Marchionne ha le idee chiare. Pronto a scalare Volkswagen?

L'AD di FCA non ha escluso "operazioni difficili" ma molto dipende da cosa sarebbe disposta a vendere Volkswagen. Idea folle? L'avevamo predetto

10 novembre 2015 - 12:07

Le voci si susseguono e proprio ieri alcuni addetti ai lavori hanno sussurrato a SicurAUTO che FCA si starebbe preparando a scalare Volkswagen o anche ad acquistare marchi eventualmente ceduti dal Gruppo. Si rafforzano così le ipotesi che SicurAUTO aveva formulato: se i guai di Volkswagen finissero in una fusione?

GALEOTTO FU IL MUGELLO – Oltre a queste voci di corridoio la questione è ritornata pubblicamente (e prepotentemente) di attualità all'Autodromo del Mugello, che ha ospitato, fra giovedì e domenica scorsi, le Finali Mondiali Ferrati 2015, una sorta di Ferrari Day lungo 4 giorni. Questa Messa laica della passione ferrarista, oltre alle gare e giri liberi in pista, ha visto partecipare i piloti della Formula 1 Vettel e Raikkonnen e il top management di FCA. Incalzato dai giornalisti Sergio Merchionne ha parlato di quelli che sono i temi “caldi” dell'industria automobilistica, DieselGate in testa. Secondo l'AD di FCA l'industria nel suo complesso non avrà grandi contraccolpi dallo scandalo del defeat device, che a suo parere non è un complotto degli USA ma un difetto d'ingegnerizzazione (si sarà riferito alla mancata adozione del sistema SCR con iniezione di Urea, che sarà invece adottato in futuro oltre all'arrivo dell'auto elettrica VW?). Marchionne non ha risparmiato critiche anche all'acquisizione indiscriminata di Marchi, dato che ritiene che né Ducati né Bugatti siano state utili al Gruppo di Wolfsburg.

SHOPPING IN GERMANIA? – L'AD non ha negato l'interesse alle eventuali dismissioni fatte da Volkswagen ma ha legato l'eventuale operazione al “cosa” sarà venduto, perché non tutti i marchi sarebbero sinergici o interessanti per FCA. Degno di nota anche l'appunto che ha mosso alla gestione di VW, da lui giudicata troppo verticistica e centralizzata per un'azienda globale. Sergio Marchionne ha infatti specificato che, nonostante lui eserciti ingerenze – “viaggio molto”- anche a Detroit, si guarda bene dal concentrare tutto a Torino o ad Auburn Hills. In effetti, nelle unioni fra le case auto se la coppia scoppia è anche perché la gestione viene molto accentrata. Il discorso non poteva, a questo punto, non andare verso General Motors, la cui unione con FCA è lo scenario migliore per Marchionne in virtù dell'effetto moltiplicatore positivo che avrebbero le possibili sinergie e per la sostanziale diminuzione dei costi di sviluppo, da sempre un suo cavallo di battaglia. Alla domanda se non escluderebbe operazioni ostili l'AD ha risposto “non escludo niente”, lamentandosi però del fatto che Mary Barra con lui non vuole neanche prendere un caffè. Non ha chiuso del tutto la porta ad eventi clamorosi, purché avvengano prima del 2018: Marchionne ha infatti confermato la sua volontà di lasciare fra 3 anni, perché si è detto molto stanco.

UN'INSIEME DI CONDIZIONI – Il perdurare della chiusura di General Motors e il continuo stillicidio di notizie sul Dieselgate potrebbero però far pendere la bilancia più verso Wolfsburg che verso Detroit. È infatti recente la notizia che sarebbero 540.00 le auto bisognose di modifiche meccaniche per rientrare nelle norme sulle emissioni ed i consumi. La cosa non giunge inaspettata dato che, per esempio, il capo di Volkswagen UK – Paul Willis – nel corso di un'audizione al Parlamento inglese svoltasi alla metà di ottobre aveva dichiarato che molti EA 189 da 1.600 cc avrebbero avuto bisogno di nuovi iniettori. Se la cosa era prevedibile, dato che dopo l'aggiornamento le auto VW potrebbero non conservare le stesse prestazioni, ad impensierire ancor di più è l'eventualità di trucchi anche sui motori a benzina: se tutto dovesse franare allora l'interesse di FCA potrebbe focalizzarsi di più su Wolfsburg.

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