Google car in crash: primo incidente colposo della guida autonoma

La Google Car ha spesso avuto problemi con le altre auto, ma stavolta l'incidente della Lexus RX450h contro un bus rimette la sicurezza in discussione

1 marzo 2016 - 17:41

Statisticamente doveva succedere, ed è successo: una Google Car ha urtato, per sua “colpa”, un autobus della Valley Transit Authority (VTA), riportando qualche danno ma lasciando illesi i passeggeri. Leggendo il resoconto dell'evento si capisce come alle auto-robot manchi ancora un po' della “malizia” degli umani.

L'INNOCENZA PERDUTA – Google aveva dichiarato, nel novembre del 2015, che durante i sei anni di sperimentazione del suo progetto le sue auto self-driving sono state coinvolte in 17 piccoli incidenti, non per loro colpa, a fronte di un totale di più di due milioni di miglia percorse complessivamente con guida autonoma e manuale combinate (leggi come Google ritenga top secret i i filmati degli incidenti durante i test). La permanenza in questo stato “immacolato” si è interrotta il 14 febbraio scorso (Valentine's Day amaro per Big G!), quando di è verificato un lieve urto – per fortuna senza feriti – fra una delle Lexus RX450h usate da Google per sperimentare la guida autonoma ed un autobus di linea, appartenente alla compagnia di trasporto pubblico Valley Transit Authority. Non sappiamo di danneggiamenti subiti dal bus mentre la Lexus ha riportato danni al parafango, alla ruota e ai sensori del lato del guidatore. L'auto di Google, come si può dedurre dal verbale d'incidente che potrete leggere qui sotto, è del 2012 mentre il mezzo pubblico, un “Articulated Bus”, è del 2002. Leggendo la seconda pagina di questo report, firmata da Chris Urmson, Director of Self-Driving Cars di Google, si evincono diverse cose interessanti riguardo la dinamica dell'incidente.

ERA SCRITTO SULLA SABBIA (IN SACCHETTI) – La Lexus si era spostata nella corsia più a destra del viale El Camino Real a Mountain View, la cittadina californiana sede del quartier generale di Google. L'auto, che procedeva in modalità autonoma, doveva girare a destra all'incrocio con Castro Street e ha iniziato la manovra anche se il semaforo era rosso, modalità consentita – a bassa velocità – negli incroci dotati di cartello 'Turn on Red'. A un certo punto la Google Autonomous Vehicle si è trovata davanti dei sacchetti di sabbia posizionati intorno ad un tombino e si è dovuta fermare. Nel frattempo il semaforo era diventato verde e quindi anche gli altri veicoli hanno iniziato a muoversi: la Google AV ha fatto passare qualche auto e poi, nel ripartire sfruttando una pausa nel flusso veicolare, si dovuta spostare verso la sua sinistra per evitare i sacchetti di sabbia. Il guidatore “umano” e anche la Google AV hanno visto un autobus che arrivava ma hanno ritenuto di non dover intervenire pensando che l'autista avrebbe fatto passare l'auto ma così non è avvenuto. Da Google fanno sapere che il loro veicolo autonomo stava viaggiando a meno di 2 miglia l'ora, mentre la velocità dell'autobus è stata valutata in circa 15 miglia l'ora. Big G ha dichiarato che “abbiamo chiaramente delle responsabilità, perché se la nostra macchina non si fosse mossa, non ci sarebbe stata la collisione”.

UTILE ESPERIENZA – La Società “ha esaminato in maniera dettagliata quest'incidente e migliaia di sue possibili variazioni nel nostro simulatore, cosa che ha consentito di perfezionare il software di controllo. D'ora in poi, le nostre auto saranno più avvertite del fatto che gli autobus (e in generale i veicoli di grandi dimensioni) danno strada in misura minore rispetto agli altri tipi di veicoli; in questo modo speriamo di gestire meglio in futuro situazioni come questa”. Il California Department of Motor Vehicles ha ricordato come i produttori di veicoli autonomi debbano segnalare incidenti, ma “il DMV non ha il compito di attribuire responsabilità” mentre il Dipartimento di Polizia di Mountain View ha riferito che nessun rapporto è stato stilato riguardo l'incidente.(leggi come la Google Car sia vicina all'omologazione). Non dobbiamo dimenticare che le Google AV, così come i prototipi delle altre aziende, imparano dall'esperienza ma il grosso delle loro abilità viene dalle istruzioni che vengono loro impartite in laboratorio (ricordate come un ciclista abbia mandato in tilt una Google Car?). I tecnici devono avere molta fantasia (e un grande database) per inventare/ricordare situazioni verosimili/accadute veramente ma questo non basta: un commento all'accaduto, inserito in un sito d'informazione locale, conteneva queste parole: “il non far passare gli altri è il modus operandi standard degli autisti VTA, che non si curano di quel che accade nella strada”. Come dire: noi umani lo sappiamo e stiamo molto attenti, la Google AV in questo senso è ancora un guidatore della Domenica (leggi dei nuovi test di Google in salita e con la pioggia). Pensiamo che il disegno di Google sia proprio quello di raccogliere e codificare milioni di situazioni stradali, “esperienze” da vendere poi agli altri fabbricanti (e utilizzabili anche per le eventuali Google Car di produzione) perché essi possano inserirle nei loro veicoli autonomi, un po' come accadeva ai ricordi artificiali dei replicanti di Blade Runner: non dimentichiamo che Big G è prima di tutto una Software House globale e un produttore seriale di Big Data.

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