Autovelox omologati: come saranno i controlli su strada Polizia stradale

Autovelox omologati: come saranno i controlli su strada

Una nuova circolare del Viminale definisce alcune disposizioni per la Polizia stradale in caso di controlli con gli Autovelox omologati

 

Una nuova circolare del Viminale definisce alcune disposizioni per la Polizia stradale in caso di controlli con gli Autovelox omologati

20 Luglio 2026 - 18:16

Come è ormai noto, il decreto MIT n. 125 dell’8 giugno 2026, in vigore dal successivo 12 luglio, ha definito le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, di esecuzione della taratura e delle verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, che genericamente chiamiamo Autovelox ma che riguardano anche altri strumenti, come i Tutor ma non solo. Il decreto contiene inoltre l’elenco dei dispositivi omologati in considerazione della loro conformità alle nuove disposizioni (in pratica tutti quelli approvati dopo il 2017). Invece i modelli di Autovelox esclusi dall’elenco non sono più autorizzati ad accertare la violazione dei limiti di velocità e quindi a comminare multe. Tuttavia possono sempre ottenere l’omologazione facendone richiesta (nel qual caso l’elenco sarà aggiornato). Ma adesso che si conoscono con certezza gli autovelox omologati, come cambiano i controlli su strada?

LINEE GUIDA PER GLI ORGANI DI POLIZIA STRADALE

In quest’ottica il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare destinata agli organi di Polizia stradale per richiamare l’attenzione su alcuni aspetti da considerare dopo l’entrata in vigore del decreto MIT 125/2026:

  • innanzitutto particolare attenzione dev’essere data alle procedure per l’esecuzione delle verifiche della funzionalità successive all’omologazione, specie in questa fase iniziale, dato che hanno subito una sostanziale modifica. L’allegato A del decreto MIT prevede procedure differenziate per i dispositivi che accertano la velocità istantanea e per i sistemi che accertano la velocità media, e introduce campioni numerici minimi e percentuali minime di acquisizione dei veicoli transitati, oltre alla verifica documentata di ogni singolo transito, anche attraverso l’uso di sistemi video ausiliari;
  • la tabella identificativa del dispositivo contiene le caratteristiche e le modalità di funzionamento del prototipo delle quali si deve tenere conto nell’esecuzione delle verifiche di funzionalità, in relazione alla modalità d’impiego su cui è intervenuta la taratura;
  • il certificato di conformità, rilasciato dal titolare dell’omologazione su carta intestata per ciascun dispositivo o sistema, deve essere conservato dall’utilizzatore;
  • il verbale di verifica di funzionalità deve riportare l’esito positivo di ogni attività oggetto della verifica ed essere conservato dall’organo di Polizia stradale che utilizza il dispositivo o sistema.

LA PIATTAFORMA TELEMATICA DEL MIT

La circolare del Viminale evidenzia inoltre che anche gli Autovelox omologati secondo le disposizioni del decreto MIT devono essere censiti e pubblicati sulla piattaforma telematica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presupposto per il legittimo utilizzo delle apparecchiature. Su questo specifico punto va anche considerato ciò che riporta la circolare MIT n. 17852 del 13 luglio 2026, con la quale si ritiene sufficiente l’indicazione degli estremi del
decreto di approvazione riportata nella piattaforma telematica in corrispondenza di ogni singolo dispositivo o sistema.

Autovelox

COSA DEVE CONTENERE IL VERBALE DI CONTESTAZIONE

Infine, per una maggiore chiarezza dell’attività sanzionatoria e per garantire una corretta informazione all’utenza, anche al fine di prevenire inutili contenziosi, la circolare dell’Interno ritiene opportuno che il verbale di contestazione delle violazioni rilevate dal 12 luglio 2026 con uno degli Autovelox omologati come da decreto MIT, riporti l’indicazione che l’apparecchiatura utilizzata è “omologata ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Decreto ministeriale n. 125/2026 del MIT“.

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