Telecamere: strage di multe in città. È così che i Comuni fanno sicurezza?

Una montagna di verbali per infrazioni rilevate con autovelox e occhi elettronici ai semafori, ma quei soldi non migliorano le strade

6 novembre 2015 - 9:00

Nel 2014, in Italia si sono verificati 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone (entro il 30° giorno) e il ferimento di altre 251.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti scende del 2,5%, quello dei feriti del 2,7% mentre per il numero dei morti la flessione è molto contenuta: -0,6%. Lo dice l'ultimo rapporto Istat. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono registrati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,13 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,14 sulle autostrade. Il numero dei morti diminuisce su autostrade e strade extraurbane (-10,6% e -3,8% sull'anno precedente), aumenta, invece, sulle strade urbane (+5,4%).

DISASTRO CENTRI URBANI – Nel 2014 sulle strade urbane si sono verificati 133.598 incidenti (75,5% del totale), che hanno causato 180.474 feriti e 1.505 morti. Sulle autostrade gli incidenti sono stati 9.148, con 15.290 feriti e 287 decessi; sulle altre strade extraurbane, comprensive delle strade statali, provinciali, comunali extraurbane e regionali, gli incidenti rilevati ammontano a 34.285, i feriti 55.383 e le vittime 1.589.

TELECAMERE PROTAGONISTE – In città, siamo a quota 250.000 contravvenzioni per passaggio col rosso in città, rilevate con le telecamere. Addirittura, oltre 2.000.000 di multe per eccesso di velocità rilevate dalla Polizia municipale. Bisogna però dire che non di rado i controlli automatici sono fuori dai centri abitati, anche perché quelli di velocità nel centri abitati sono ammessi solo sulle strade classificate di scorrimento. E si sfonda il muro di 2.700.000 verbali per divieto di sosta, stavolta grazie a persone in carne e ossa.

QUALCOSA NON TORNA – Se in città la sicurezza stradale perde colpi, vanno chiamati in causa i Comuni. Qualcosa non torna a livello di educazione e sensibilizzazione dei cittadini: evidentemente, la repressione, fatta di multe a ripetizione con telecamere e di verbali per divieto di sosta, non pagano in termini di prevenzione. Magari pagano in un altro senso; magari contribuiscono a fare cassa. Ma questo è un altro discorso. Fra l'altro, metà del denaro incamerato con le multe dovrebbe essere investito in sicurezza stradale, miglioramento dell'asfalto in primis. A essere onesti, la situazione delle strade delle nostre città è drammatica. Forse, sarebbero opportuni controlli e vincoli più certi, ma anche qui si brancola nel buio: la situazione è così confusa che nessuno sa dire con precisione quanto denaro incassino i singoli Comuni. Vedi qui la denuncia di SicurAUTO.it. A intervenire sul problema città è anche la Fondazione Ania per la sicurezza stradale, l'onlus delle assicurazioni: “La debole diminuzione dei morti registrata sulle strade italiane, con un modesto -0,6% rispetto all'anno precedente, dimostra che la tendenza virtuosa degli ultimi anni è in forte regressione. Un fenomeno che preoccupa soprattutto perché è causato da un aumento della mortalità sulle strade dei centri urbani. Ciò che è più allarmante è che a pagare il prezzo più alto siano gli utenti deboli, colpiti nella maggior parte dei casi proprio all'interno delle città”.

1 commento

Adriano
9:28, 6 novembre 2015

Non scherziamo, automobilastri.

Gli strumenti di sanzionamento e repressione, comprese le telecamere, in Italia sono sempre troppo pochi.

Per diventare un paese civile, dove l'automobilista pirata viene castigato senza pieta, come è giusto che sia, dobbiamo ancora installare molti dispositivi elettronici, oltre che avere ancora più agenti per le strade.

Lo so che vi turba, ma noi che odiamo la pirateria stradale piccola o grande che sia non finiremo di lottare fino a che l'ultimo pirata stradale non pianga lacrime amare.

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