Monopattini elettrici: davvero targa e assicurazione sono la soluzione?

Monopattini elettrici: davvero targa e assicurazione sono la soluzione?

I monopattini elettrici sono al centro di una rivoluzione normativa, ma occhio all'equivoco sicurezza: in realtà, le nuove regole non bastano

 

I monopattini elettrici sono al centro di una rivoluzione normativa, ma occhio all'equivoco sicurezza: in realtà, le nuove regole non bastano

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20 Maggio 2026 - 10:05

Sicurezza e monopattini elettrici: anche dopo le nuove regole, i dubbi restano, fa notare su LinkedIn Fabio Sciascia​ (Senior Claims Specialist​). Per legge infatti dal 17 maggio scorso serve la targa, mentre il 16 luglio prossimo scatterà l’obbligo di assicurazione per le tavolette a rotelle. Tuttavia, da liquidatore di compagnia, Sciascia​ osserva come una nuova norma nasca quando il fenomeno è già esploso e quando i sinistri hanno già evidenziato le criticità.

TARGA DEI MONOPATTINI, DOVE STA IL PROBLEMA

“La targa sui monopattini può certamente migliorare tracciabilità e identificazione. Ma chi gestisce i danni sa che i nodi più complessi spesso sono altri”, evidenzia il professionista. Il problema non è solo identificare, ma prevenire: “Quando un sinistro arriva sulla scrivania del liquidatore, il danno è già accaduto. La domanda vera è: stiamo investendo abbastanza in educazione stradale?”. La seconda questione è che c’è il costo della mobilità: “Ogni incidente genera un impatto molto più ampio del semplice danno materiale: gestione sanitaria, tempi di liquidazione”, spese assicurative, contenziosi, assenze dal lavoro.

NO ALL’EQUIVOCO “PIÙ NORME UGUALE MENO INCIDENTI”

Un terzo tema caldo è che molte infrastrutture urbane sono nate per auto, pedoni e biciclette, mentre i monopattini sono arrivati dopo, aggiunge Sciascia. Pertanto, più norme non significa automaticamente più sicurezza. “Nel settore assicurativo vediamo spesso un fenomeno: aumentano regole e obblighi, ma se mancano controlli e cultura del rischio, i comportamenti restano invariati”. Attenzione infine alla falsa percezione di sicurezza: “Una targa può dare l’idea di un sistema più controllato, ma non elimina guida distratta, velocità inadeguata o comportamenti imprudenti“.

Monopattini elettrici, davvero targa e assicurazione sono la soluzione?

PRIMA IL BUON SENSO

La sovrapposizione di decreti e restrizioni rischia di generare un cortocircuito burocratico. Alcuni utenti della strada potrebbero tendere a credere che l’adempimento formale, come il pagamento di una polizza o l’applicazione di un adesivo, sia sufficiente a garantire l’incolumità propria e altrui. La realtà dei fatti dimostra il contrario: violazioni, disattenzioni, corsie ciclabili spesso promiscue e scarsa manutenzione del manto stradale rappresentano insidie che nessuna targa può neutralizzare, soprattutto se il conducente viaggia oltre i limiti consentiti dal buon senso.

LE MILLE INFRAZIONI CON POCHE MULTE

D’altronde, al di là di targa e assicurazioni obbligatorie, già da anni ci sono regole che vengono calpestate nel settore della micromobilità urbana. In particolare, a livello teorico, il Codice della Strada vieta la circolazione dei monopattini sui marciapiedi, contromano nella maggior parte delle strade, con due o più persone. Proibisce di passare col semaforo rosso e di avere comportamenti pericolosi come sfiorare i pedoni: infrazione odiosa specie se si tratta di disabili, bimbi, donne incinte, anziani, persone con difficoltà a deambulare. Per non parlare dell’obbligo di luci di notte, spesso non rispettato. Mille infrazioni che, solo molto di rado, vengono sanzionate. Quindi i marciapiedi, lo spazio protetto per eccellenza dei soggetti vulnerabili, si trasformano frequentemente in piste di scorrimento rapido, dove l’effetto sorpresa aumenta esponenzialmente la probabilità di investimenti e traumi gravi.

UNA DISTRAZIONE DOPO L’ALTRA

Ci sarebbe anche il casco obbligatorio per tutti. E i conducenti devono sempre procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due. Inoltre, i guidatori devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio sempre con entrambe le mani: vietato viaggiare con lo smartphone in mano. Comportamento che distrae in modo pesante, col monopattinista che diventa una “mina stradale“. Rispondere a un messaggio, consultare le mappe o registrare un video mentre si stringe la manopola con una sola mano riduce drasticamente i tempi di reazione in caso di frenata d’emergenza. Le ruote di piccolo diametro dei monopattini non perdonano le minime asperità del terreno; basta una piccola buca o un tombino sconnesso per perdere l’equilibrio e cadere rovinosamente a terra, coinvolgendo i veicoli che seguono.

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