Dimezzare i morti sulle strade si può: ecco la ricetta dell'Irlanda

Alla Presidenza del Consiglio europeo l'Irlanda promuove un piano per ridurre le vittime di incidenti stradali

23 gennaio 2013 - 12:00

Da una nota dell'ETSC, il Consiglio Europeo per La Sicurezza dei Trasporti, emerge che l'Irlanda sosterrà tra le sue priorità principali la sicurezza stradale. Il piano strategico proposto dalla delegazione irlandese alla Presidenza del Consiglio europeo, prevede adeguamenti degli standard di riferimento tra gli Stati membri, nuove misure legislative per i cronotachigrafi, formazione dei Corpi di Polizia e fondi per ricerca e nuove tecnologie di sicurezza attiva.

MEZZA VITTORIA – Secondo i dati diffusi dall'ETSC, l'Irlanda è il Paese più sicuro d'Europa, stando all'ultimo rapporto del 2011,infatti, i decessi sulle strade irlandesi sono diminuiti del 12% rispetto all'anno precedente, mentre l'UE si fermava ad appena “-2%” nello stesso periodo. Grazie all'approccio strategico e diretto del Governo con le problematiche legate alla sicurezza stradale, nel 2010 l'Irlanda ha ricevuto  il Road Safety PIN Award, un riconoscimento per aiutare gli Stati membri dell'UE a migliorare la sicurezza stradale. In 10 anni, dal 2001 al 2010 l'Irlanda è riuscita quasi a raggiungere l'obiettivo Europeo di dimezzare le vittime degli incidenti stradali, abbassando la conta dei morti del 48% da 411 a 212. La ridotta densità demografica, combinata all'abbassamento dei limiti di velocità e dei tassi alcolemici ammessi alla guida, sembra aver reso le strade irlandesi più sicure e oggi il Ministro dei Trasporti irlandese Leo Varadkar è pronto a spingere la Commissione ad approvare nuove misure per la riduzione delle persone che subiscono gravi lesioni per strada.

NEL MIRINO ALCOL E VELOCITA' – Il successo dell'Irlanda è dovuto a un piano efficace del Governo nella lotta alla mortalità per incidenti stradali, ponendo un paletto a non più di 60 morti per ogni milione di abitanti e ridurre le lesioni gravi del 25%. Un risultato ambizioso che non poteva essere certamente raggiunto senza coinvolgere gli attori protagonisti: gli automobilisti. Abbassando i limiti di velocità da 96,6 km/h a 80 km/h sulle strade rurali, che coprono il 91% della rete stradale irlandese, il numero di  incidenti mortali è sceso a 11,5 per miliardo di chilometri percorsi dai veicoli. Sui tratti stradali con un rischio di mortalità più elevato sono stati adottati autovelox mobili, spostati su furgoni in base alle dinamiche del traffico ma sempre ben segnalati, che hanno raccolto il consenso degli utenti della strada per l'85% delle opinioni (secondo una ricerca dell'Autorità irlandese). Anche il tasso alcol emico ha subito un taglio a 0,5 g/l per tutti gli automobilisti e 0,2 g/l per neopatentati e conducenti professionisti. In Italia sono in vigore misure ancor più stringenti (soprattutto riguardo alla “tolleranza zero” per i neopatentati) ma i tragici fatti di cronaca sono all'ordine del giorno. Cosa ci manca? Un numero maggiore di agenti di Polizia per eseguire più controlli o il sano coinvolgimento dell'opinione pubblica nel rispetto delle regole? Forse entrambe.

NON SI SA QUANTI SONO I FERITI GRAVI – Ogni anno oltre 30.200 persone hanno perso la vita in incidenti stradali nell'Unione europea e 1.700.000 persone sono state registrate come ferite dalle forze di polizia, di cui 300.000 in modo grave (fonte ETSC). Su 44 incidenti 8 risultano essere gravi ma i confronti tra gli Stati membri sono ostacolati da livelli di definizione nazionale di un “grave infortunio” diverso da Paese a Paese (e talvolta si crea confusione anche tra i feriti registrati dalla Polizia e quelli che si fanno visitare in ospedale). La Commissione sta elaborando una strategia di azione globale che potrebbe portare a una definizione comune di lesioni gravi per favorire una stima precisa. Inoltre solo con l'adozione del Programma “Vision Zero” (l'approccio alla sicurezza stradale proposto dal Parlamento svedese, secondo il quale nessuno dovrebbe morire o ferirsi in incidenti stradali) è auspicabile il raggiungimento dell'Obiettivo fissato al 2020, di dimezzare le vittime della strada.

AREE DI SOSTA E TACHIGRAFI DA RIVEDERE – Tra i fattori che minano la sicurezza stradale c'è la stanchezza, che provoca il 20% degli incidenti di veicoli commerciali su strada. La Presidenza irlandese in questa direzione pare abbia pronto un piano che prevede l'impiego del sistema di posizionamento satellitare GPS e il miglioramento delle capacità tecniche del tachigrafo digitale (quelli di vecchia concezione sono facilmente neutralizzabili con semplici escamotage per ingannare i controlli di Polizia). Oltre alla necessità di formare adeguatamente gli agenti impegnati sul territorio europeo, si dovranno armonizzare le sanzioni comminate a chi disattiva o altera i tachigrafi, che variano di Paese in Paese. Tra le proposte avanzate alla Commissione c'è anche la realizzazione di aree di sosta e di parcheggio più ampie sulla rete autostradale transfrontaliera che aiuterà i conducenti professionisti ad evitare rischi di affaticamento alla guida, fermandosi in sicurezza a fare una pausa.

PIU' TECNOLOGIA E MENO RUMORE – Più tecnologie per la sicurezza dei veicoli saranno garantite dai fondi europei (80 miliardi di euro per il periodo 2014-2020) e si fa importante una migliore comunicazione tra legislatori e operatori del settore. Già nel 2012 un provvedimento della Commissione ha stabilito le modalità con cui le Centrali Operative riceveranno le chiamate di emergenza al numero unico 112. Oggi si prospetta imminente il disegno di legge che vedrà obbligatori i sistemi di chiamata eCall per la richiesta automatica di soccorso dal 2015 su tutti i nuovi veicoli immatricolati nell'UE. Si continuerà a lavorare per ridurre i valori minimi delle emissioni ma oltre a quelle inquinanti anche quelle sonore. Si introdurrà infatti un nuovo metodo di prova per la misurazione delle emissioni di rumore dei veicoli a motore con l'introduzione di requisiti relativi al rumore minimo per i veicoli elettrici ed elettrici-ibridi.

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