Dieselgate. Volkswagen mette in guardia i manager: "fuori dagli USA?
Volkswagen allerta i propri manager e li esorta a non andare negli USA e rimanere in Germania, rischiano l'estradizione e il carcere a vita
Volkswagen allerta i propri manager e li esorta a non andare negli USA e rimanere in Germania
Volkswagen allerta i propri manager e li esorta a non andare negli USA e rimanere in Germania, rischiano l'estradizione e il carcere a vita
Gli Stati Uniti sembrano essere diventati un terreno pericoloso per i dirigenti Volkswagen. Alla luce delle ultime vicende, che hanno visto l'arresto di Oliver Schmidt e l'accusa formale per altri 5 manager del brand indagati per il Dieselgate, da Wolfburg è stato lanciato l'allarme ed è stato caldamente consigliato, ai componenti delle alte sfere della Casa automobilistica, di evitare di recarsi oltreoceano. L'accusa che grava su Schmidt potrebbe costargli addirittura il carcere a vita e gli è stata negata la libertà su cauzione.
UOMO AVVISATO… Anche ad Oliver Schmidt era stato consigliato di non mettere piede sul suolo statunitense, noncurante dell'avvertimento il manager è volato oltreoceano e per lui lo scorso 9 gennaio sono scattate le manette. A poche ore dall'apertura dei lavori al Salone di Detroit l'FBI ha prelevato Schmidt dall'aeroporto di Miami prima che volasse verso la sua casa in Florida di ritorno da Cuba (Leggi qui tutti i dettagli dell'arresto di Oliver Schmidt); l'accusa è di aver partecipato alla frode e alle violazioni delle norme USA sull'ambiente. Il manager dal 2014 al 2015 ha rivestito la carica di responsabile per le questioni ambientali e regolatorie proprio per gli Stati Uniti.
PENE SEVERE E RISCHIO DI ESTRADIZIONE PER GLI ACCUSATI Per la Giustizia americana il rischio che Schmidt possa fuggire verso l'Europa è alto e questa è la motivazione del rifiuto di concedergli la libertà su cauzione. La pena che rischia il manager tedesco non è da prendere sotto gamba, si parla di un massimo di 169 anni il che equivale ovviamente al carcere a vita. Vista la prospettiva decisamente poco allettante i vertici Volkswagen hanno messo in guardia tutti i propri uomini di punta dall'evitare, non solo di andare negli USA, ma di lasciare la Germania. Il rischio di estradizione da uno Stato terzo è tangibile e, secondo quanto riportato da Reuters riguardo alla dichiarazione di una fonte interna a VW, “Non c'è bisogno di testare i limiti” (Sapevi che anche FCA è nel mirino dell'EPA per il Dieselgate?).
MESSAGGIO RICEVUTO, NESSUNO LASCI LA GERMANIA Tenere la dirigenza al sicuro sul territorio tedesco potrebbe rivelarsi un problema davvero serio per il Gruppo Volkswagen. L'azienda esporta infatti l'88% della propria produzione e conta una forza lavoro di oltre 600 mila persone dislocate praticamente ad ogni angolo del globo. L'avvertimento sembra essere stato ben recepito dagli interessati e non è un caso se al Salone di Detroit l'unica figura di rilievo che ha deciso di partecipare è stato Herbert Diess, il Presidente del marchio Volkswagen. Diess del resto non dovrebbe rischiare nulla, visto che il suo insediamento è avvenuto due mesi prima che la decennale truffa sulle emissioni venisse allo scoperto (Leggi qui quanto costerà a VW il Dieselgate).