Guida autonoma: Mobileye smentisce Musk e gela un futuro con Tesla

L'azienda che ha sviluppato il software del pilota automatico Tesla ha rilasciato dettagli stucchevoli sui limiti della tecnologia

28 luglio 2016 - 10:30

Dopo l'incidente avvenuto nel mese di maggio, che ha visto una Tesla Model S con sistema Autopilot attivo schiantarsi contro un rimorchio e generare la prima vittima della guida autonoma, Elon Musk ha diffuso la notizia del divorzio tra la stessa Tesla e Mobileye. L'azienda israeliana però continuerà a fornire assistenza su tutti i chip già montati a bordo delle vetture, ma solo sul profilo software e non su quello hardware.

IL DIVORZIO Uno dei più grandi tasselli negativi nel puzzle della guida autonoma è stato messo agli inizi di maggio, quando una Model S ha ucciso il suo conducente schiantandosi contro un rimorchio bianco non rilevato dal sensore grafico (leggi della prima vittima della guida autonoma). Dopo una tale notizia ed un tale fallimento che grava sulle spalle di Elon Musk qualche testa sarebbe dovuta cadere, e lo stesso CEO di Tesla ha annunciato la fine della collaborazione con Mobileye, azienda israeliana che forniva i chip per gestire la videocamera dell'Autopilot, azione confermata dalla stessa Mobileye e riportata dai colleghi di MarketWatch.

SVILUPPO AUTONOMO L'azienda Mobileye ha perso in poco tempo, dopo l'annuncio della cessata collaborazione, fino al 9% in borsa, ma i rapporti con Tesla non saranno chiusi del tutto: dovrà continuare a fornire assistenza ai pezzi già montati sulle vetture, ma semplicemente dal punto di vista software con miglioramenti sulla gestione delle dinamiche di sterzo. Poiché con l'uscita di scena di Mobileye si sfalda di conseguenza l'accordo anche con Bosch (leggi del trittico composto da Tesla, Mobileye e Bosch per la guida autonoma), Elon Musk sta cominciando a guardarsi attorno per cercare di sviluppare la tecnologia necessaria stesso in house, e pare vicino un accordo con Jim Keller, ex sviluppatore di chip per AMD. Elon Musk non sarebbe all'idea di sviluppare componenti in proprio, ed è questo il fattore scatenante che non è andato a genio all'azienda israeliana, la quale ha piccatamente affermato che tali tecnologie devono essere sviluppate con una grande sinergia tra le realtà che contribuiscono alla riuscita del progetto, cosa non facile da fare con Tesla. 

I LIMITI DELL'AUTOPILOT Dall'analisi fatta da Mobileye il problema riscontrato nell'incidente fatale con Autopilot attivo è da imputare semplicemente al colore del rimorchio contro il quale la Model S ha impattato, bianco e con cielo terso che quindi avrebbe “confuso” il sistema, ma anche al fatto che quel mezzo è sopraggiunto di lato. L'azienda stessa ha ammesso che il sistema non riesce a gestire al meglio degli ostacoli provenienti lateralmente, evidenziando così non solo un grosso limite dell'Autopilot ma, indirettamente, anche quello di possibili competitors che hanno guardato a Tesla come musa ispiratrice (leggi della guida autonoma sviluppata da Cruise e GM).

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