Jaguar Land Rover sfida la Cina: la copia della Evoque finisce in tribunale

Il braccio di ferro tra JLR e Landwind è diventato un simbolo in Cina, dove il mercato detta regole insolite anche sulla proprietà intellettuale

6 giugno 2016 - 10:00

Jaguar Land Rover è intenzionata ad avviare un'azione legale contro il costruttore cinese Jiangling Motor, accusata di aver spudoratamente copiato il SUV Range Rover Evoque, già in vendita nello stesso mercato. La battaglia legale si prospetta lunga e difficoltosa, ma potrebbe creare un precedente pericoloso per il mercato automobilistico più grande al mondo.

L'EVOQUE FALSA Il costruttore cinese Jiangling Motor ha lanciato nel 2014 un modello di SUV che ha attinto a mani basse dal design della Range Rover Evoque, la Landwind X7 (leggi della Evoque cinese che costa la metà). L'auto presenta praticamente le stesse linee del SUV britannico, con qualche leggera differenza in particolari come la calandra anteriore. In commercio esistono addirittura alcuni “kit di conversione”, venduti online, che propongono la sostituzione dei pezzi dal design differente (logo compreso!) per rendere la Landwind X7 una copia perfetta della Evoque, ma con una tecnologia di bordo nettamente inferiore. Non è la prima volta che in Cina copiano spudoratamente modelli di auto di costruttori americani ed europei (leggi della copia cinese della Tesla Model S).

L'AZIONE LEGALE DI JLR Solitamente i costruttori preferiscono evitare di intraprendere azioni legali, in Cina, nei confronti di brand automobilistici locali, poiché le chance di successo potrebbero essere pericolosamente basse. Un portavoce di Jaguar Land Rover ha dichiarato ai colleghi di Reuters che la Jiangling è stata citata per violazioni del copyright e concorrenza sleale. Una persona informata sui fatti, ma non autorizzata a parlarne e che quindi non ha fatto diffondere il proprio nome sempre attraverso il portale Reuters, ha dichiarato che tale azione legale è riferita proprio alla Landwind X7 e che si sta discutendo su come sia possibile aggiornare il design del clone cinese senza incorrere in ulteriori violazioni: un po' come è successo con la smart ForTwo cinese, Shuanghuan Bubble, che ha dovuto montare una ruota sul portellone per differenziarsi dal modello venduto da Daimler (leggi della smart ForTwo cinese che sembra un mini SUV).

IL PERICOLOSO PRECEDENTE Qualora il brand facente parte dell'universo dell'indiana Tata dovesse vincere la causa potrebbe mettere in serio pericolo il mercato cinese, da sempre avvezzo ad una copia più o meno esplicita e più o meno tutelata dal governo. Un precedente riferito ad una causa vinta da un brand estero nei confronti di un Costruttore locale potrebbe indurre altri marchi a tentare cause finora lasciare correre. Intanto Honda ha impiegato 15 anni per vedere rispettati i propri diritti sul design del CR-V.

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