Dieselgate: 10 mila automobilisti si lamentano dopo gli aggiornamenti

Anche gli aggiornamenti del Dieselgate sono truccati come le emissioni? Un sondaggio su 10 mila proprietari dice che le auto non vanno bene

19 gennaio 2018 - 18:27

Gli scandali ed i richiami che rimarranno negli annali dell'automotive probabilmente sono una manciata ma pensiamo che 3 di essi non potranno mai mancare da qualsiasi classifica: gli airbag Takata, i blocchetti di avviamento di General Motors e per ultimo, ma certamente non ultimo, il celeberrimo dieselgate del Gruppo Volkswagen. I milioni di automobili del Gruppo che “baravano” durante i test (leggi di quando si è scoperto che Volkswagen truccava le centraline) non spariranno facilmente dagli archivi e, a quel che sembra, neanche dal ricordo degli automobilisti. Sembra infatti che, ad onta delle reiterate e roboanti dichiarazioni del Gruppo, le vetture aggiornate vadano meno bene di prima.

LAMENTELE FONDATE? La storia del Dieselgate è arcinota nel Mondo ma forse l'esito della campagna di richiamo per gli aggiornamenti ha avuto una copertura mediatica minore. Eppure di notizie da dare ce n'erano a bizzeffe, anche perché si è ravvisata una certa sistematicità nelle lamentele degli automobilisti dopo l'aggiornamento del software e, in alcuni casi, dell'hardware (leggi della modifica di VW che molti clienti rifiuteranno e che prevede anche l'installazione di un trasformatore di flusso). Sappiamo di azioni promosse da “comitati” che hanno coinvolto molti consumatori ma ora è arrivata un'indagine internazionale che confermerebbe quelle che sembravano impressioni: le automobili aggiornate vanno meno bene di prima e, a volte, si guastano di più.

EPIDEMIA EUROPEA A darne notizia è Altroconsumo, che riporta i risultati di un sondaggio condotto in Spagna, Belgio, Portogallo e Italia e che è stata condotta insieme a Test Achats, Deco ProTeste e OCU. Le domande hanno raggiunto più di 10 mila possessori di un'auto che è stata aggiornata o che dev'essere aggiornata da Volkswagen e fra questi c'erano 3.849 soci di Altroconsumo.

Le conclusioni sembrano dare conferma non soltanto dei test svolti dall'associazione dei consumatori italiana (leggi dei risultati deludenti dei test sulle emissioni dell'Audi Q5) ma anche da altri gruppi e magazine, come quelli degli svedesi di Teknikens Värld e di un comitato di consumatori inglesi. L'indagine ha fruttato 10.584 questionari validi: oltre ai quasi 4 mila italiani, sono stati analizzati 2.952 belgi, 1.859 portoghesi e 1.924 spagnoli. Vediamo subito che i più solerti ad avere aggiornato le auto sono stati i portoghesi (73%) mentre Italiani e belgi hanno “riparato” il 67% delle auto coinvolte. Gli spagnoli sono i più riottosi: solo il 19% ha fatto l'aggiornamento e se un altro 21% lo sta pianificando (negli altri Paesi questa percentuale oscilla fra il 9% e il 15%), un sonoro 60% degli iberici ha dichiarato che non lo farà mai. Le principali motivazioni di chi non intende aggiornare l'auto sono il timore di peggiorare le prestazioni e l'invito a non farlo arrivato da varie fonti.

NULLA È GRATIS? Forse le “voci” non erano così infondate: le cifre dicono che il 45% dei proprietari ha notato cambiamenti dopo l'aggiornamento del software, un dato che scende al 43% fra gli italiani. I cambiamenti (e i malfunzionamenti) riscontrati entro un mese dall'aggiornamento sono stati: aumento dei consumi (55%), perdita di potenza (52%), funzionamento più ruvido (37%), problemi meccanici generici (17%) e segnalazioni di errore nel computer di bordo (15%).

Fra quelli che hanno aggiornato il software e che hanno avuto problemi, il 13% ha fatto riparare l'auto ma il 10% non lo ha fatto pur giudicandolo necessario. Le riparazioni meccaniche più frequenti hanno riguardato per il 34% la valvola EGR, per il 23% gli iniettori e per il 22% il filtro antiparticolato; non manca poi un 10% che ha ripristinato (o ha provato a ripristinare) il software precedente! Le eventuali riparazioni sono state abbastanza salate, partendo dai 1.160 euro medi Spagnoli e arrivando ai 745 italiani. I vari Marchi non sembrano essere stati colpiti allo stesso modo: se i cambiamenti hanno riguardato il 58% delle Seat, il 51% delle Skoda ha “sofferto”; decisamente più in salute VW (46%) e soprattutto Audi, che ha visto soltanto il 38% delle sue vetture cambiare dopo il fix. Il 36% di quelli che hanno notato cambiamenti ha contattato le Case (il dato scende a 17% per l'Italia) e nel 25% dei casi in Italia il costruttore ha riconosciuto che il problema era legato all'aggiornamento; ricordiamo che le class action ammesse dai magistrati in Europa sono quella di Altroconsumo e quella belga promossa da Test-Achats.

Soltanto un 11% ha dichiarato di aver ricevuto la proposta di un rimborso totale per le relative riparazioni ma c'è il “contrappeso” di un 4% di riparazioni gratuite anche se il problema è stato attribuito ad altro. Alla fine sembra essersi chiarito il dubbio che l'Esperto pose già nel settembre del 2015: dopo l'aggiornamento le auto del Gruppo VW manterranno le stesse prestazioni? La risposta sembra essere un “no” e del resto molti si erano già chiesti: se fosse bastato un semplice aggiornamento software ad abbassare le emissioni mantenendo le prestazioni, perché non lo si è fatto prima?

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