L'Audi A7 Piloted Driving ha percorso 900 km senza conducente

Il prototipo tedesco ha viaggiato fino a 110 km/h tra la Silicon Valley e Las Vegas, dimostrando le capacità della tecnologia Audi

9 gennaio 2015 - 12:00

Ieri vi abbiamo raccontato del prototipo Mercedes a guida autonoma (qui l'articolo), un modello che guarda direttamente al futuro, non solo per le tecnologie ma anche per la visione della mobilità e dello spazio a bordo. Al Consumer Electronic Show c'era anche Audi, con la A7 Piloted Driving, per mostrare i suoi progressi nel campo della guida autonoma. La dimostrazione si è svolta anche 'sul campo', visto che la berlina tedesca è stata in grado di viaggiare da sola per oltre 900 km, da Stanford (in Silicon Valley), fino a Las Vegas. Questa '7', ribattezzata 'Jack' dai tecnici che ne hanno seguito lo sviluppo, è parente strettissima della RS7 Piloted Driving che due mesi fa era stata la prima auto al mondo a percorrere un giro di pista senza nessuno al volante, toccando una velocità massima di 240 km/h (ne abbiamo parlato qui).

GUIDA DA SOLA FINO A 110 KM/H – Se Mercedes, quindi, ha posto lo sguardo su quello che potrebbe succedere tra non meno di quindici anni, Audi ha preferito concentrarsi sul presente, applicando le tecnologie per la guida autonoma su una vettura che già esiste. La A7 Piloted Driving, infatti, è in grado di sostituirsi al conducente fino a 110 km/h, riuscendo a effettuare autonomamente cambi di corsia e manovre di sorpasso, accelerando e frenando in modo indipendente. Prima di iniziare un cambio di corsia a sinistra o a destra, 'Jack' modula la sua velocità ai veicoli vicini. A quel punto se il calcolo della velocità e della distanza relativa è considerato sicuro, l'auto effettua il cambio di corsia con precisione e in modo tempestivo.

RADAR E TELECAMERE – La Audi A7 Piloted Driving utilizza una combinazione di vari sensori, molti dei quali prossimi alla produzione di serie (una startup californiana vende il kit retrofit per guida autonoma). Il radar a lungo raggio di controllo adattativo della velocità (ACC) e l'Audi side assist (ASA) vigilano sulla parte anteriore e posteriore del veicolo. Due sensori radar di fascia media nella parte anteriore e posteriore monitorano a destra e a sinistra per completare il controllo a 360 gradi. Poi ci sono gli scanner laser – montati all'interno della calandra e nello scudo paraurti posteriore – che forniscono informazioni per il riconoscimento dettagliato di oggetti statici e dinamici durante la guida autonoma. Infine, una videocamera 3D ad alta risoluzione copre un ampio angolo di visione nella parte anteriore del veicolo, mentre quattro piccole telecamere anteriori e posteriori visualizzano i dintorni più vicini.

PROCESSORE QUAD-CORE – Se la parte hardware è molto sviluppata, quella software non è da meno. Il cervello elettronico di quest'Audi, infatti, è un processore quad-core che esegue otto miliardi di calcoli al secondo, che è anche in grado di trasmettere via cloud i dati provenienti dai sensori e rilevati dell'unità di controllo del sistema di guida (zFAS). I dati vengono poi elaborati e rimandati alla vettura, che così è in grado di ampliare le proprie 'conoscenze' in maniera continua diventando un sistema intelligente in grado di apprendere.

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