Semaforo bianco e cartello a forma di rombo: due “non notizie”
Analisi approfondita sulle presunte novità del Codice della Strada tra sperimentazioni teoriche e bufale digitali che circolano online
Analisi approfondita sulle presunte novità del Codice della Strada tra sperimentazioni teoriche e bufale digitali che circolano online
Fanno presa nel web in queste ore le presunte due novità che si troverebbero sulle strade italiane: il semaforo bianco e il cartello a forma di rombo. In realtà, sono “non notizie”. Che si diffondono come virus in Internet e nei social. Per quanto riguarda la quarta luce del semaforo bianco, la questione nasce da uno studio accademico condotto negli Stati Uniti, precisamente dai ricercatori della North Carolina State University. Non si tratta di una direttiva europea né tantomeno di una modifica approvata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano. L’idea di base è quella di agevolare il flusso dei veicoli a guida autonoma. In un futuro ipotetico dove le auto saranno interconnesse il semaforo bianco servirebbe a indicare ai conducenti umani di seguire semplicemente il veicolo che li precede. Se la luce bianca è accesa significa che i veicoli autonomi stanno coordinando il traffico attraverso algoritmi complessi e gli esseri umani devono solo accodarsi senza fermarsi. Se invece il numero di auto intelligenti scende sotto una certa soglia il semaforo tornerebbe a funzionare con la classica sequenza verde giallo e rosso.
Attenzione: l’immagine del semaforo bianco che vedete in apertura è stata creata in digitale. E la pseudo notizia ha fatto così presa in rete che l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha dovuto chiarire che si tratta di una fake news.
SEMAFORO BIANCO: SOLO TEST SU STRADE SICURE
Attualmente, infatti, questa tecnologia rimane confinata a simulazioni computerizzate e test in ambienti controllati. Non esiste nessun piano per installare lanterne bianche nelle città italiane nel breve o medio periodo. Diffondere l’idea che gli automobilisti debbano imparare oggi un nuovo colore del semaforo è dunque un operazione di puro clickbaiting che distorce una ricerca scientifica trasformandola in una norma imminente che non esiste.
IL CARTELLO CON IL ROMBO E LA REALTÀ FRANCESE
Parallelamente alla luce bianca, sta circolando con insistenza l’immagine di un cartello quadrato a fondo blu con un rombo bianco stilizzato al centro. Molti siti web e post sui social media suggeriscono che questo segnale stia per apparire sulle autostrade italiane creando confusione sulle sanzioni previste. Ma, come ha scritto anche SICURAUTO.it, la realtà è circoscritta al territorio francese.
Questo segnale è stato introdotto in Francia per indicare le corsie riservate al carpooling ovvero ai veicoli che trasportano almeno due o tre persone a seconda della zona ai mezzi pubblici e ai veicoli a basse emissioni come le auto elettriche. Città come Lione, Grenoble e Strasburgo hanno già adottato questa segnaletica per incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l inquinamento urbano. In Italia, il Codice della Strada non prevede attualmente questo specifico pittogramma. Sebbene esistano corsie preferenziali regolate da segnaletica verticale classica l’introduzione del rombo francese non è al vaglio del legislatore italiano. Chi viaggia in Francia deve certamente conoscerlo per evitare multe salate che possono arrivare a 135 euro ma per chi guida esclusivamente entro i confini nazionali si tratta di un informazione priva di utilità pratica immediata.

LA MECCANICA DELLE NON NOTIZIE SUL WEB
Perché queste storie diventano virali nonostante la loro inconsistenza per il contesto italiano? La risposta risiede negli algoritmi dei social network e nella necessità dei portali di notizie generalisti di generare traffico rapido. Il settore automotive è particolarmente suscettibile a questo fenomeno perché tocca la quotidianità di milioni di persone. La paura di incorrere in nuove sanzioni spinge l’utente a cliccare convulsamente su titoli sensazionalistici. Ma sarebbe meglio informarsi da fonti affidabili e verificare sempre le notizie prima di lasciarsi trascinare dall’allarmismo.