Crollo pilone A19: bretella al via fra i dubbi degli esperti

A seguito della chiusura dell'A19, l'Anas ha comunicato di aver individuato alcune variazioni ai percorsi alternativi. Ma c'è chi teme il peggio...

20 aprile 2015 - 11:00

Al peggio non c'è mai fine. A vedere i continui crolli di strade, ponti e viadotti gestiti dall'Anas, quel detto pare vero come non mai. E adesso potrebbe attagliarsi perfettamente al crollo del pilone sull'A19 Palermo-Catania, in Sicilia. Vediamo perché, arrivandoci per gradi. Anzitutto, a seguito della chiusura al transito dell'autostrada A19, che ha reso necessaria l'uscita obbligatoria allo svincolo di Scillato (km 56,800) per il traffico diretto a Catania e l'uscita obbligatoria a Tremonzelli (km 73,000) per il traffico diretto a Palermo, l'Anas ha comunicato di aver individuato alcune variazioni ai percorsi alternativi, per consentire di ridurre al minimo i disagi provocati dalla frana che ha interessato il versante a monte dell'autostrada e che ha coinvolto alcuni piloni del viadotto Imera, compromettendone la sicurezza.

BRETELLA DI COLLEGAMENTO – Secondo punto: l'Anas ha avviato la progettazione esecutiva sia della bretella di collegamento che della demolizione del viadotto dissestato. Per i veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate diretti a Catania, il percorso consigliato è verso l'autostrada A20 Palermo-Messina e A18 Messina-Catania con uscita allo svincolo di Buonfornello dell'autostrada A19. Percorso inverso per i veicoli diretti a Palermo. Per gli autoveicoli con massa inferiore alle 3,5 tonnellate diretti a Catania, invece, il percorso alternativo consigliato è individuato dallo svincolo di Scillato sulla strada statale 643 e successivamente sulla strada statale 120 fino allo svincolo di Tremonzelli sull'A19. Percorso inverso per i veicoli diretti a Palermo. Tale percorso è consigliato anche agli autobus destinati a servizio pubblico di linea oltre che ai mezzi di soccorso.

QUALCUNO STORCE IL NASO – Come riporta il Giornale di Sicilia, il territorio tra Caltavuturo, Cerda e Polizzi Generosa è ancora instabile. Il 15 aprile, dieci chilometri della strada statale 120 sono stati vietati al transito ancora per movimenti franosi nella zona. Così la scelta di realizzare la bretella in gran parte sulla provinciale 24 di Caltavuturo franata in questi mesi di pioggia ai geologi dell'Università di Palemo appare un azzardo. Non solo perchè adesso dopo le piogge si deve attendere l'assestamento del terreno, ma perchè la mole di traffico che dovrebbe passare sulla bretella rischia di fare franare la strada in pochissimo tempo. Se fossero confermati le perplessità dei geologi, l'ipotesi dei tre mesi per realizzare la nuova strada, come promesso dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio, non sarebbe così certa. Nuovi argomenti per gli scettici che in questi giorni hanno attaccato la Regione, l'Anas e il governo nazionale per quanto accaduto.

INTANTO L'ANAS SI DIFENDE – “Il pilone danneggiato dalla frana – precisano dall'Anas – non aveva mai mostrato alcun problema di staticità così come l'intero viadotto Himera non mostrava alcun segno di cedimento. La regione Sicilia aveva già deliberato il 12 marzo scorso (delibera numero 76) lo stato di calamità naturale della zona, in conseguenza delle precipitazioni piovose eccezionali abbattutesi sul territorio tra metà febbraio e inizio marzo, richiedendo lo stato di emergenza”. Sarà l'Anas a mettere in campo le risorse economiche necessarie all'intervento che potrà essere portato a termine senza demolizioni con esplosivo ma smontando le parti danneggiate in quattro fasi per poi procedere alla ricostruzione.

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