Milleproroghe 2026 è legge: tutte le novità nel settore trasporti
Scopri le novità del decreto Milleproroghe 2026 in materia di trasporto e autotrasporto, approvate dal Senato e pronte a diventare legge
Scopri le novità del decreto Milleproroghe 2026 in materia di trasporto e autotrasporto, approvate dal Senato e pronte a diventare legge
Il Senato ha approvato in tempi record il decreto Milleproroghe 2026 che si appresta quindi a diventare legge dello Stato, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo, rimasto invariato dopo la fase di modifiche alla Camera, introduce diverse novità anche nel settore dei trasporti e dell’autotrasporto in particolare. Scopriamole tutte.
- Trasporti eccezionali
- Corridoi infrastrutturali
- Trasporto rifiuti pericolosi
- RENTRI e formulari digitali
- Importo sanzioni CdS
MILLEPROROGHE 2026: TRASPORTI ECCEZIONALI
Si registra un nuovo slittamento per l’adozione delle Linee guida sui trasporti in condizioni di eccezionalità, già interessate da precedenti proroghe. Un primo rinvio era stato disposto con il decreto-legge n. 132 del 29 settembre 2023, che ne aveva posticipato l’efficacia; in seguito, il termine era stato ulteriormente differito dal 30 marzo 2025 al 30 marzo 2026. Con il Milleproroghe 2026 interviene ora un’ulteriore proroga.
L’applicazione delle nuove regole sarà subordinata al completamento delle attività tecniche legate all’attuazione dell’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, all’aggiornamento della documentazione tecnica e alla piena funzionalità del sistema centralizzato di tracciamento dei transiti eccezionali, che sarà integrato con i GIS delle concessionarie autostradali e degli enti proprietari delle infrastrutture viarie.
Resta inoltre necessario un apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In ogni caso, la sospensione non potrà protrarsi oltre il 31 dicembre 2027.
PIANO NAZIONALE DEI TRASPORTI IN CONDIZIONI DI ECCEZIONALITÀ
Grazie al decreto Milleproroghe 2026, il termine per l’adozione del Piano nazionale dedicato ai trasporti in condizioni di eccezionalità viene prorogato al 30 giugno 2027. Il Piano dovrà individuare i corridoi infrastrutturali idonei alla circolazione dei veicoli eccezionali e stabilire criteri omogenei per la gestione dei transiti. L’iter rimane strettamente connesso alla piena attuazione del già citato Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, che dovrà mettere a disposizione i dati necessari alla pianificazione.
TRASPORTO DI RIFIUTI PERICOLOSI
Il Milleproroghe 2026 proroga, stavolta al 30 giugno 2026, anche il termine per l’adeguamento dei veicoli adibiti al trasporto di rifiuti pericolosi agli obblighi di geolocalizzazione. L’installazione dei dispositivi è condizione necessaria per l’iscrizione alla categoria 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. La proroga concede alle imprese più tempo per dotarsi dei sistemi di tracciamento e completare le procedure richieste.
RENTRI E FORMULARI DIGITALI
In materia di digitalizzazione ambientale, il decreto prevede una sospensione delle sanzioni fino al 15 settembre 2026 nei casi di omessa o incompleta trasmissione dei dati relativi ai formulari digitali per il trasporto dei rifiuti.
Il sistema è regolato dal Decreto ministeriale n. 59 del 4 aprile 2023, che ha istituito il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) e il nuovo formulario digitale (xFIR). Le sanzioni di cui all’articolo 258 del Testo unico ambientale, comprese tra 500 e 1.000 euro, troveranno applicazione solo a partire da tale data.
La disposizione introduce così una fase transitoria, volta a favorire l’adeguamento ai nuovi strumenti digitali e a mitigare, nell’immediato, gli effetti del regime sanzionatorio.
STOP AUMENTO IMPORTO SANZIONI CODICE DELLA STRADA
Infine, come era già stato annunciato, il Milleproroghe 2026 dispone, anche per quest’anno, la sospensione dell’aggiornamento biennale degli importi delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada.
Le somme rimarranno quindi allineate ai valori attualmente in vigore almeno fino al 31 dicembre 2026, senza l’adeguamento automatico collegato agli indici di inflazione.
