Targhe estere: allo studio una norma per tutelare i frontalieri

Dopo la stretta sulle targhe estere è emerso il problema dei lavoratori frontalieri che circolano in Italia con auto aziendali straniere. Ma pare che una soluzione sia già pronta.

14 maggio 2019 - 13:04

Politica al lavoro per risolvere il problema dei lavoratori frontalieri italiani che circolano con auto aziendali recanti targhe estere. La questione è sorta dopo che il decreto Sicurezza entrato in vigore lo scorso dicembre ha in parte modificato gli articoli 93 e 132 del Codice della Strada, vietando a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni di viaggiare sulle nostre strade con una vettura immatricolata all’estero.

LO STOP ALLE TARGHE ESTERE CON IL DECRETO SICUREZZA

Un provvedimento, come forse ricorderete, resosi necessario per stoppare i molti furbetti che, nonostante fossero residenti in Italia da molto tempo (o da sempre), utilizzavano auto con targa straniera per assicurarsi illecitamente numerosi vantaggi fiscali e pratici. Ma adesso questo non è più possibile. Un veicolo immatricolato all’estero dev’essere legittimato a circolare sulle strade italiane entro e non oltre due mesi dall’ingresso nel nostro Paese. Pena una sanzione molto severa, da 712 a 2.848 euro, più il divieto di circolazione fino alla messa in regola. Prima il limite per mettersi a norma era addirittura di 365 giorni.

IL PROBLEMA DEI LAVORATORI FRONTALIERI

Nulla da dire sulla sacrosanta riforma. Solo che ha involontariamente messo nei pasticci i lavoratori frontalieri che si muovono sul territorio italiano guidando auto con targhe estere. E che per questo rischiano multe salatissime perché le vetture aziendali di cui dispongono sono immatricolate da ben più di 60 giorni. Una situazione paradossale che però dovrebbe risolversi a breve. La settimana scorsa si è infatti tenuto un vertice interministeriale tra Ministero degli Interni e MIT per affrontare il problema.

CHI USA PER LAVORO UN’AUTO AZIENDALE CON TARGA ESTERA DEVE FARLO LIBERAMENTE

“Presto, speriamo prima dell’estate, promulgheremo una norma per salvaguardare i lavoratori frontalieri affinché non incorrano in sanzioni quando circolano con auto con targa estera”, ha promesso infatti Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. “Il freno che abbiamo messo alla circolazione con targhe straniere era assolutamente necessario. Tuttavia è altrettanto necessario uno strumento normativo che metta a riparo chi, residente in Italia regolarmente, ogni giorno per ragioni di lavoro utilizza un’auto aziendale con targa del Principato di Monaco, della Svizzera o di San Marino. I lavoratori che si trovano in questa situazione sono alcune migliaia”. Promessa ribadita dai sottosegretari all’Interno Stefano Candiani e Nicola Molteni. “Siamo al lavoro per arrivare a una norma che permetta di distinguere meglio i furbetti delle targhe straniere dai lavoratori delle zone di confine che usano legittimamente un’auto aziendale con targa estera”. Staremo a vedere.

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