Multa automatica al semaforo: la contestazione immediata non serve

Ok la contestazione differita, con la multa che arriva a casa: non serve fermare il trasgressore. Lo ha ribadito la Cassazione

3 maggio 2016 - 9:00

Doccia fredda per chi abbocca alle favolette che si trovano su diversi forum online: ci riferiamo alle multe per passaggio col semaforo rosso. Secondo la sentenza della Cassazione 8285 del 26 gennaio 2016, depositata il 27 aprile, gli apparecchi che rilevano chi transita col rosso trasmettendo la foto a un cervellone centrale, con conseguente multa di circa 180 euro, con spese di spedizione, più taglio di 6 punti-patente (in base all'articolo 146 del Codice della Strada), è perfettamente valida. Non serve che ci sia un Vigile sul posto a consegnare la contravvenzione in mano al guidatore (contestazione immediata): ok la multa a casa del proprietario del mezzo (contestazione differita). Il tutto, purché il dispositivo sia omologato dal ministero dei Trasporti a funzionare in automatico, senza la presenza di agenti della Polizia municipale. In passato, quasi tutti i precedenti della Cassazione seguivano questa linea (che trovate qui); esistono, lo ricordano gli stessi ermellini, sentenze di segno opposto (multe nulle senza i Vigili), che però i giudici non condividono.

DOPPIA STANGATA Così, per l'automobilista che ha fatto ricorso per Cassazione, la batosta è duplice: ai 180 euro di multa, si somma la condanna da parte della Cassazione alle spese liquidate in 900 euro, di cui 200 per spese vive oltre accessori. Perché va sempre ricordato che, seguendo alla lettera determinate bufale online, si finisce per pagarla carissima, sia in termini economici sia in termini di perdite di tempo, fra ricorsi, appelli, avvocati, documenti e burocrazia varia. Valeva e vale tuttora il nostro consiglio: non fate ricorso per il passaggio col rosso.

IL GIALLO DEL GIALLO Analogo suggerimento se avete dubbi sulla durata della luce gialla (vedi qui). Per legge, i Comuni hanno la possibilità fissare una durata qualsiasi del giallo al semaforo. Non possono essere indicati tempi standard (e comunque in concreto il legislatore non lo farà mai), perché ogni incrocio ha le sue caratteristiche (larghezza, maggiore o minore presenza di mezzi pesanti, numero di bracci, eventuali accessi nelle immediate vicinanze, visibilità del semaforo da lontano, visibilità di tutte le parti dell'incrocio mentre lo si attraversa, limite di velocità, velocità media effettiva del traffico, volume di traffico) che richiedono una regolazione personalizzata. È responsabilità del Comune trovare la durata corretta. Inoltre, il Codice della Strada non dispone che il guidatore quando scatta il giallo debba regolarsi su quanto dura il giallo, ma che debba calcolare se ce la fa a frenare per fermarsi entro la linea di arresto. 

FACCENDA MOLTO DELICATA Che poi moltissimi Comuni facciano cassa con le telecamere (vedi qui), e che piazzino occhi elettronici per costruire una trappola, questo è un altro discorso. Sono questioni soggettive: le responsabilità e le colpe dei Comuni non sono dimostrabili davanti a un giudice. A meno di provare che ci sia una vera e propria frode, un sistema architettato di proposito per incamerare denaro, spartendolo con chi costruisce quei dispositivi al semaforo. A oggi, non c'è stata nessuna condanna definitiva, e comunque ogni caso fa storia a sé.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?