Le batterie usate della Nissan Leaf hanno 2 vite: si caricano per le case

Nissan ha trovato il modo di riutilizzare le batterie delle auto agli ioni di litio esauste. Un sistema simile a quello ideato da Tesla e Daimler

17 giugno 2015 - 11:01

Quante volte avete sentito pronunciare, dagli addetti ai lavori del settore automobilistico, o anche da appassionati, questa frase: “un'automobile non smette mai di vivere!” Sicuramente non poche volte…la notizia che vi stiamo raccontando, vuoi per aspetti particolari, riprende l'espressione sopra riportata. La Nissan consentirà di utilizzare le batterie usate della Leaf per alimentare aziende e strutture private.

UNA “SECONDA VITA” – Si tratta dell'opportunità di contribuire a un mondo non “a quattro ruote”, regalando un secondo utilizzo a una componente che ha fatto “correre” in passato la Leaf (elettrica più venduta al mondo con 178.000 consegne dal 2010). Dunque, le batterie che prima equipaggiavano la compatta giapponese, ora potranno fungere da accumulatore integrato nella rete. La Nissan da tempo sta cercando di concretizzare questa opportunità, infatti da tempo ha annunciato questa sua prospettiva. Così l'alleanza con il colosso Green Charge Networks, il maggiore provider di stoccaggio di energia a uso commerciale, sta rendendo possibile l'obiettivo, quello di convertire i pacchi usati della Leaf (qui la nostra prova su strada) in sistemi di stoccaggio destinati a usi commerciali. La collaborazione, in corso da un anno, mira a garantire sicurezza e affidabilità degli accumulatori riconvertiti, avvalendosi di un software intelligente in grado di massimizzare le performance.

UN ALTRO PROBLEMA RISOLTO – Ci concediamo una piccola digressione per parlare di impatto ambientale. Vi starete domandando il perché: in questo modo i costruttori di automobili hanno risolto in modo intelligente e astuto il problema dello smaltimento e del riciclo delle batterie al litio di auto ibride ed elettriche. Con fare intelligente, perché bisogna riconoscere la validità del sistema che consente il riutilizzo del pacco batterie usato, ma anche astuto, perché le Case automobilistiche hanno letto il problema in anticipo, prima che il fenomeno prendesse una piega dai numeri ingestibili…anche per il successivo smaltimento (come accaduto con le batterie dei dispositivi portatili: palmari, smartphone, pc portatili).

LE PROSPETTIVE DI MERCATO – La prima unità Nissan, composta da più batterie collegate tra loro, verrà installata nel corso dell'estate in una struttura della Casa automobilistica. Sulla stessa scia della concorrenza (parliamo di Tesla con Powerwall e Powerpack e Daimler), l'obiettivo è lo stesso: risparmiare durante i picchi e stabilizzare al tempo stesso la rete. L'applicazione prevede anche la totale compatibilità con i sistemi di energie rinnovabili, come l'eolico e i pannelli fotovoltaici.  Sulla scia dell'impegno per la sostenibilità ambientale e la riduzione delle emissioni di gas serra, Nissan ha condotto numerosi progetti di ricerca in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa con lo scopo di studiare il reimpiego delle batterie esauste di Leaf attraverso 4R Energy, la joint-venture siglata nel 2010 con Sumitomo Corp. La riuscita del progetto prevede quindi uno scopo commerciale, offrendo la soluzione alla clientela privata. Dallo stesso animo sono mosse le iniziative di Tesla e Daimler, ma anche BMW e Bosch hanno avviato un progetto simile nella città di Amburgo, pensato per riciclare le batterie della i3.

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