Riforma Codice della strada: la storia infinita

Ancora un annuncio politico che riguarda il Codice della strada: riforma in arrivo

18 marzo 2014 - 8:00

La notizia (che abbiamo il dovere morale di darvi) è semplice: pare sia in arrivo una riforma complessiva del Codice della strada, per semplificare la normativa e renderla più incisiva in materia di sicurezza stradale. È l'obiettivo che si pone la nona commissione Trasporti della Camera dei deputati, la quale ha in corso l'esame del nuovo testo. “Il Codice della strada ha bisogno di una riforma organica e non di un restyling apparente – parole del presidente di quella commissione, Michele Meta, intervistato dal Tg delle Infrastrutture di Anas Tv -. Ci stiamo lavorando e nei prossimi giorni, credo una decina di giorni daremo la delega al Governo, che dopo 12 mesi tornerà qui in Parlamento. Mi auguro che potremo avere un prodotto finale moderno equo, giusto, uno strumento in grado davvero di incidere contestualmente sull'informazione, sull'educazione, sul senso civico e sulla sicurezza in un Paese nel quale circolano decine e decine di milioni di veicoli”. Di semplificazione del Codice della strada si parla dal 2011: dovrebbe migliorare la sicurezza della circolazione stradale, perché le norme dovrebbero essere più comprensibili a chi guida, e perché si avrebbe una maggiore effettività degli istituti sanzionatori. Il disegno di legge delega per la riforma del Codice della strada mira anzitutto alla riorganizzazione dei contenuti del Codice, in coerenza con le disposizioni che in materia sono state introdotte dalla normativa dell'Unione europea. Si punta inoltre alla revisione della disciplina sanzionatoria, anche con riferimento alle materie delegificate, secondo princìpi di ragionevolezza, proporzionalità, effettività e non discriminazione, a tal fine prevedendo anche la possibilità di modificare l'entità delle sanzioni.

QUESTIONE PATENTI – Si farà espressa previsione dell'applicabilità degli istituti della decurtazione di punteggio dalla patente di guida, del ritiro, della sospensione e della revoca della stessa, nei confronti di conducenti minorenni, in deroga alle disposizioni della legge 24 novembre 1981. Parliamo della patente AM, A e B1 per motorini e minicar, visto che solo a 18 anni si può ottenere la patente B per l'auto. La prima aggiunta al Codice della strada riguarda la previsione di applicare anche ai minorenni le sanzioni accessorie sulla patente: ritiro, sospensione, revoca e decurtazione dei punti. Così derogando espressamente al principio generale contenuto nelle legge 689/81. Già oggi è prevista nel Codice della strada la decurtazione dei punti per i minorenni, solo che non può trovare applicazione per i princìpi della legge 689/81. Per rendere operativa la decurtazione dei punti ai minorenni, già prevista nel Codice, va modificata la legge 689/81. Ora, infatti, il minorenne subisce l'ammenda in euro, ma non può vedersi ritirata né sospesa né revocata la patente. Allo stesso modo, non può subire il taglio di punti della licenza di guida. Con la riforma, i minorenni verranno maggiormente responsabilizzati, a favore della sicurezza stradale. Fra le novità, potrebbe arrivare anche un omicidio colposo in caso di grave incidente stradale con allungamento del ritiro della patente: riacquisitabile solo a seguito di un nuovo esame, decorsi 5 anni dalla data di accertamento del reato (con sentenza di condanna passata in giudicato), elevati a 15 anni in caso di reato commesso con oltre 1,5 grammi di alcol per litro si sangue (pesante ebbrezza, visto che il limite è di mezzo grammo) o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti opsicotrope.

NORME DA RENDERE OMOGENEE – Possibile la revisione del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, ai fini della semplificazione della procedura, dell'alleggerimento degli oneri amministrativi a carico dei cittadini e dell'eliminazione di duplicazioni. In questo caso, però, non si sa esattamente quale sarà in concreto il risultato della riforma. A tale proposito, aveva tempo fa detto il ministro dei Trasporti Lupi: “È un po' strano che chi oggi fa ricorso al Prefetto e se lo vede respinto si veda anche raddoppiata la multa, cosa che non succede per chi fa ricorso al Giudice di pace. Bisognerà chiarire, eliminando condizioni vessatorie, per quali ricorsi ci si debba rivolgere all'uno e per quali agli altri”. Intanto, la legge 120/2010, articolo 25, che riforma il Codice della strada, è chiara: prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade. Ma, perché venga applicata, occorre un decreto ministeriale attuativo, che ancora non si vede all'orizzonte. Si farà una riforma del Codice della strada prim'ancora che un decreto dia piena attuazione alla vecchia riforma del Codice del 2010? Sarebbe paradossale.

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