Multe: il Ministero obbligherà i Comuni a dire come impiegano i proventi

2 ottobre 2019 - 16:01

Rivoluzione in vista per gli enti locali: in fatto di multe, il ministero dei Trasporti obbligherà i Comuni e le Province a dire come impiegano i proventi. Tutto nasce con la legge 120/2010, che rivede l’articolo 208 comma 1 e l’articolo 142 comma 12-bis. Affinché la regola si attivi, serve un decreto ministeriale, che dopo nove anni ancora non c’è. Infatti, mentre si parla di nuova riforma del Codice della strada, in realtà la riforma del 2010 non è definitiva, in quanto mancano diversi decreti attuativi.

PROVENTI DEI COMUNI: QUANTE POLEMICHE

Il problema è noto da anni: far sì che Comuni e Province dicano dove finiscono i soldi delle multe. Così da impedire che facciano cassa. Con l’obiettivo finale di migliorare la sicurezza stradale: se i proventi sono utili per rifare le strade, gli incidenti calano grazie alla qualità superiore dell’asfalto, della segnaletica, dei guardrail. Viceversa, se Comuni e Province gestiscono i soldi senza comunicare come, allora quelle risorse potrebbero anche coprire le spese politiche o altre voci. Nel mirino, soprattutto gli autovelox: quelli “abusivi”, senza cartello, senza preavviso, o con limite di velocità assurdamente basso in relazione alla strada e al traffico.

MULTE DA RENDICONTARE: LE TAPPE DECISIVE

A gennaio 2019 lo schema di decreto attuativo è arrivato sul tavolo della Conferenza Stato-Città e autonomie locali. Il 6 febbraio, riunione tecnica tra le amministrazioni centrali coinvolte. Protagonisti con ANCI (Comuni) e UPI (Province), che hanno fatto le loro osservazioni: lo scoglio? Le telecamere, gli autovelox, i telelaser, tutti gli occhi elettronici e in generale il Grande Fratello che controlla gli automobilisti. Così, il ministero a obbligherà i Comuni a dire come impiegano i proventi.

DIECI ANNI PER UN DECRETO

Se tutto filerà liscio, il decreto dovrebbe prevedere questo: entro il 31 maggio di ogni anno, gli enti locali di rendicontare su un apposito modello ministeriale la destinazione dei proventi delle sanzioni, suddivise per tipologia di intervento con esatta denominazione. Il nuovo modello dovrà essere trasmesso tramite la piattaforma informatica del ministero dell’Interno. Il decreto attuativo è atteso dal 2010: un decreto per migliorare la sicurezza stradale. Poi non ci si stupisca se l’Italia non ha centrato l’obiettivo Ue di dimezzare i morti dal 2001 al 2010. E se non centrerà neppure il target dal 2011 al 2020. Con l’apparato amministrativo-burocratico così macchinoso, la lotta per abbassare gli incidenti sarà sempre difficile. A dispetto di tante chiacchiere dei politici in tv.

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