Cosa ci insegna la morte di Matteoli, ex Ministro dei trasporti

Chiunque può essere vittima della strada, anche per chi quella strada la percorreva da sempre e per la quale ha lavorato per migliorarne la sicurezza

19 dicembre 2017 - 12:46

Una notizia che ha sconvolto tanti politici e non, quella della morte dell'ex Ministro dei trasporti Altero Matteoli. Il destino sa essere beffardo, infatti l'ex Ministro è morto proprio su quella strada per la quale per anni si è battuto, per renderla più sicura, compreso il tentativo di creare la Tirrenica, un collegamento rapido tra Civitavecchia e Grosseto, senza mai riuscirci. Una tragedia che ci ricorda l'importanza della sicurezza stradale anche per chi le leggi le formula e le approva. Soprattutto riaccende i riflettori sulle strade statali italiane, con l'Aurelia che si conferma come una delle più “nere” dell'intero Stivale, con centinaia di incidenti e morti.

UN'ATTENZIONE PARTICOLARE PROPRIO PER L'AURELIA Da quando entrò in politica, Altero Matteoli, pose la sua attenzione sulla viabilità e sulla sicurezza stradale. Un percorso cominciato già da quando fu sindaco di Orbetello, in provincia di Grosseto, ancor prima di diventare Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti durante il governo Berlusconi tra il 2008 e il 2011. Durante il suo mandato non solo avanzò la richiesta di aumentare i limiti di velocità fino a 150 km/h – alzando qualcosa di più di un semplice polverone – ma cercò di creare un collegamento più rapido e sicuro tra Grosseto e Civitavecchia, una tratta che, attualmente, è coperta da una antica strada consolare, l'Aurelia, forse una delle più trafficate, e pericolose, in Italia, avanzando anche la proposta di costruire un'autostrada, la Tirrenica, che collegasse le due città. Proposta mai accettata e, pare, ormai accantonata dai sindaci dei paesi toccati dalla nuova autostrada, che ancora non hanno trovato una soluzione per rendere l'Aurelia più sicura.

SULLA COSTA POCHI KM DI AUTOSTRADA Quello della Tirrenica è un progetto che è un tema molto chiacchierato in Toscana, vista la situazione attuale, confusa e molto poco sicura. Chiunque abbia cercato di salire da sud verso nord partendo o arrivando da Roma percorrendo la costa, si sarà imbattuto in una situazione al limite del paradossale. Attualmente si procede da Roma fino a Tarquinia sulla A12 – del gruppo Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton – da li l'unica strada percorribile è proprio l'Aurelia che per un breve tratto passa da una a quattro corsie. Proprio questo è il tratto nel quale, l'ex Ministro per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della propria vettura scontrandosi frontalmente con un SUV.

LA ZONA DELL'INCIDENTE UNA DELLE PIÙ CRITICHE Tra Capalbio e Orbetello, quella è la zona interessata dall'incidente dell'ex Ministro, forse uno dei punti più critici dell'intero percorso. Incroci a raso, buche, una strada che passa da una a quattro corsie, insomma, una serie di fattori che rendono l'Aurelia una delle strade più pericolose in Italia – qui le città e strade più pericolose. Quello di Matteoli è solo uno dei tanti incidenti mortali occorsi sulla strada consolare, e che riaccende la polemica sulla sicurezza stradale e di come, le istituzioni, spesso vadano ad attorcigliarsi sulle proprie idee senza cercare una soluzione che accontenti tutti.

CHIUNQUE PUÒ ESSERE VITTIMA DELLA STRADA Perché la questione incidenti non solo lega tutti i cittadini, politici e non, ma merita un'attenzione particolare da parte di chi, questi problemi, deve risolverli – ecco il quadro sugli incidenti in Italia fornito da Dekra nel 2016. Non sappiamo se un'autostrada o l'allargamento a quattro corsie avrebbe scongiurato l'ennesimo incidente sulle strade italiane, quello che conta è che, questa tragedia, possa far aprire gli occhi a tutti, politici compresi, che con la sicurezza non si scherza e per questo si devono trovare soluzioni rapide ed efficaci, e non con i consueti tempi “biblici” ai quali ci siamo ormai abituati. Troppo spesso sentiamo proclami, idee e desideri che non riescono a tradursi in fatti concreti, che renderebbero le strade più sicure non solo per tutti i cittadini ma anche per chi, quei provvedimenti, deve attuarli.

1 commento

antonio
1:28, 16 febbraio 2018

Dissento completamente con il contenuto dell'articolo. L'Aurelia è pericolosa per la segnaletica obsoleta, per il non rispetto di alcune regole, per incroci che risalgono agli anni 50 ,mai messi in regola. Sono contrario al furto che è stato fatto dell'Aurelia , nel tratto fine autostrada RM /Civitavecchia , hanno scippato una strada statale ai cittadini facendola diventare a pagamento. Basterebbero poche modifiche per metterla in sicurezza senza danneggiare il paesaggio , e mantenendola gratuita.Di contro , il traffico di quel tratto , è un poco elevato nel mese di agosto , per poi tornare dormiente nel resto dell'anno. Una autostrada sarebbe di poco profitto, come il tratto di 13km appena fatto e già in rosso.

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