Dieselgate. In Brasile Volkswagen pagherà 12,5 milioni di euro

Come avevamo anticipato Volkswagen dovrà pagare 700 euro per ogni Amarok truccata e venduta in Brasile, poco o niente a quanto si prospetta negli USA

 
Dieselgate. In Brasile Volkswagen pagherà 12,5 milioni di euro Come avevamo anticipato Volkswagen dovrà pagare 700 euro per ogni Amarok truccata e venduta in Brasile

Come avevamo anticipato Volkswagen dovrà pagare 700 euro per ogni Amarok truccata e venduta in Brasile, poco o niente a quanto si prospetta negli USA

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16 Novembre 2015 - 09:11

Lo scandalo dieselgate colpisce ancora la Volkswagen. Stavolta il “misfatto” è stato scoperto in Brasile, dove il Costruttore tedesco ha venduto il suo pick-up Amarok con propulsori diesel “ritoccati” per mascherare le emissioni di NOx. La multa da pagare non è molto salata, per un colosso come il Gruppo tedesco, ma è il massimo consentito dalla norma sui reati ambientali dalla legislazione del Paese sud americano. Ecco i dettagli dell'ennesima “batosta” (non solo economica) inflitta alla Casa di Wolfsburg.

LA MULTA – Lo avevamo anticipato, lo avevamo intuito che in Brasile la Volkswagen avrebbe avuto qualche “noia”. La verità è che ciò che infligge, stavolta, dolore al Gruppo tedesco, non è tanto la somma da pagare della multa ricevuta, quanto l'ennesima ferita procurata in un momento in cui la Casa di Wolfsburg continua a concentrare tutte le energie per rialzarsi in piedi. Così accade che in Brasile la Volkswagen viene sanzionata per lo scandalo delle emissioni di NOx manipolate grazie a un software montato sui motori diesel EA 189. La cifra ammonta a un totale di 50 milioni di reais, cioè circa 12,5 milioni di Euro: starete pensando “un po' poco”, però è il massimo previsto dalla norma sui reati ambientali in Brasile e a spiegarlo è stata proprio l'Ibama, ovvero l'Istituto per l'Ambiente e le Risorse Naturali Rinnovabili.

DENTRO LA NOTIZIA – In Brasile Volkswagen perde terreno: insegue non solo Fca (quasi il 19% di quota di mercato a fine 2014), ma anche General Motors (16,5%), occupando il terzo gradino del podio (come singolo marchio) con il 15,5% di penetrazione. Nel Pase sud americano, Volkswagen ha commercializzato 17.057 pick-up Amarok equipaggiati con il motore a gasolio da quattro cilindri, incriminato per “manipolazioni tecnologiche” (ma c'è un'indagine in corso per scoprire se altre case automobilistiche hanno “barato” come la Volkswagen). In pratica, per tornare a parlare di soldi, si tratta di una sanzione di poco più di 700 Euro per modello (in America si può arrivare a 37.500 dollari per veicolo) e più di qualche voce autorevole nel settore ha fatto notare che l'importo totale della multa è inferiore a quanto Volkswagen Group pagava il suo ex amministratore delegato, Martin Winterkorn, che guadagnava circa 16 milioni di Euro l'anno.

ANCORA DURO LAVORO – Così la Volkswagen (che in Usa ha sospeso la produzione della Passat diesel model year 2016) non dovrà solo pagare la multa di 12,5 milioni di Euro, ma dovrà nuovamente riorganizzarsi per far quadrare la sua logistica degli interventi. Anche perché l'Ibama ha fatto sapere di aver notificato a Volkswagen l'obbligo di mettere a punto un “piano correttivo” affinché i veicoli possano soddisfare i parametri sulle emissioni fissate dalla normativa nazionale. Tradotto: l'Ibama ha imposto, quanto prima, il richiamo degli Amarok coinvolti (tutti i model year 2011 e una parte della serie model year 2012), e di intervenire secondo procedura indicata dalla stessa Volkswagen in una comunicazione ricevuta lo scorso 22 ottobre. Come se non bastasse, il Costruttore tedesco in Brasile sta affrontando un altro problema: è stato accusato (insieme ad altre grandi multinazionali fra cui la General Motors) di “collaborazionismo” con il regime dei militari. Le accuse sono nate nell'ambito delle attività della Commissione Nazionale per la Verità creata per chiarire le attività illegali condotte tra il 1964 ed il 1985 con la dittatura militare.

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