Müller esulta: aumentano le vendite USA del Gruppo, ma non sono VW

Nel 2015 il saldo è positivo grazie ad Audi, Porsche ed i commerciali leggeri; cadono invece le berline VW

12 gennaio 2016 - 16:59

Si tirano le somme del 2015 e se qualcuno ride, sopratutto negli USA, qualcun altro piange; Volkswagen, dopo il suo annus horribilis, sorride perché è addirittura riuscita a migliorare le sue vendite negli States. Analizzando i dati si scopre il ruolo salvifico dei suoi Sport Utility Vehicle nel mercato americano.

QUASI 10 MILIONI DI VEICOLI – Il CS stampa ufficiale titola così, senza se e senza ma: “Il Gruppo Volkswagen consegna 9,93 milioni di veicoli nel 2015” e continua “È un risultato eccellente, in particolare considerando la persistente situazione difficile in alcuni mercati così come la tematica Diesel nell'ultimo trimestre dello scorso anno”. Le orgogliose parole di Matthias Müller, CEO di Volkswagen AG sono, in effetti, anche giustificate, considerando che il gruppo tedesco ha sofferto per “le dinamiche di mercato in Brasile e Russia, che hanno avuto un impatto notevole sulle consegne dei nostri Marchi” oltre ad aver dovuto fronteggiare le onde della sua tempesta personale sollevate dal vento del DieselGate. Müller ha guardato anche in avanti, ad un 2016 che si preannuncia essere meno impegnativo: “Da un lato, come Azienda globale dobbiamo far fronte alle differenti situazioni dei mercati mondiali. E dall'altro, è nostra volontà e intenzione preparare accuratamente il Gruppo per un futuro di successo. Attualmente stiamo lavorando alla nostra 'Strategia 2025', che per me rappresenta il passo più importante verso una Volkswagen moderna”.

INVESTIMENTI NORDAMERICANI – Diversi elementi di quella strategia fanno parte del “riallineamento” del Gruppo Volkswagen, che non soltanto salva l'auto elettrica ma le affida un ruolo centrale (ecco l'interessante “pulmino” elettrico Budd-e) nel futuro dei vari marchi della galassia VW. Altre indicazioni utili a capire la direzione nella quale andrà VW sono emerse al NAIAS 2016 (guarda le novità del Salone di Detroit), una vetrina nella quale Volkswagen ha anche presentato l'interessante CrossCoupé GTE, SUV a 7 posti ibrido). Matthias Müller ha rilasciato altre dichiarazioni nel corso di una conferenza stampa che si è svolta alla vigilia del Salone di Detroit, con le quali ha espresso il proprio dispiacere per gli avvenimenti connessi al DieselGate: “Sappiamo di aver profondamente deluso i nostri clienti, gli organi governativi competenti e il pubblico. Mi scuso per ciò che è successo in Volkswagen e posso dire che siamo fortemente impegnati per mettere a posto le cose”. L'AD ha anche sottolineato come il Gruppo stia dialogando in maniera costruttiva con United States Environmental Protection Agency (EPA) e il California Air Resources Board (CARB); le soluzioni alle emissioni “taroccate” saranno presentate non appena verranno definitivamente approvate dalle Autorità. Volkswagen conferma i suoi programmi di investimento in Nord America: dopo l'investimento di più di 1 miliardo di dollari nell'impianto di Chattanooga, (nel Tennessee), il Gruppo ha pianificato altri 900 milioni di dollari per la produzione, prevista entro la fine dell'anno, del nuovo SUV medio per il mercato americano, che creerà circa 2.000 nuovi posti di lavoro negli USA.

IL SUV CHE TI SALVA – La produzione della Audi Q5 inizierà in primavera a San José, Messico mentre Porsche Cars North America ha inaugurato nel 2015 l suoi nuovi quartier generale e il Customer Experience Center ad Atlanta, costati 100 milioni di dollari. Un ulteriore elemento della strategia del Gruppo in Nord America è la versione lunga della nuova Tiguan, che dovrebbe uscire dalla linea dell'impianto di Puebla, Messico, a partire dal 2017. Questo interesse per i SUV medi è pienamente giustificato dai dati di vendita: se nel 2015 il Gruppo ha superato le 600.00 unità (+ 1,2% rispetto al 2014) deve essere molto riconoscente ai SUV, Audi soprattutto. La A3 ha totalizzato 35.984 unità ma il suo +61,7 è l'unico segno “+” fra le berline: è solo grazie a Q5 (+ 22,6%, a ben 52.006 unità), Q7(2,6%) e, soprattutto, Q3 (+ 262%) che il dato Audi del 2015 migliora dell'11,1% rispetto all'anno prima. Discorso analogo per Porsche: se le Boxter/Cayman, Panamera e 918/911 calano leggermente, il miglioramento, seppur piccolo, della Cayenne e l'esplosione della Macan (passata da 7.241 a 13.533 unità) permettono a Porsche Cars North America di infrangere il muro delle 50.000 auto, per un + 10,1% sull'anno 2014. L'impatto del DieselGate ha affossato i risultati del marchio Volkswagen, che rispetto al 2014 ha fatto segnare un – 4,8%, composto da vari segni meno a parte i Light Truck, che mettono a segno un bel + 29,2%. Fra le hatchback e le sedan, a parte la Golf che ha quasi raddoppiato le vendite, si leggono solo segni “-” rispetto al 2014; anche in questo caso però i SUV tengono: Touareg segna un + 1,1% e Tiguan evidenzia un sonoro + 42,7%!

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