Targa monopattino: dove si mette? La circolare anti multa
Ecco la circolare ministeriale che spiega con precisione dove si mette la targa sui monopattini elettrici, per evitare sanzioni
Ecco la circolare ministeriale che spiega con precisione dove si mette la targa sui monopattini elettrici, per evitare sanzioni
Arriva una circolare del ministero dell’Interno a fare chiarezza sulla targa del monopattino elettrico: dove va messa? Il dicastero spiega cosa dice il decreto dirigenziale 210 del capo dipartimento per i trasporti e la navigazione del ministero delle Infrastrutture del 27 giugno 2025. Punto primo: il contrassegno dev’essere applicato in modo permanente e ben visibile nell’apposito alloggiamento predisposto sul parafango posteriore e, in mancanza dell’alloggiamento, nella parte anteriore del monopattino sul piantone dello sterzo. Per chi viaggia senza targhino posto in modo corretto, multa di 100 euro (70 euro pagando entro cinque giorni dalla notifica del verbale).
TARGHE SUL MONOPATTINO: DAVANTI O DIETRO?
L’alternatività prevista dal provvedimento – targa davanti o dietro – è finalizzata a consentire in ogni caso un’adeguata collocazione del contrassegno. L’utente la valuta in relazione all’idoneità dell’alloggiamento posto sul parafango posteriore: infatti, la norma fa riferimento ad un “apposito” alloggiamento, che garantisca cioè il rispetto dei requisiti indispensabili della visibilità e della inamovibilità (circolare 300/STRAD/1/0000014178.U/2026 del 15 maggio 2026). Pertanto, la collocazione nella parte anteriore sul piantone dello sterzo deve essere scelta in due situazioni: quando l’alloggiamento posteriore non è presente, e quando quest’ultimo non risulti idoneo per dimensioni o per caratteristiche a beneficio dell’applicazione del contrassegno.
TARGHINO DELLA MICROMOBILITÀ: QUALCOSA NON QUADRA ANCORA
Quello su targa e assicurazione del monopattino è un parto travagliato sotto il profilo burocratico. Tutto nasce dalla riforma del Codice della Strada, risalente addirittura a fine 2024. E qualcosa ancora non quadra dal punto di vista pratico: Assoutenti ha presentato un’istanza formale al ministero delle Infrastrutture per segnalare una serie di pesanti criticità legate al nuovo contrassegno adesivo. Al centro delle contestazioni dell’associazione ci sono innanzitutto i forti limiti strutturali dell’adesivo stesso, a partire dai problemi di tenuta e aderenza. Per garantire il fissaggio, infatti, il parafango posteriore o il piantone dello sterzo devono essere perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, ma anche così il rischio di un distacco prematuro resta altissimo. I monopattini in commercio presentano spesso superfici curve, ruvide o in plastica porosa, caratteristiche che rendono quasi impossibile un’applicazione uniforme. Come se non bastasse, il posizionamento sul parafango espone la targa a continue vibrazioni e all’azione diretta di pioggia, fango e sbalzi termici, accelerandone il deterioramento e compromettendone la leggibilità in breve tempo.

IMPOSSIBILE APPICCICARE L’ETICHETTA UNA SECONDA VOLTA
A complicare la situazione c’è la natura stessa del contrassegno, progettato con microtagli antimanomissione che lo fanno frammentare al minimo tentativo di rimozione. Questo significa che l’etichetta non è riapplicabile: un banale errore di posizionamento, magari causato proprio dalle difficoltà tecniche della superficie, costringe l’utente a gettare il contrassegno e a richiederne uno nuovo, affrontando ulteriori e ingiustificati esborsi economici. Per questo, l’associazione auspica di abbandonare l’adesivo a favore di soluzioni alternative e decisamente più resistenti, come una placchetta rigida da avvitare al mezzo, un sistema di QR-code sempre su supporto rigido o un codice identificativo digitale integrato in una banca dati nazionale. In questo modo si garantirebbero gli stessi standard di tracciabilità e legalità, eliminando alla radice i rischi di usura e i costi extra a carico dei cittadini.
ASSICURAZIONE DEL MONOPATTINO, AVANTI PIANO
Se da poche ore c’è l’obbligo di targa (con caos in Motorizzazione per i tempi lunghi di rilascio), è slittato al 16 luglio 2026 l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. La proroga è stata stabilita da una circolare congiunta del ministero delle Imprese e del ministero dei Trasporti, accogliendo la richiesta dell’ANIA (l’associazione delle imprese assicuratrici) per un ulteriore termine di 60 giorni. Alla base del rinvio ci sono precise criticità di natura tecnica. Il documento ministeriale evidenzia come i lavori per la predisposizione delle piattaforme informatiche, necessarie all’emissione delle nuove polizze, siano ancora in corso: questo ritardo non avrebbe consentito di avere i sistemi pienamente operativi ed efficienti per la scadenza inizialmente fissata del 17 maggio. I mesi aggiuntivi serviranno quindi alle compagnie assicurative per allineare le infrastrutture digitali e garantire una transizione fluida per i possessori dei mezzi.