Jaguar Land Rover comprerà Silverstone: la pista vale 34 milioni di dollari

Da ex aeroporto della seconda Guerra Mondiale a tappa della Formula 1. Ecco i progetti di JLR per la pista inglese che resta nel campionato mondiale

4 dicembre 2015 - 19:16

Sapevate che l'autodormo di Silverstone, prima di diventare un circuito per gare automobilistiche, era un aeroporto militare? Per fortuna la guerra è finita e forse si sta preparando una conquista pacifica e simbolica: l'acquisto da parte di Jaguar Land Rover per 22,7 milioni di sterline, ossia 34 milioni di $.

UNA STORIA AVVENTUROSA – E pazienza se il gruppo JLR è, dal 2008, di proprietà del gigante indiano Tata (si può vedere un altro simbolismo nell'ex colonia che acquista proprietà dall'ex colonizzatore): se le voci dovessero trovare una concretizzazione un marchio storico avrebbe la propria sede in una location altrettanto storica. L'autodromo di Silverstone sorge nel sito di quello che una volta era un aeroporto militare usato nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Esso ha ospitato il suo primo Gran Premio di Formula 1 nel 1950 e ha un contratto a lungo termine (fino al 2026) per ospitare la tappa inglese del campionato. Il circuito dista circa 64 km dalla storica sede Jaguar di Coventry (un altro nome legato alla II World War, dato che essa fu praticamente rasa al suolo dai bombardamenti tedeschi) e, anche se la produzione non è più lì, nella cittadina rimane il quartier generale. La notizia di un'eventuale acquisizione è stata data dai media inglesi ma, anche se dovesse avere conferme, si tratta comunque di un progetto che sta muovendo ancora i primi passi.

VOCI TUTTE DA CONFERMARE – Nell'eventualità di un esito positivo Jaguar Land Rover (che aprirà un futuristico centro ricerche negli USA) dovrebbe conservare la pista ma, ovviamente, altre parti dell'area saranno sviluppate perché ci sarebbe bisogno di spazio per circa 1.000 persone nelle aree del marketing e delle vendite e per 700 ingegneri nell'area ricerca e sviluppo. È poi facile pensare come le indiscrezioni del Birmingham Post riguardo la costruzione di un centro sulla brand experience, un museo storico (guarda come hanno svenduto la collezione Bertone) – che potrebbe magari accogliere anche ospitare la collezione di James Hull che comprende 543 auto d'epoca, delle quali circa un quarto sono Jaguar – e un hotel da 200 camere possano essere non così infondate. JLR ha inoltre chiesto, secondo il Financial Times, alla società di consulenza Cushman e Wakefield (ha uffici in 60 Paesi del mondo) di stimare il valore del circuito e, sempre secondo il giornale, la casa automobilistica potrebbe investire fino a 52 milioni di sterline nell'area. La pista di Silverstone sarebbe gestita, per conto di JLR, da una controllata del British Racing Drivers Club, l'ente che attualmente affitta la pista.

SCENARI IN MOVIMENTO – Il BRDC ha comunicato di aver ricevuto un certo numero di approcci “confidenziali” e che il Consiglio Direttivo avrebbe preso in considerazione l'offerta più “attraente”, da qualsiasi parte essa provenisse, e avrebbe poi chiesto un mandato soci del Club prima di procedere; il Club non ha voluto commentare le voci riportate dalla stampa. I soci del BRDC sono 850 e dovranno quindi essere consultati prima di prendere qualsiasi decisione. Il Gran Premio d'Inghilterra è immanente in ogni discorso che riguardi Silverstone dato che, dei molti eventi e attività che si volgono nel circuito, il Gran Premio è l'unico a non essere redditizio. Il managing director di Silverstone, Patrick Allen, ha riferito che l'aver venduto dei terreni ha estinto dei debiti ma ha anche azzerato i ricavi dell'affitto dei terreni stessi. D'altro canto l'ospitare la gara è costoso (la quota sale ogni anno) e il patron della F1 Bernie Ecclestone (che ha censurato il video di un incidente a Monza) ha detto che una riduzione o una rinegoziazione non avverranno. In effetti i circuiti europei devono fronteggiare la pressione derivante dallo spostamento del “baricentro” del campionato di Formula 1 verso il Medio Oriente e l'Asia. L'anno scorso il leggendario Nurburgring è stato venduto al componentista tedesco Capricorn Group per 139 milioni di dollari e anche l'autodromo di Monza ha visto nubi sul suo futuro, che per fortuna sembrano essersi diradate. Se sicuramente Jaguar Land Rover non vorrà rimetterci dei soldi, d'altro canto non potrà certamente assumersi la responsabilità di “uccidere” il Gran Premio d'Inghilterra: gli sviluppi potrebbero quindi essere interessanti!

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