L'Iran blocca le auto USA e sbriciola una fetta che vale miliardi
Le sanzioni e l'embargo verso l'Iran sono stati eliminati ma basta la provenienza americana di un'auto giapponese per bloccare l'immatricolazione
Le sanzioni e l'embargo verso l'Iran sono stati eliminati ma basta la provenienza americana di un'auto giapponese per bloccare l'immatricolazione
Le sanzioni e l'embargo verso l'Iran sono stati eliminati ma basta la provenienza americana di un'auto giapponese per bloccare l'immatricolazione
I rapporti fra Iran e Stati Uniti d'America sono seriamente compromessi dai tempi della rivoluzione portata vittoriosamente a termine dall'Ayatollah Khomeini, che ha trasformato il Paese, un regno in precedenza noto con il nome di Persia, in una repubblica fondata sulla Sharia, la legge islamica. Da quel lontano 1979 fino a pochi mesi fa il Paese asiatico ha considerato gli USA il Grande Satana ma le notevoli aperture verso l'Iran (leggi come la rinuncia del nucleare da parte dell'Iran aveva aperto il mercato interno) volute dal Presidente Obama e da altri Paesi occidentali sembravano aver avviato un processo di distensione. Le cose non sembrano però così lineari, dato che diversi automobilisti iraniani si sono visti negare l'immatricolazione alle loro auto giapponesi perché assemblate negli USA.
GIAPPONESI O AMERICANE? I fatti possono essere riassunti così: la polizia iraniana ha stoppato l'emissione delle targhe destinate alle auto prodotte negli Stati Uniti, comprendendo in quest'azione anche esemplari di marchi giapponesi e tedeschi ma assemblati negli USA. È facile immaginare la costernazione non solo dei proprietari ma anche degli importatori, che avevano regolarmente sdoganato queste automobili. Il portavoce della Polizia Saeed Montazerolmahdi ha recentemente dichiarato che “i veicoli che hanno un marchio americano o sono prodotti negli Stati Uniti d'America, compresi quindi quelli Honda e Toyota assemblati negli USA, sono banditi dal ricevere i servizi erogati dalla polizia e connessi alla targa. Il Consiglio Generale della polizia ha preso questa decisione già a luglio e le automobili costruite negli Stati Uniti non possono ricevere targhe anche se importate ufficialmente e legalmente attraverso la dogana iraniana”.
LISTE DI PROSCRIZIONE Nel mese di ottobre del 2015 il Leader Supremo, l'Ayatollah Ali Khamenei, aveva incaricato il presidente Hassan Rouhani (in Iran il potere delle istituzioni e quello religioso sono paralleli ma con una certa prevalenza di quest'ultimo) di fermare l'importazione di prodotti, in particolare i beni di consumo, dagli Stati Uniti per aiutare l'Iran a consolidare la sua “economia di resistenza” (leggi dell'accordo di PSA per produrre in Iran) e questo nonostante il mondo occidentale avesse sostanzialmente rimosso le sanzioni grazie all'accordo sugli impianti nucleari firmato all'inizio di quell'anno. Sulla scorta di questo incarico il Ministero dell'Industria e del Commercio aveva preparato una lista di 119 oggetti importati dagli Stati Uniti fra il 2014 e il 2015, importazioni dal valore totale di 37 milioni di dollari, e aveva vietato la maggior parte di questi articoli; fra le eccezioni c'erano le auto. Ma Khamenei, durante un discorso tenuto nell'aprile del 2015, ha criticato l'eccezione per le automobili, dicendo: “I ministri e funzionari dovrebbero seriamente fermare queste importazioni”. L'Iran, dopo questo “consiglio”, ha annullato l'importazione di 200 Chevrolet costruite nella Corea del Sud e che stavano per essere trasferite da Dubai all'Iran e stessa sorte è toccata ad automobili giapponesi e tedesche assemblate negli USA. È interessante riportare alcune delle parole di Khamenei: “Anche gli americani non sono interessati all'acquisto di queste auto a causa del loro peso e del consumo di carburante. Perché dovremmo importare le auto da una fabbrica americana in bancarotta? Questo è molto strano”.
DISSENSI INTERNI La parte più laica dell'Iran, ad esempio l'industria, ha espresso forti perplessità: Farhad Ehtesham Zadeh, direttore esecutivo dell'Iranian Car Importers Union, ha criticato questo divieto all'uso di auto straniere regolarmente importate, dicendo che non ha alcun fondamento giuridico e si basa solo su un'interpretazione degli ordini di Khamenei. Secondo Zadeh, circa 500 auto giapponesi e tedesche costruite negli USA, con un valore complessivo di 12 milioni di dollari (leggi del valore del mercato auto in Iran), sono stati acquistate dai clienti iraniani negli ultimi mesi e attendono le targhe dalla polizia. Ma il “fenomeno” potrebbe essere molto più imponente, dato che la Tokyo Japan Automobile Manufacturers Association ha stimato che 3.847.517 auto di marchi giapponesi sono state assemblate negli Stati Uniti l'anno scorso, anche se è molto difficile sapere, per le stesse Case, quante sono già in Iran o sono destinate a questo mercato perché esse non hanno importatori diretti.