FCA-PSA: perché per Marchionne il matrimonio non funzionerebbe

La notizia di FCA in trattative con Peugeot-Citroen ha squassato il Salone di Ginevra, ma Marchionne ha chiuso la porta: manca affinità

2 marzo 2016 - 21:03

Matrimonio si, matrimonio no: il racconto dei pretendenti di FCA continua ad aggiungere pagine ma la soluzione non sembra arrivare ancora. Chi pensava al Gruppo PSA come un possibile partner – indiscrezioni in tal senso sono circolate a margine del Salone di Ginevra – è destinato a rimanere deluso: Sergio Marchionne ha infatti smentito decisamente l'ipotesi.

LA COMUNICAZIONE CHE SI CONTRADDICE – Qualche guru della comunicazione ha detto: “Si smentiscono solo le notizie vere perché quelle false si smentiscono da sole” e, in effetti, il famoso hashtag “staisereno” è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare. Dato che ogni regola ha la sua eccezione cercheremo di riportare le recenti parole di Sergio Marchionne senza esagerare con la dietrologia. Il luogo delle sue dichiarazioni, Ginevra, era ovviamente molto adatto, tanto più che FCA ha portato diverse novità e restyling: la Giulia (guarda le foto ed i dettagli della gamma Giulia), la Maserati Levante, la Tipo station wagon (leggi come sono fatte le Tipo SW e 5 porte) e hatchback, i lift-up della Giulietta e della MiTo e altro ancora. Più o meno contemporaneamente sono arrivati i dati del mercato (leggi come le immatricolazioni siano volate a + 27,3% in Italia), che hanno delineato una FCA in grande spolvero, insieme a Maserati e Ferrari.

MEGLIO SOLI CHE… – Forse è anche per questo che l'AD di FCA, dopo aver negato che siano attualmente in corso trattative con chiunque, includendo anche il Gruppo PSA, ha aggiunto che dopo il fallimento del suo tentativo con General Motors, FCA ha deciso di andare avanti da sola (l'AD di FCA aveva già detto “Siamo forti anche da soli”). Marchionne si è detto certo di riuscire a raggiungere anche senza un partner industriale gli ambiziosi obiettivi previsti da oggi fino al 2018. Ricordiamo che pochi giorni fa i titoli FCA erano stati al centro di un mini rally borsistico dopo che l'AD di PSA, Carlos Tavares, aveva detto che il Gruppo «se ci sarà un'opportunità strategica è aperto a discussioni con altri costruttori». Questa frase generica era stata però caricata di significati dato che PSA ha chiuso il 2015 molto positivamente: ricavi a 56,3 miliardi, 2,7 miliardi di utile operativo ed un risultato netto di 1,2 miliardi; con queste premesse lo Stato francese, azionista con il 14% del capitale, potrebbe uscire dalla compagine azionaria creando così opportunità per un nuovo partner. Anche PSA ha seccamente smentito le indiscrezioni e quindi il capitolo sembrerebbe chiuso; l'AD di FCA ha però riferito che sono in corso colloqui per trovare un produttore per fargli costruire le auto piccole e medie in outsourcing, senza però indicare orizzonti temporali.

VARI IDENTIKIT – Anche FCA ha ottenuto buoni risultati, grazie a un andamento migliore del previsto in Nord America e in Europa e alle corpose vendite delle Jeep, cosa che ha permesso di ritoccare verso l'alto gli obiettivi finanziari del suo piano quinquennale; qualche analista si chiedeva però se la casa automobilistica sarebbe stata in grado di portare a termine il piano da sola. Esclusa PSA, Marchionne ha poi detto che GM, Volkswagen e anche Renault-Nissan sono più simili a FCA. “Pensando ad un consolidamento, abbiamo sempre diretto le nostre idee su aziende che hanno lo stesso nostro DNA perché non è possibile fondersi con qualcuno che non ti capisce” ha detto Marchionne, che ha poi proseguito “Volkswagen, GM e, in un certo qual modo, Renault-Nissan sono aziende che capiscono bene queste concezioni e sono dei punti di riferimento per le loro esperienza di multi-brand, a differenza, ad esempio, di Ford. È difficile immaginare altre alleanze”. Marchionne ha poi riferito che le vendite della Giulia sono state ritardate per problemi tecnici, ma che ora l'auto è pronta (leggi del ritardo dell'Alfa Giulia). Lungi dal voler fare dietrologie, possiamo concludere come Marchionne, smentendo le voci su PSA (ricordiamo maliziosamente che PSA è forte in Cina e FCA nel Nordamerica), abbia indicato altri Gruppi come molto più papabili per un'eventuale alleanza: chissà, succederà qualcosa con uno di loro? Sempre per non eccedere in dietrologia, una notizia apparentemente fuori contesto è arrivata proprio in queste ore: il Gruppo Editoriale l'Espresso si fonderà (meglio, visti i rapporti di forza: assorbirà) con Itedi, che pubblica La Stampa e il Secolo XIX e, dato che Itedi era di FCA, quest'ultima si troverà con circa il 16% del capitale del nuovo gruppo. Ma avendo FCA un rilevante pacchetto di azioni RCS Mediagorup essa potrebbe subire sanzioni dall'Antitrust, donde il parallelo annuncio della distribuzione agli azionisti delle azioni RCS. FCA ha comunque già annunciato che distribuirà pro quota ai propri azionisti anche quel 16% del nuovo Gruppo, dismettendo ogni attività editoriale e potendosi così concentrare sul proprio core business: libera da distrazioni editoriali e impedimenti finanziari – RCS versa in cattive acque – FCA apparirà quindi nella forma migliore per una bella… fusione con un altro costruttore!

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