Camionisti e autisti di bus al lavoro fino a 70 anni, lo chiede Salvini: giusto o sbagliato?

Camionisti e autisti di bus al lavoro fino a 70 anni, lo chiede Salvini: giusto o sbagliato?

Il vicepremier pensa a una futura norma per i conducenti di mezzi pesanti e autobus: su base volontaria, potranno proseguire l'attività lavorativa fino a 70 anni

 

Il vicepremier pensa a una futura norma per i conducenti di mezzi pesanti e autobus: su base volontaria, potranno proseguire l'attività lavorativa fino a 70 anni

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8 Ottobre 2026 - 10:44

Idea del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per i conducenti di mezzi pesanti e autobus: su base facoltativa volontaria, avrebbero la possibilità proseguire l’attività lavorativa fino a 70 anni. Obiettivo, contrastare la carenza di autisti nel settore dei trasporti e della logistica. In compenso, a beneficio della sicurezza stradale e degli addetti, sarebbero introdotti controlli sanitari e visite mediche più frequenti ogni 2 anni (anziché 5) per chi supera i 65 anni.  “Penso che porteremo in Consiglio dei ministri settimana prossima l’innalzamento a 70 anni, volontari ovviamente, di età per gli autotrasportatori merci e persone”, ha detto il vicepremier intervenendo in videocollegamento all’assemblea di Federtrasporto. “C’è l’impegno a rendere opzionale l’uscita anticipata dal lavoro dai 67 anni della Fornero a 64 anni per lavoratrici e lavoratori generali. Per un settore particolare e delicato in crescita come quello dell’autotrasporto, l’opzionalità di decidere invece il contrario: rimanere più a lungo con gli esami e le visite abbassate ai due anni rispetto ai cinque”.

LE NORME OGGI IN SINTESI

La base di partenza? L’articolo 115 del Codice della Strada pone limiti specifici alla guida: per autotreni/autoarticolati oltre 20 tonnellate il limite ordinario è 65 anni, elevabile annualmente a 68 con specifico attestato medico; per determinati veicoli destinati al trasporto di persone il limite è 60, elevabile annualmente a 68.

I PRO DELL’IDEA DI SALVINI

Premesso che la strada sarebbe lunghissima prima di arrivare a una legge, e che le proposte di qualsiasi politico cadono sovente nel dimenticatoio, la misura permette a lavoratori esperti di rimanere in servizio, garantendo la continuità dei trasporti di merci e passeggeri, evitando blocchi nelle catene di approvvigionamento e tagli ai servizi di trasporto pubblico locale.

Non si tratterebbe, se l’idea divenisse realtà, di un obbligo o di un innalzamento forzato dell’età pensionabile, bensì di una scelta autonoma e volontaria del lavoratore. Questo offre flessibilità individuale: chi si sente in piena salute e desidera continuare a lavorare per ragioni economiche o personali ne ha la facoltà, garantendosi un reddito più elevato e un montante contributivo migliore.

I conducenti senior possiedono un’elevata padronanza della strada e una prudenza maturata sul campo, fattori che possono contribuire a una guida consapevole e sicura.

Camionisti e autisti di bus al lavoro fino a 70 anni, lo chiede Salvini, giusto oppure sbagliato?

I CONTRO DELL’IDEA DI SALVINI

Il primo nodo critico riguarda l’usura fisica e psicologica legata a un mestiere non facile. Fare il camionista o l’autista di autobus comporta orari prolungati, turni di notte, posture particolari e un elevato livello di stress continuo. Con l’avanzare dell’età, il rischio è che sorgano criticità in fatto di tempi di reazione, vista, suscettibilità alla fatica o a malori improvvisi alla guida.

Manovrare veicoli di enormi dimensioni o trasportare decine di passeggeri richiede il massimo della prontezza. Anche con visite mediche ogni due anni, il rischio di un declino psicofisico improvviso tra un controllo e l’altro rimane alto, esponendo potenzialmente a gravi pericoli la collettività e gli stessi conducenti.

Questa misura rischia inoltre di disincentivare gli investimenti strutturali necessari per rendere la professione più attrattiva per i giovani. Continuare ad affidarsi a una forza lavoro sempre più anziana rappresenta un tampone temporaneo che rinvia la soluzione del problema di fondo: il ricambio generazionale, il miglioramento delle condizioni di lavoro e l’adeguamento dei contratti per gli autotrasportatori.

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