GM: nuova multa da 1 milione per lo scandalo dei blocchetti di avviamento

Sanzione da 1 milione per General Motors dalla SEC: i contabili hanno sottovalutato l'impatto dello scandalo dei blocchetti di avviamento

19 gennaio 2017 - 17:19

Ci sono questioni che sembrano non finire mai, come il megarichiamo degli airbag Takata (leggi come Takata è in vendita e vale 2 miliardi). Questi “salvavita” hanno provocato più di 10 vittime e molti feriti; il conteggio dei danni prevede anche decine di milioni di vetture richiamate e spese per miliardi. Meno esteso ma comunque grave e protratto nel tempo è invece lo scandalo dei blocchetti di accensione difettosi montati sulle auto del gruppo General Motors: anche in questo caso ci sono state moltissime vittime (già nel 2014 GM aveva istituito un fondo per risarcirle), multe e molti richiami. Di tipo diverso, ossia civile, è la recente sanzione che la SEC ha comminato a General Motors: non avrebbe tenuto nel giusto conto l'impatto finanziario dello scandalo.

DEVI FAR BENE I CALCOLI! La Securities and Exchange Commission, un Ente di controllo che è l'equivalente della Consob italiana, ha comunicato che General Motors ha accettato di pagare una penale di 1 milione di dollari in seguito ad denuncia di controlli contabili interni carenti. La denuncia è che queste “debolezze” abbiano reso l'Azienda incapace di valutare correttamente il potenziale impatto finanziario dello scandalo provocato dagli ignition switch difettosi, omettendo di fare comunicazioni obbligatorie. Nell'ordine emesso dalla SEC si legge che quando per le Aziende si profilano perdite impreviste, come è accaduto ad esempio per General Motors quando è emerso lo scandalo che ha portato al maxi-richiamo (leggi di come GM ha patteggiato una multa da 900 mlioni di dollari), esse devono valutare attentamente (e comunicare) l'effetto di queste perdite.

COMUNICAZIONE TARDIVA La Società doveva cercare di capire se il richiamo si sarebbe verificato e con quale probabilità e poi fornire una stima della perdita ad esso associata o quantomeno comunicare un intervallo di valori nel quale la perdita ricadrebbe o, estrema ratio, dichiarare ufficialmente che tale stima non può essere effettuata. SEC ritiene che l'indagine interna della società, riguardo l'affaire dei blocchetti d'accensione, non sia stata portata a conoscenza dei contabili dell'azienda fino al novembre del 2013. Si configura perciò un ritardo notevole perché altri addetti di General Motors avevano capito, già nella primavera del 2012, l'imminente arrivo di un problema di sicurezza. La SEC ritiene pertanto che per almeno 18 mesi i contabili di General Motors non abbiano valutato correttamente la probabilità che si verificasse un richiamo o le potenziali perdite derivanti dai recall delle auto con il difetto al blocchetto d'avviamento.

BILANCI NON ACCETTABILI Le conclusioni di Andrew M. Calamari, Director del New York Regional Office della SEC, sono inequivocabili: “I controlli contabili interni a General Motors non sono riusciti a prendere in considerazione i criteri guida di SEC quando si è trattato di divulgare i potenziale richiami di veicoli. La corretta considerazione delle eventuali perdite e la valutazione delle comunicazioni da fare sono vitali per la redazione di bilanci conformi ai principi contabili generalmente accettati”. General Motors, pur senza ammettere o negare le accuse, ha accettato l'ordine della SEC. La Società è stata accusata di aver violato la Sezione 13 (b) (2) (B) del Securities Exchange Act del 1934, significativamente intitolato “Recordkeeping and Internal Controls Provisions”, per non aver ideato e mantenuto un adeguato sistema di controlli contabili interni. Per quanto questa cifra sia ingente, appare piccola nel bilancio complessivo dei richiami connessi ai blocchetti di accensione difettosi: ricordiamo che a febbraio del 2015 GM aveva già speso 93 milioni di dollari per i risarcimenti e che le auto coinvolte sono 2,6 milioni.

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