Patente D fino a 70 anni? Pro e contro della proposta
Guidare gli autobus fino a 70 anni? Pro e contro della proposta di estendere il limite di età della patente D
Guidare gli autobus fino a 70 anni? Pro e contro della proposta di estendere il limite di età della patente D
La patente D è quella specifica per guidare gli autobus ed è quindi delicatissima, visto che l’autista ha la responsabilità delle decine di persone a bordo. Di conseguenza per prendere la patente di guida D occorre soddisfare determinati requisiti, a cominciare dall’età: è necessario infatti avere un’età minima (24 anni o 21 se nel contempo si sta conseguendo la CQC persone) e una massima, fissata attualmente a 68 anni. Tuttavia c’è chi vorrebbe estendere questo limite, considerando soprattutto la penuria di autisti e l’evoluzione dell’aspettativa di vita che ha reso i 68enni di oggi più in forma e in salute rispetto al passato. Dunque, patente D fino a 70 anni: giusto o sbagliato?
L’ATTUALE NORMATIVA SULLA PATENTE D PER AUTOBUS
L’articolo 116 comma 3 lettere n) e p) del Codice della Strada dispone che la patente di tipo D abilita alla guida degli autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di 8 persone oltre al conducente; a tali autoveicoli può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg.
In pratica con la patente D si possono guidare gli autobus e i filobus di qualunque tipo, anche agganciandoci un rimorchio leggero. Da gennaio 2013 esiste anche la patente D1, una sorta di patente ‘più piccola’ della D che permette di guidare soltanto autobus di dimensione limitata (fino a 8 metri), i cosiddetti ‘minibus’, con numero di posti passeggeri non superiore a 16. Per conseguire le patenti D e D1 bisogna aver prima preso la patente B.
Importante: per guidare autobus e minibus occorre conseguire anche la CQC (Carta di qualificazione del conducente) per il trasporto di persone.
PATENTE D: ETÀ MINIMA E MASSIMA
Per l’ottenimento della patente D1 sono necessari 21 anni, invece per la patente di guida D ci vogliono 24 anni. Tuttavia possono bastarne anche 21 se il candidato a conseguire la patente D dimostra di essere iscritto a un corso di qualificazione professionale CQC per il trasporto di persone, e di averlo superato prima di sostenere la prova pratica.
Le patenti D e D1 devono essere rinnovate ogni 5 anni fino a 60 anni di età, poi ogni anno fino ai 68 presso la Commissione medica locale. Dopo i 68 anni non è più possibile guidare autobus e mezzi simili e la patente D è declassata a patente C.

ESTENDERE LA PATENTE D FINO A 70 ANNI?
Gli attuali 68 anni non sono però più ritenuti un limite congruo per ‘mandare in pensione’ gli autisti dell’autobus, e infatti c’è chi vorrebbe estenderlo per lo meno a 70 anni. Tra i favorevoli c’è l’Associazione Nazionale Bus Turistici Italiani (ANBTI), che proprio di recente ha rilanciato l’appello per allungare la validità della patente D per la conduzione di autobus fino ai 70 anni di età. C’era già stato un tentativo l’anno scorso di portare la proposta alla Camera, ma adesso l’associazione vuole riprovarci.
Tra le motivazioni portate da ANBTI ci sono le politiche adottate da numerosi Paesi europei, dove il limite di età per gli autisti di autobus è ben oltre i 68 anni. E oltre a questo ci sarebbero ulteriori ragioni:
- la carenza di autisti, un problema che rende difficile coprire le esigenze del settore (infatti da qualche anno il Governo sta cercando di metterci una pezza con il Bonus patente);
- l’evoluzione dell’aspettativa di vita: un 68enne di oggi non è più lo stesso di decenni fa, e molti autisti sono in ottima salute e in grado di continuare a lavorare;
- il ruolo cruciale degli autisti esperti nel formare le nuove generazioni di professionisti;
- la necessità di combattere pratiche elusive e compromessi legali che aggirano le attuali normative.
Ovviamente l’estensione del limite di età a 70 anni avverrebbe su base volontaria e sempre nel rigoroso rispetto rispetto dell’idoneità fisica, garantendo così la sicurezza e l’efficienza del servizio.
Questi sono i pro di portare la validità della patente D a 70 anni. Allo stesso tempo bisognerebbe però valutare i possibili contro: più autisti anziani significa meno spazio per i giovani; dopo i 68 anni la probabilità di condizioni mediche improvvise (come infarti o ictus) aumenta, e questo a prescindere dall’apparente buono stato di salute dell’autista; i passeggeri potrebbero sentirsi meno sicuri sapendo che il conducente ha un’età avanzata, portando a una possibile perdita di fiducia nel servizio; con l’estensione dell’età potrebbe rivelarsi necessario intensificare gli screening medici per i conducenti over 68, aumentando i costi e il carico burocratico per le aziende di trasporto e il sistema sanitario.