Cassazione: il conducente non può essere condannato per le sue abilità

Per la Corte di Cassazione il conducente di una vettura non può essere condannato per le sue abilità se non riesce a compiere una manovra per piloti esperti

10 febbraio 2021 - 16:00

Per la Corte di Cassazione il conducente di un’auto non può essere condannato se la sua abilità alla guida, giudicata nella media, non gli ha permesso di eseguire una manovra molto difficile che avrebbe probabilmente evitato un incidente mortale. Non si può infatti pretendere che un normale guidatore, pur munito di patente e pertanto idoneo a circolare in sicurezza, abbia le medesime capacità di un esperto pilota da competizione.

CASSAZIONE: IL CONDUCENTE NON DEVE GARANTIRE MANOVRE DA PILOTA ESPERTO

La Cassazione ha confermato tale principio con la sentenza n. 1713/2021 che ha ribadito la non colpevolezza, già disposta in sede di appello, del conducente dell’automobile dall’accusa di aver causato la morte di un motociclista, da egli investito, non essendo ascrivibile a suo carico alcun profilo di colpa, una volta accertata l’imprevedibilità e la pericolosità della manovra di inversione ad ‘U’ compiuta dal centauro. Dai rilievi è emerso che la collisione tra i due veicoli si sarebbe forse potuta evitare se il conducente dell’auto avesse compiuto una manovra ‘alternativa’. Tuttavia tale manovra non era ragionevolmente pretendibile da un automobilista di media competenza quale, deve ritenersi, fosse il conducente dell’autovettura investitrice. Insomma, avrebbe potuto eseguirla solo un pilota molto esperto.

IL CONDUCENTE NON PUÒ PREVEDERE LA MANOVRA IMPRUDENTE DEL VEICOLO ANTAGONISTA

Più in particolare, sembra che il motociclista abbia fatto all’improvviso un’inversione di marcia davanti alla macchina senza preventiva segnalazione e perfino in un punto vietato, e che la manovra tentata dal conducente dell’auto per evitare l’impatto, sebbene non efficace, è quella che avrebbe compiuto un guidatore di ordinarie esperienza e capacità (non potendosi pretendere dal guidatore medio delle eccezionali doti di perizia). Sussistono inoltre gli elementi per ritenere che, stante le circostanze, non c’è motivo di attribuire al conducente alcuna responsabilità di tipo colposo per non avere preveduto la possibilità che il motociclista compisse la manovra che ha determinato il sinistro.

NON SI PUÒ PRETENDERE UNA MANOVRA DI EMERGENZA DA UN CONDUCENTE DI MEDIA COMPETENZA

In conclusione, in tema di circolazione stradale vige sempre il principio della non esigibilità di una manovra di emergenza del conducente del veicolo antagonista da parte di chi ha posto in essere una turbativa colposa della circolazione. Infatti, quantunque il generale principio di solidarietà imponga, dinanzi alla scorrettezza altrui, di attivarsi per evitare l’impatto, l’adeguatezza di tale sforzo dev’essere valutata alla stregua dell’ordinaria diligenza, cioè scegliendo la manovra che per il guidatore medio e con riferimento alla situazione concreta, sarebbe apparsa la più idonea a evitare o attenuare il danno. Detta in parole povere: chi effettua una manovra stradale sconsiderata non può pretendere che dall’altra parte ci sia Lewis Hamilton a evitare l’incidente…

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