FCA. Elkann: meglio un'alleanza solida che rischiare 10 miliardi l'anno

John Elkann dichiara che FCA potrebbe valutare alleanze con aziende, ma solo se grandi a sufficienza da portare profitto ad entrambi

15 aprile 2016 - 11:08

Il presidente di Exor ed FCA, John Elkann, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito alla sua visione di futuro ideale per il Gruppo automobilistico italiano, andando a ricalcare la strada già tracciata da Sergio Marchionne, affermando che sia meglio “l'alleanza con un brand importante”. Chiamato in causa l'Automotive Report 2030 di McKinsey.

INSIEME SI VINCE Nella consueta lettera agli azionisti John Elkann, presidente di Exor ed FCA, ha manifestato la volontà di far alleare il proprio gruppo con un concorrente, per riuscire a portare vantaggio ad entrambi. Non dovrebbe però essere un brand qualunque, ma uno di “Quelli Grossi”, così da giustificare sia una manovra finanziaria degna di nota sia dei benefit tangibili. Questa dichiarazione si inserisce in uno scenario che vede da un lato il recente “due di picche” da parte di GM (leggi qui il perché GM potrebbe temere un matrimonio con FCA) e dall'altro la rotta del settore automotive puntata quasi esclusivamente verso lo sviluppo di nuove tecnologie: Elkann aggiunge che “la maggior parte dei nostri concorrenti sono impegnati con le grandi opportunità che la tecnologia 'dirompente' – leggasi auto a guida autonoma – ha da offrire”, mentre sottolinea che il consolidamento aziendale potrebbe essere una strada, unito ad un'alleanza, che secondo le analisi interne del gruppo porterebbe un risparmio quantificato in 10 miliardi di dollari l'anno.

LA VENDITA AUTO NEL 2030 All'interno della dichiarazione Elkann ha dedicato uno spazio sostanzioso all'Automotive 2030 Report di McKinsey, citato a più riprese in modo da sottolineare le proprie argomentazioni. Il fulcro della questione è l'analisi di come andranno le vendite di automobili nuove da oggi al 2030: secondo le stime il mercato auto vivrà un'impennata di vendite che porterà le unità vendute da 87 milioni a 116-125 milioni nel 2030 stesso, ma il 90% di esse sarà comunque destinata al cliente privato e solo il restante avrà come target il car sharing. Spostando poi l'attenzione sulle auto a guida autonoma, definite come auto con autonomia di 4° livello (che intanto Volvo comincerà a breve a testare in Cina con automobilisti comuni a bordo, leggi qui tutti i particolari), il rapporto afferma che nel 2030 solo il 15% delle auto vendute sarà in grado di guidare da sola, il restante avrà bisogno di un conducente fisico dietro al volante.

IL FUTURO DI FCA Alla luce di questa lettera agli azionisti il futuro di FCA potrebbe, quindi, prendere diverse direzioni. L'intento non nascosto del brand italiano è di potenziarsi nei mercati all'interno dei quali l'attuale presenza non è garanzia di solidità, e questo sarebbe possibile con l'aiuto di costruttori interni agli stessi e che aiutino in seconda battuta a dislocare la produzione ed abbattere i costi, ma si potrebbe pensare anche ad un accordo con aziende extra-automotive – Apple o Google in primis – per acquisire conoscenze tecnologiche ed espandere la propria linea di azione anche verso settori non ancora delineati come le auto driverless. Quest'ultimo sarebbe lo scenario nel quale si concretizzerebbero consolidamento aziendale e livellamento delle tecnologie, rendendo FCA competitiva su più fronti.

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