GAC vuole FCA: pronta un'offerta irrinunciabile dell'alleato cinese?

Voci parlano dell'intenzione di GAC, l'alleato cinese di FCA, a rilevare una quota di controllo del gruppo italo-americano. Cosa ci sarà di vero?

19 maggio 2016 - 0:47

Non è facile entrare commercialmente nell'Impero del Dragone ma una via di sicura riuscita è fare alleanze con i costruttori locali, anche perché il governo cinese le incentiva. FCA non si è tirata indietro, anche in considerazione del fatto che i SUV stanno andando molto forte in Cina. Dall'amicizia può nascere un matrimonio?

IL TERREMOTO DELLE 8:30 Non erano ancora le 9 di ieri mattina che la notizia di un interessamento di Guangzhou Automobile Group China per una quota di controllo di FCA già circolava. Le azioni di Fiat Chrysler Automobiles NV alla Borsa di Milano iniziavano un piccolo rally, aprendo al + 3% e mantenendosi sostenute fino al primo pomeriggio. Il mercato ci crede e in effetti le premesse potrebbero esserci. Ricordiamo come FCA abbia piazzato i suoi SUV in Cina già dall'anno scorso, quando è nata GAC Fiat Chrysler Automobiles Sales che di lì a poco (parliamo dell'ottobre 2015) avrebbe iniziato a produrre la Jeep Cherokee, che si aggiunge alle Fiat Viaggio e Ottimo, mentre la Renegade (che continua a vendere bene in Italia anche ad aprile) ha cominciato a uscire dalle linee cinesi circa un mese fa. Le voci parlano di una GAC pronta a discutere con Sergio Marchionne e John Elkann, rispettivamente AD e Presidente di Fca, dell'eventualità di andare oltre gli accordi di cooperazione, rilevando addirittura una quota di controllo del capitale di FCA.

È NON IMPOSSIBILE Le ragioni per un accordo potrebbero esserci tutte: come GAC ha reso possibile uno sbarco sensato in Cina, così il gruppo italo-americano potrebbe fare da apripista per l'arrivo del produttore cinese negli Stati Uniti d'America. Il direttore generale di Gac, Wu Song, in occasione di una visit ad Auburn Hills, sede di FCA, ha in effetti detto: “Lo sviluppo di Fca in Cina ha richiesto il nostro sostegno; ora per la nostra espansione nel mercato americano puntiamo sull'aiuto di FCA”. La visita del board di GAC nel Michigan era stata preceduta dalla visita di Marchionne in Cina, nella duplice in occasione del Gran Premio di Shangai e dell'inizio della produzione della Renegade. Un preludio alla “discesa in campo” di GAC negli USA potrebbe essere il dare all'azienda cinese la produzione delle Chrysler 200 e Dodge Dart in outsourcing. Ricordiamo che GAC ha accordi anche con Honda, Toyota e Mitsubishi (leggi di come Nissan e Mitsubishi rimarranno separate in casa nonostante il rilevante pacchetto azionario comprato dalla prima).

DISCESA RAPIDA Scenari possibili, dunque, in base ai quali FCA, pur avendo chiuso martedi a Milano con un sonoro – 6,6% sui timori che la corsa delle vendite auto negli Stati Uniti avesse ormai scavalcato la cima, apriva la giornata di ieri con il già citato + 3%. Dopo una mattinata passata veleggiando fra i 6,55 euro dell'apertura e i 6, 45 di mezzogiorno, la doccia fredda per FCA arrivava verso le 14:30, quando circolava la sconfessione di GAC sulle voci che si erano rincorse tutta la mattina. Il calo è stato repentino fino a circa 6,25 euro e la seduta si concludeva poi sui 6,31 euro. Un portavoce di Guangzhou Automobile Group aveva infatti smentito l'interesse per una quota in Fca parlando al 21st Century Business Herald: “Mai avuti colloqui con FCA su un eventuale acquisto di una quota. Gac non ha intenzione di fare un'operazione del genere”. Eppure perfino gli analisti di Mediobanca Securities avevano dato credito all'ipotesi: “FCA è stata molto attiva nella ricerca di un partner, mentre GAC ha bisogno di un marchio noto e di una rete di distribuzione collaudata per espandersi all'estero” ma non c'è stato niente da fare, almeno in questa occasione. A cosa credere? Alla legge della comunicazione che dice: “si smentiscono solo le notizie vere perché quelle false si smentiscono da sole” o al destino che vuole Sergio Marchionne già pretendente sfortunato alla corte di GM, PSA, VW, Ford e Toyota e ora anche di GAC? E se invece si trattasse di insider trading che hanno messo in giro queste voci per speculare sulle altalene di Borsa? Staremo a vedere…

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Frenata automatica: ancora molti limiti nei test AAA da 50 km/h

Ztl Roma orari mappa permessi

Ztl Roma oggi in centro: mappa e come funziona

CLEPA: bandire le auto ICE porterà alla dipendenza dalla Cina