Fermo amministrativo auto: quando scatta il pignoramento?

Tra fermo amministrativo auto e pignoramento ci sono differenze rilevanti. Ma qual è il legame che unisce questi due provvedimenti? Cosa c’è da sapere?

14 febbraio 2022 - 15:00

Con la misura del fermo amministrativo auto, l’obiettivo è sottrarre la disponibilità del bene al debitore. Quest’ultimo, vedendosi privato di qualcosa di valore e di utile, dovrebbe così essere incoraggiato a mettersi in regola con l’erario. Allo stesso tempo non va però dimenticato che il contribuente non deve necessariamente accettare in maniera passiva il provvedimento. Se pensa infatti di aver ragione, può opporsi alla misura restrittiva. Quest’ultima trova la sua formalizzazione con l’iscrizione nel pubblico registro dei beni mobili. In questo modo diventa più facile per l’autorità individuare e sanzionare chi circola senza autorizzazione sul veicolo raggiunto dal provvedimento di fermo amministrativo. L’aspetto importante da sottolineare è la differenza tra fermo amministrativo auto e pignoramento. Il primo è strumentale al secondo. Ma quando scatta il pignoramento dopo l’applicazione delle ganasce fiscali sul veicolo del contribuente da parte dell’Agenzia delle entrate?

FERMO AMMINISTRATIVO AUTO E PIGNORAMENTO, QUALI SONO LE DIFFERENZE

Punto in comune del fermo amministrativo auto e del pignoramento è l’impossibilità per il proprietario di continuare a guidare il mezzo. Dopodiché il fermo amministrativo auto si distingue per essere una misura cautelare. Il proprietario del veicolo resta sempre lo stesso ovvero il debitore, che può di nuovo utilizzare la vettura solo dopo aver saldato quanto richiesto. Nel frattempo, l’ente di riscossione si cautela impedendo l’usura dell’auto ovvero il deprezzamento in vista di una possibile vendita per recuperare parte o tutto il debito.

PROCEDURA FERMO AMMINISTRATIVO AUTO

Ogni passaggio del fermo amministrativo auto è attentamente normato e trova le sue basi nell’articolo 214 del Codice della strada. Il contribuente riceve innanzitutto la cartella esattoriale. Dopodiché ha 60 giorni di tempo per pagare e chiudere la questione oppure fare ricorso. Se rimane immobile, le Entrate notificano il preavviso del fermo amministrativo auto con un anticipo di almeno 30 giorni. Trascorso questo tempo, comunica la richiesta di iscrizione al Pra. Il tutto senza dimenticare che se il contribuente dimostra che il veicolo è strumentale all’esercizio della propria attività professionale o imprenditoriale, il provvedimento non può essere applicato.

PIGNORAMENTO DEFINTIVO, FERMO AMMINISTRATIVO AUTO PROVVISORIO

Se il fermo amministrativo auto è quindi una disposizione temporanea, il pignoramento del veicolo ha un carattere definitivo. Dal punto di vista procedurale, è interessante far notare che il mezzo non viene materialmente sottratto alla disponibilità del proprietario. Tutt’altro perché proprio fino al giorno prima dell’asta giudiziaria, resta sotto la sua custodia. Da non confondere con l’utilizzo in quanto il veicolo non può circolare. In caso contrario, se le forze dell’ordine sorprendono il proprietario a circolare con un’auto pignorata, hanno il potere di ritirare la carta di circolazione e consegnare il veicolo all’Istituto di vendite giudiziarie.

QUANDO SCATTA IL PIGNORAMENTO DOPO IL FERMO AMMINISTRATIVO AUTO

Il fermo amministrativo auto mira a conservare il valore del bene in vista di una vendita all’asta giudiziaria. A meno che il contribuente in difetto non abbia nel frattempo regolarizzato la propria posizione. Dal punto di vista procedurale, dopo il fermo dell’auto non scatta in automatico il pignoramento. Il proprietario del veicolo può saldare i propri debiti senza il fiato sul collo del fisco ovvero senza rischiare di perdere l’auto in tempi stretti. Come spiegheremo nel dettaglio, l’Agenzia delle entrate non prevede tempistiche e scadenze sul pignoramento dell’auto in seguito al fermo amministrativo.

DAL FERMO AMMINISTRATIVO AUTO AL PIGNORAMENTO, QUANTO TEMPO PASSA

Dopo aver messo un punto sul rapporto che lega il fermo amministrativo al pignoramento, c’è un altro aspetto da considerare ed è quello delle tempistiche. Già, nel caso di via libera al pignoramento, quanto tempo deve trascorrere dall’applicazione delle ganasce fiscali affinché sia considerato legittimo? Può sembrare sorprendente, ma non ci sono scadenze disciplinate dalla legge. Le disposizioni in vigore non impongono all’Agenzia delle entrate termini precisi nei confronti del contribuente inadempiente. In pratica, non c’è un tempo minimo di decorrenza tra le due misure. Il debitore conserva il diritto di opposizione anche al provvedimento del pignoramento. Ma solo nel caso di pignoramento mobiliare e non di pignoramento telematico.

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