La Cina provoca Elon Musk. Ecco l'auto elettrica che s'ispira alla Tesla Model S

Dall'Asia arriva un nuovo déjà vu: Aoxin mostra la sua Ibis che sembra aver preso molto dalla Tesla Model S

12 marzo 2015 - 10:00

Da tempo la Cina ha un problema con il business non regolato della contraffazione, il che rende molto facile la creazione di copie che vanno dalle “Air Jordan” fino al settore automotive. Alcuni esempi sono più eloquenti di altri, non c'è che dire: il design della Tesla ha influenzato non poco la Aoxin Ibis. Tuttavia la “copia” cinese dell'auto elettrica non è riuscita molto bene visto che sembra la sorellastra asiatica più corta e in sovrappeso della Model S.

3 MOTORI ELETTRICI – La notizia è stata diffusa dai media locali e, sebbene sia la Tesla Model S che la Aoxin Ibis siano entrambe auto elettriche, i punti in comune finiscono qui. Aoxin New Energy, produttore della Ibis, è attivo dal 2006 e la sua gamma auto è limitata e comprende alcune vetture elettriche a bassa velocità. La Ibis, quindi, viene fuori come un razzo rispetto al resto della line-up, visto che utilizza tre motori elettrici in grado di sprigionare una potenza massima di 180 CV per una velocità massima stimata sui 160 km/h.

A CACCIA DI SIMILITUDINI – Aoxin dichiara che il suo veicolo è in grado di percorrere 460 chilometri con una ricarica completa, il che sarebbe superiore alla Tesla Model S entry level  capace di 390 km. Tuttavia il dato dichiarato da Aoxin sarebbe da prendere con le pinze in quanto l'affidabilità del marchio non è stata ancora valutata. Potrebbero anche passare il muso basso, i proiettori anteriori e l'ampia griglia frontale presi praticamente in prestito, ma al fregio della vettura elettrica cinese non si può certo concedere il beneficio del dubbio: quella “T” ha già fatto il giro del mondo. L' “ispirazione” continua anche una volta entrati nell'abitacolo: la consolle centrale, sebbene di dimensioni meno importanti, riprende il display touchscreen dall'aspetto più economico rispetto alla Model S. Il profilo della Aoxin, poi, mette di più in risalto la somiglianza con la berlina americana di lusso, mentre il frontale si avvicina alle linee di una Buick, guarda caso un'altra americana.

LA CINA E LE SUE ABITUDINI – L'influenza è quindi più che palese. Ma si può capire in un certo senso che Aoxin abbia voluto rifarsi alla Model S per il suo veicolo elettrico. Dopo tutto, la Cina concede molti incentivi per le auto plug-in in modo da ridurre il più possibile il livello di inquinamento atmosferico. Questi incentivi, attualmente, sono disponibili solo ed esclusivamente per le auto locali, tagliando fuori in questo modo marchi come Tesla e BMW che, sebbene siano impegnati nella riduzione di emissioni di CO2, non godono degli stessi vantaggi. Nel frattempo, marchi cinesi come Aoxin, BYD e JAC possono “ispirarsi” al design di altri costruttori nella totale impunità, poiché il governo cinese spesso e volentieri si rifiuta di rafforzare gli accordi internazionali che tutelano la proprietà intellettuale in fatto di design. Inoltre, c'è da dire che Elon Musk, CEO di Tesla Motors, non è ben visto in Cina dopo i licenziamenti per le pessime vendite della sua gamma. L'imitazione potrebbe essere una forma di adulazione o un chiaro sfottò, ad ogni modo i progettisti di questa Tesla “voglio ma non posso” sembrano essersi spinti oltre. Non quanto la recente Land Wind (sotto), spudorata gemella cinese della Land Rover Evoque che ha fatto imbestialire gli inglesi.

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