa vigente, perciò, non prevede un generalizzato obbligo di taratura anche se la necessità di una verifica periodica è, di norma, prevista nel manuale d'uso e manutenzione del dispositivo, cui gli organi di polizia stradale devono attenersi. Tale verifica, inoltre, è prevista anche nel decreto di approvazione del singolo apparecchio se può essere utilizzato in modo completamente automatico, cioè senza la presenza di un operatore di polizia stradale”. Quindi, nessun obbligo di taratura. Ma questo lo ha già detto la Consulta: il codice della strada va riscritto. “I dispositivi utilizzati per controllo da remoto o per la contestazione successiva delle violazioni in materia di velocità sono sottoposti a verifica iniziale (sul prototipo, prima di essere messi in funzione) o periodica (in genere annuale) presso un centro opportunamente accreditato presso il Snt – Sistema nazionale di taratura – Accredia, ovvero presso lo stesso costruttore, che risulti a ciò abilitato dalla certificazione di qualità aziendale secondo le norme ISO 9001:2000”. Questo vale per autovelox, Tutor, Vergilius, ossia per i dispositivi fissi. E per i mobili, tipo Provida e Telelaser? Nessuna taratura. Dice la circolare. Ma questo lo dice anche la Corte costituzionale, e proprio qui sta il punto: il codice della strada va riscritto perché ci sono regole illogiche. Una bilancia è da tarare, figuriamoci un autovelox mobile. Questo l'esempio della Consulta. Conclusione del ministero dell'interno: gli autovelox mobili sono legali, anche se non tarati. In attesa di nuove regole.

RICORSI, È DIFFICILISSIMO – Alla luce della sentenza della Corte costituzionale, era possibile vincere i ricorsi contro le multe date con autovelox mobili non tarati, ma difficile. Di solito, le contravvenzioni per presunti eccessi di velocità individuati con autovelox mobili si riconoscono perché c'è questa indicazione: “L'infrazione è stata accertata da pattuglia composta dagli agenti A e B”. Talvolta, il verbale indica se l'apparecchio utilizzato è stato sottoposto a verifica, e allora è inutile fare ricorso. Spesso, dovrete chiedere al giudice di pace (entro 30 giorni dalla notifica) o al prefetto (entro 60 giorni dalla notifica) competenti per il luogo della presunta infrazione di verificare la taratura degli autovelox mobili, e la polizia dovrà esibire la documentazione. Se emerge che non è tarato (o se le amministrazioni non sono in grado di portare il certificato in udienza), il ricorso è vinto; viceversa, se emerge che è tarato, il ricorso è respinto. Ora, con la circolare ministeriale, vincere il ricorso è ancora più difficile, e i comuni avranno altri cavilli cui appellarsi.

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