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Pignoramento auto: come funziona e come opporsi

Utili informazioni sul pignoramento auto: come funziona e come eventualmente opporsi alla richiesta di rivalsa da parte di un creditore verso il debitore

29 gennaio 2020 - 17:54

Con la definizione ‘pignoramento auto’ si intende un atto giuridico, garantito della legge italiana, a tutela dei creditori. Come qualsiasi altro bene mobile registrato, infatti, anche l’automobile può essere oggetto di rivalsa da parte del creditore verso il debitore, se quest’ultimo ha contratto dei debiti che non vuole o non riesce a onorare. In questa mini guida proveremo a spiegare in maniera chiara come funziona il pignoramento auto e come opporsi se sussistono le condizioni.

PIGNORAMENTO AUTO: COME FUNZIONA LA PROCEDURA MOBILIARE

Per procedere al pignoramento dell’auto, o di qualsiasi altro veicolo, si può procedere in due modi. La prima forma è più tradizionale e si basa sulle medesime regole del pignoramento dei beni mobili come arredo e suppellettili vari (art. 518 c.p.c.). La seconda, introdotta di recente con il Dl 83/2015, prevede invece che il creditore e l’ufficiale giudiziario possano assolvere in via telematica tutti gli adempimenti (art. 521-bis c.p.c.). Il pignoramento ‘mobiliare’ funziona così. Il creditore, dopo aver notificato al debitore l’atto di precetto, consegna tutti i documenti attestanti il proprio diritto (titolo esecutivo e copia del precetto) all’ufficiale giudiziario. Chiedendogli di accedere all’abitazione e in altri luoghi appartenenti al debitore per individuare i beni di più facile vendita, tali da coprire il credito. Se tra i beni l’ufficiale giudiziario rileva la presenza di un’automobile può sottoporla a pignoramento. Lasciandola provvisoriamente alla custodia del debitore stesso, che però non può più utilizzarla. In seguito il veicolo viene prelevato dall’Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) e messo all’asta. Come è facile intuire, questa forma di pignoramento auto è subordinata alla possibilità, da parte dell’ufficiale giudiziario, di individuare personalmente la presenza di un’auto nei pressi della casa del debitore. Che quindi teoricamente ha i mezzi per celarla e toglierla dalla disponibilità dell’u.g.

PIGNORAMENTO AUTO: COME FUNZIONA LA PROCEDURA TELEMATICA

Proprio per ovviare a questa facile ‘scappatoia’ hanno introdotto la procedura telematica del pignoramento dell’auto e di altri beni. Significa che il creditore può rilevare ‘a distanza’ redditi e patrimoni del debitore, senza la necessità di inviare in loco l’ufficiale giudiziario, consultando (dietro autorizzazione del Presidente del Tribunale) il database dell’anagrafe tributaria. In questo modo il creditore può predisporre un atto di pignoramento in cui indicare esattamente i beni e i diritti che si intendono sottoporre a esecuzione (tra cui, appunto, l’automobile). L’atto contiene l’intimazione al debitore a consegnare entro 10 giorni i beni pignorati, nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi (nel caso di un veicolo: libretto di circolazione e certificato di proprietà), all’Istituto Vendite Giudiziarie del luogo. Anche con questa procedura l’auto viene lasciata nella custodia del debitore, senza che possa utilizzarla, fino all’effettiva consegna.

PIGNORAMENTO AUTO: ASSEGNAZIONE DIRETTA DEL BENE

Oltre che attendere l’esito dell’asta giudiziaria, un creditore può recuperare il suo credito entrando direttamente in possesso dell’auto del debitore. Attraverso una procedura definita di ‘assegnazione diretta del bene’. Il creditore, quindi, non fa mettere all’asta l’auto del debitore tramite l’IVG. Ma ne richiede la proprietà al giudice depositando un’istanza di assegnazione entro il termine di 45 giorni dalla nota di iscrizione al ruolo. L’accettazione della richiesta non è però automatica in quanto il Tribunale valuta ogni singolo caso, confrontando il valore dell’auto con il valore del credito vantato. Dopo questa verifica, il Tribunale decide se assegnare la proprietà del mezzo al creditore, o se metterlo all’asta come da prassi. In caso di assegnazione della proprietà al creditore, se il valore del veicolo è superiore al credito vantato, il creditore deve versate la differenza al debitore.

CIRCOLARE SU UN’AUTO PIGNORATA: COSA SUCCEDE

Cosa succede se il debitore si mette alla guida di un’auto pignorata durante il periodo di custodia (quando per legge non può utilizzarla). O, peggio ancora, trascorsi i 10 giorni dalla ricezione dell’atto entro cui avrebbe dovuto consegnare la vettura all’IVG? In quest’ultima ipotesi gli agenti accertatori che lo dovessero ‘pizzicare’ su strada sono tenuti a ritirargli la carta di circolazione e tutti gli altri titoli e documenti relativi alla proprietà e all’uso del bene, e poi consegnare l’auto pignorata all’IVG più vicino. Se invece polizia e carabinieri fermano il debitore mentre sta circolando su strada con il veicolo pignorato, ci sono due possibilità. Nel caso di pignoramento mobiliare non possono fare granché, perché la legge non gli conferisce particolari poteri; nell’eventualità invece di un pignoramento telematico, possono farsi consegnare la carta di circolazione annotando quanto avvenuto in un verbale.

PIGNORARE UN’AUTO COINTESTATA: È POSSIBILE?

Si, pignorare un’auto cointestata è assolutamente possibile e funziona in questa maniera. Il pignoramento, che in un primo momento si estende su tutto il bene, porta ovviamente alla vendita del bene stesso (l’auto in questo caso) con assegnazione del 50% del ricavato al cointestatario. In soldoni, se un’auto cointestata viene pignorata e aggiudicata all’asta, l’importo pagato dall’offerente viene diviso per metà tra il contitolare non debitore e il creditore procedente.

PIGNORAMENTO AUTO: COME OPPORSI

C’è la possibilità di opporsi al pignoramento dell’auto? Nell’ipotesi di pignoramento telematico è praticamente impossibile (del resto questa procedura è stata realizzata apposta). Mentre nel caso di pignoramento mobiliare, che dipende dal fatto che l’ufficiale giudiziario trovi l’automobile presso il domicilio o un altro luogo appartenente al debitore, teoricamente quest’ultimo potrebbe evitare la sottrazione del veicolo semplicemente ‘nascondendolo’ altrove. Un’altra strada consiste nell’opporsi all’esecuzione forzata cercando un accordo con il creditore prima che il pignoramento diventi effettivo (90 giorni dalla notifica dell’atto). E se il pignoramento dell’auto diventa effettivo, si può tentare come extrema ratio di versare la somma dovuta direttamente all’ufficiale giudiziario. Inclusi gli interessi di mora, l’Iva e le spese giudiziarie.

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