Il dieselgate divora 2,5 miliardi e sfumano gli utili trimestrali Volkswagen

Si allarga ancora la voragine dei costi che Volkswagen dovrà sostenere per saldare danni e conseguenze provocate dallo scandalo Dieselgate in USA

2 ottobre 2017 - 9:00

Il momento di scrivere una volta e per tutte la parola fine sulla vicenda del Dieselgate Volkswagen sembra non essere ancora arrivato. Il fronte nordamericano dello scandalo è certamente quello che sta tenendo sotto scacco la Casa tedesca e che la sta impegnando maggiormente dal punto di vista economico. Da Wolfsburg fanno sapere che sono stati accantonati ulteriori 2.5 miliardi di euro per affrontare un ulteriore aumento della spesa per riacquistare o ripristinare le autovetture dei clienti USA; ad oggi la spesa sostenuta supera i 25 miliardi di euro, costi destinati a essere imputati nel resoconto trimestrale che il costruttore pubblicherà entro la fine del mese, il rischio che si perda oltre la metà degli utili dell'ultimo trimestre è alto.

ALTRI MILIARDI PER IL BUYBACK E I RICHIAMI L'epilogo del fronte nordamericano del Dieselgate sembra procrastinarsi e complicarsi più di quanto stimato e per Volkswagen questo si traduce in un ulteriore emorragia di capitale. Nei giorni scorsi il costruttore tedesco ha comunicato di aver aumentato i fondi accantonati per saldare i conti del riacquisto delle vetture coinvolte e per gli interventi modifica e aggiornamento per le auto che non rientrano nel buyback. (Il buyback VW vale soltanto per auto integre e non fatte a pezzi). Circa tre mesi addietro l'Environmental Protection Agency (EPA) ha approvato il fix proposto da Volkswagen per ripristinare i propulsori turbodiesel da 2.0 litri prodotti dal 2009 al 2014.

UTILI DEL TRIMESTRE POLVERIZZATI DAL DIESELGATE L'ampliamento del tesoretto accantonato da Volkswagen per il Dieselgate, secondo gli analisti, avrà un impatto negativo e consistente sui risultati finanziari previsti per il trimestre luglio-settembre di quest'anno. Il prossimo 27 ottobre è prevista la pubblicazione del rendiconto trimestrale. La Casa tedesca aveva stimato profitti per 5.3 miliardi di euro per il periodo in questione, ma alla luce delle ultime scelte gli utili saranno erosi quasi per la metà. La previsione fatta tempo addietro circa il costo totale dello scandalo delle emissioni inquinanti, la quale indicava una cifra superiore ai 30 miliardi di euro, sembra essere quanto mai verosimile (Leggi qui quali fix sono stati approvati dalle autorità USA).

ARRESTATO L'UOMO DEI MOTORI DEL GRUPPO TEDESCO Nelle scorse ore è stata inoltre diffusa la notizia dell'ordinanza cautelare in carcere per Wolfgang Hatz, storico responsabile allo sviluppo dei motori per il Gruppo Volkswagen e dal 2011 direttore dello sviluppo Porsche. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Monaco nell'ambito dell'inchiesta sul Dieselgate ma Hatz potrebbe non essere l'unico uomo del Gruppo automobilistico finito dietro le sbarre; la Procura bavarese avrebbe arrestato un altro indagato e di avere allargato il numero di persone sospettate di essere coinvolte nello scandalo. Sul capo dell'azienda di Wolfsburg continua a pesare anche l'indagine per appurare se Volkswagen e altre Case costruttrici abbiano, o meno, istituito una sorta di cartello per coordinarsi e accordarsi sulla manipolazione delle emissioni inquinanti dei propulsori diesel (Anche il biodiesel è sotto accusa per le eccessive emissioni di CO2).

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