telecamera comunale
Incidente stradale: si possono chiedere le immagini di videosorveglianza del Comune?
Incidente stradale? Ecco come accedere alle registrazioni della videosorveglianza del Comune per dimostrare la propria versione dei fatti
Incidente stradale? Ecco come accedere alle registrazioni della videosorveglianza del Comune per dimostrare la propria versione dei fatti
Ti rigano l’auto in sosta, vieni tamponato da un “pirata” che scappa o assisti a un investimento sulle strisce pedonali. In questi momenti, alzare lo sguardo e scorgere una telecamera comunale sembra la soluzione a ogni problema. Tuttavia, il cittadino spesso si sente bloccato da una burocrazia che appare impenetrabile. È davvero possibile ottenere le immagini di videosorveglianza del Comune per far valere le proprie ragioni?
IMMAGINI DI VIDEOSORVEGLIANZA COMUNALI: IL DIRITTO DI ACCESSO
Come spiega l’avvocato penalista Giuseppe Di Palo nel reel in basso tratto dalla sua pagina su Facebook, le immagini catturate dagli occhi elettronici del Comune non sono semplici registrazioni, ma veri e propri atti amministrativi. Questo cambia tutto: la Legge n. 241 del 1990 stabilisce infatti che chiunque abbia un interesse “diretto e concreto” ha il pieno diritto di accedervi. Un punto su cui l’Avv. Di Palo insiste con forza è la semplificazione della procedura: per ottenere i filmati non serve un avvocato e non è necessaria una denuncia preventiva. È sufficiente presentare un’istanza scritta all’ufficio comunale competente, specificando con precisione la dinamica dei fatti: cosa è successo, dove, quando e, soprattutto, la motivazione giuridica per cui quelle immagini sono indispensabili.
TEMPISTICHE, SILENZIO E IL NODO DELLA PRIVACY
Una volta presentata la richiesta, l’amministrazione non ha facoltà di scegliere se rispondere o meno: ha l’obbligo di farlo entro 30 giorni. Questo tempo serve al Comune per consegnare i file o per notificare un diniego formale motivato. Se l’ente resta in silenzio, non sta semplicemente “valutando”, ma sta commettendo un inadempimento. In questo caso, il cittadino può ricorrere al TAR attraverso un rito accelerato (previsto dall’art. 116 del Codice del Processo Amministrativo). E la privacy? Non può essere una scusa. È vero, l’amministrazione è tenuta a oscurare i volti e le targhe di terzi soggetti estranei ai fatti prima della consegna, ma l’inerzia burocratica non può nascondersi dietro la tutela dei dati personali.
VIDEOSORVEGLIANZA PUBBLICA VS. PRIVATA: LE DIFFERENZE
È tuttavia fondamentale distinguere la richiesta fatta al Comune da quella rivolta a un privato, come possono essere un negozio o un condominio. Mentre nel primo caso ci muoviamo nell’ambito del diritto di accesso agli atti amministrativi, nel secondo entriamo nel campo del GDPR e della tutela della riservatezza tra privati. Un commerciante o un amministratore di condominio non ha l’obbligo di trasparenza del Comune e, per legge, non può consegnare direttamente il video a un privato cittadino per il rischio di violare la privacy di chiunque sia passato di lì. In questi casi, la procedura è più rigida: il privato deve limitarsi a conservare le immagini (su richiesta dell’interessato), ma la visione e l’acquisizione sono solitamente riservate esclusivamente all’Autorità Giudiziaria o alle Forze dell’Ordine.