Codice della Strada 2028 taglia la manutenzione della segnaletica: forti critiche

Codice della Strada 2028 taglia la manutenzione della segnaletica: forti critiche

Assosegnaletica critica la revisione del Codice della Strada per l'eliminazione del vincolo del 12,5% dei proventi delle multe dedicato a cartelli e strisce per terra: un rischio per la sicurezza stradale

 

Assosegnaletica critica la revisione del Codice della Strada per l'eliminazione del vincolo del 12,5% dei proventi delle multe dedicato a cartelli e strisce per terra: un rischio per la sicurezza stradale

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26 Ottobre 2026 - 13:36

Il futuro Codice della Strada 2028 voluto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini scatena polemica sulla segnaletica. Per paradosso, una novità di legge – che dovrebbe ridurre gli incidenti – rischia di far calare la sicurezza: questa è l’opinione di Assosegnaletica. Il nuovo articolo dedicato alla destinazione dei proventi delle multe prevede che gli enti diversi dallo Stato destinino almeno il 30% delle somme di loro spettanza alla manutenzione delle infrastrutture stradali, comprese illuminazione pubblica, cartelli e strisce per terra, barriere di protezione e qualsiasi altra pertinenza legata alla strada. Un’unica quota minima, dunque, per una pluralità di interventi, senza una riserva specifica per la segnaletica. Il pericolo? Indebolire le garanzie sulla destinazione concreta delle risorse.

DOVE VANNO I PROVENTI DELLE MULTE: SERVE CHIAREZZA

La parte restante, che può arrivare al 70%, è destinata in via prioritaria al potenziamento dei controlli e dell’accertamento delle violazioni, oppure ad altre attività funzionali alla sicurezza stradale o alla promozione della relativa cultura, incluse le spese per il personale impiegato in tali finalità.

Secondo l’associazione, occorre definire con chiarezza le spese ammissibili e il loro rapporto con risultati concreti di prevenzione, evitando che i costi di funzionamento assorbano risorse necessarie alla manutenzione.

QUAL È IL POSSIBILE POKER DI GUAI

Nell’attuale Codice della Strada, l’articolo 208 riserva alla segnaletica almeno il 12,5% dei proventi delle sanzioni spettanti agli enti interessati. Senza questo vincolo, un’amministrazione comunale potrebbe anche decidere di non investire nella manutenzione di cartelli e strisce per terra, sostiene l’associazione.

Una segnaletica deteriorata, poco visibile o non conforme riduce la capacità della strada di informare chi la percorre, soprattutto nei punti più critici della rete. In Italia, oltre il 60% della segnaletica verticale non risulta conforme alle prescrizioni del Codice della Strada, mentre più del 90% di quella orizzontale presenta prestazioni inferiori agli standard minimi di riferimento. In prospettiva, una normativa oscura non faciliterebbe la soluzione.

Assosegnaletica arriva a individuare quattro guai:

  1. più multe;
  2. superiore esposizione agli incidenti per carenze manutentive della segnaletica;
  3. maggiori costi per il Servizio sanitario nazionale;
  4. rincari assicurativi legati alla sinistrosità.

cartello stradale trinagolare

LA RICHIESTA AL GOVERNO

L’associazione chiede al ministro Salvini, al Governo e alle Commissioni parlamentari competenti di mantenere espressamente nel nuovo Codice il vincolo minimo del 12,5% per la sostituzione, l’ammodernamento, la messa a norma e la manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale.

A questa garanzia devono affiancarsi una rendicontazione separata e trasparente delle somme effettivamente impiegate, distinguendo gli stanziamenti dagli interventi realizzati, e controlli sul rispetto della destinazione delle risorse.

Da anni la trasparenza e l’effettivo impiego dei proventi delle multe (e degli autovelox) da parte dei Comuni sono al centro di accese discussioni. Stando a queste battute iniziali sul Codice della Strada 2028, la questione non pare risolta.

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