Proventi multe autovelox: i Comuni ne fanno ciò che vogliono

Dal 2010 manca il decreto attuativo del Codice della strada che stabilisca come investire i soldi in sicurezza stradale. I ministeri intanto litigano

16 gennaio 2015 - 10:00

Facciamo un bel passo indietro. La legge numero 120/2010 ha riscritto l'articolo 142 del Codice della strada in materia di eccesso di velocità e proventi delle multe: prevede che, per tutte le violazioni dei limiti di velocità, i relativi proventi siano ripartiti in misura uguale fra l'ente dal quale dipende l'organo accertatore e l'ente proprietario della strada, con stringenti vincoli di spesa. Questo riguarda i Comuni che piazzano autovelox su strade provinciali, regionali, statali. Sempre secondo la legge del 2010, entro il 31 maggio di ogni anno ciascun ente locale dovrà rendicontare al ministero. Una norma che innesca un circolo virtuoso. E allora, dov'è il problema? Ve lo narriamo in basso.

SERVE UN DECRETO – Queste nuove disposizioni non sono ancora diventate operative in quanto non è stato emanato il decreto attuativo. Che tra l'altro dovrà disciplinare anche le modalità tecniche di controllo della velocità dei veicoli e specificare meglio le regole contabili. Ci avviamo verso i cinque anni di attesa: sconcertante. Ne va della sicurezza stradale: l'obiettivo della legge del 2010 è che i soldi vengano investiti in sicurezza stradale da parte dei proprietari delle strade; si mira a impedire che i Comuni facciano cassa con gli autovelox.

DOPPIA BEFFA – Perdipiù, i Comuni non hanno dovuto rendicontare al ministero entro il 31 maggio 2014 gli importi complessivi delle multe accertate nel 2013 per mancanza del necessario supporto informatico. Per quanto riguarda la suddivisione a metà dei proventi tutto è invece rinviato all'approvazione del necessario decreto interministeriale: a che punto siamo? È sottoposto all'attenzione della conferenza Stato-Città la primavera scorsa. Evidentemente, ci sono dissidi fra ministero dell'Interno e ministero dei Trasporti, senza contare che i Comuni svolgono la loro legittima opera di lobbying, cercando di non perdere incassi preziosissimi al fine di ripianare i debiti.

NEL FRATTEMPO… – Così, in attesa dell'emanazione del decreto interministeriale, le amministrazioni locali hanno solo l'obbligo di utilizzare i proventi in conformità alle previsioni di legge. Provvedendo anche a una gestione separata dei proventi stradali per eccesso di velocità dei veicoli. Mancando il supporto informatico necessario per effettuare una rendicontazione ad hoc, non occorre inviare ancora nulla. Tutto fermo anche per quanto riguarda la divisione a metà dei proventi delle multe autovelox che in ogni caso non partiranno dall'esercizio finanziario precedente a quello corrente. Già, ma quanti Comuni saranno avranno seguito queste indicazioni? L'unica vera certezza è che continuano a tenersi tutti i proventi, senza spartire la torta.

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