Autostrade siciliane con barriere insicure: MIT abbassa limite di velocità fino a 60 km/h?
Il ministero delle Infrastrutture potrebbe disporre drastiche misure di contenimento della velocità sulle autostrade siciliane A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo), gestite dal Consorzio Autostrade Siciliane (CAS)
Il ministero delle Infrastrutture potrebbe disporre drastiche misure di contenimento della velocità sulle autostrade siciliane A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo), gestite dal Consorzio Autostrade Siciliane (CAS)
Le autostrade siciliane finiscono ancora una volta al centro delle polemiche per le precarie condizioni di sicurezza: a seguito dei recenti sopralluoghi effettuati lungo la A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo), gestite dal Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) dal dirigente e ispettore del ministero delle Infrastrutture, Placido Migliorino, sono emerse gravi criticità riguardanti lo stato di conservazione e l’efficacia delle barriere di protezione. Per tutelare l’incolumità degli automobilisti e prevenire incidenti gravi, il dicastero potrebbe imporre in futuro limiti di velocità più bassi di quanto siano ora: 90 km/h per i veicoli leggeri e un’ulteriore riduzione a 60 km/h per i mezzi pesanti, per i quali scatterebbero anche il divieto assoluto di sorpasso e l’obbligo di mantenere un distanziamento minimo interveicolare di almeno 200 metri.
AUTOSTRADE SICILIANE E LIMITI DI VELOCITÀ BASSI: COSA SUCCEDE
La problematica principale riguarda la vetustà dei guardrail di primo impianto, risalenti agli anni 1970, il cui grado di contenimento risulta del tutto inadeguato a reggere l’impatto e l’energia sviluppata dai veicoli, in particolar modo dai mezzi pesanti.
Per ora, i limiti restano i soliti. Il piano prevede la riorganizzazione delle corsie con l’interdizione della corsia di emergenza e l’incanalamento del flusso sulle corsie centrali, delimitato da bande rumorose sui margini.
Ma la questione ha sollevato forti polemiche politiche. Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, ha denunciato le modalità con cui sono emerse le prescrizioni durante la visita ispettiva anziché tramite comunicazioni ufficiali del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane).
Si evidenzia come l’arteria autostradale rischi di trasformarsi di fatto in una strada urbana piena di ostacoli, ricordando di aver già sollecitato un mese prima il commissariamento della Direzione generale del CAS per affrontare l’annosa emergenza infrastrutturale, con pesanti ripercussioni sulla fluidità del traffico.
UN PROBLEMA “ANTICO”
La questione delle protezioni autostradali era già presente all’inizio degli anni Duemila. Nel febbraio 2001, infatti, il Consorzio Autostrade Siciliane pubblicava un avviso relativo a lavori di manutenzione ordinaria per il ripristino delle barriere danneggiate dagli incidenti sia sulla A18 sia sulla A20. Un elemento che dimostra come la manutenzione dei guardrail fosse già allora una necessità concreta per entrambe le arterie.
Nel 2017 il CAS ha inserito tra gli interventi finanziati lavori per la riqualificazione e l’integrazione dei sistemi di sicurezza stradale, comprese le barriere longitudinali, i terminali, le transizioni e i varchi apribili degli spartitraffico, sia sulla A18 sia sulla A20.
Nel 2020 il Consorzio ha annunciato il programma di rinnovamento della A20, comprendente il rifacimento della pavimentazione e l’avvio dell’iter per la sostituzione delle barriere e l’adeguamento dei varchi di sicurezza.
Nel 2021, in una comunicazione ufficiale, Autostrade Siciliane descrive un programma di ammodernamento e ripristino delle condizioni di sicurezza lungo circa 300 chilometri di rete, richiamando i deficit accumulati a seguito della mancata esecuzione di interventi nel ventennio precedente.
Nel 2025 il CAS ha approvato ulteriori progetti esecutivi per la riqualificazione delle barriere di sicurezza, tra cui quelli relativi ai viadotti della A20 nel tratto compreso tra Tremestieri e Milazzo.

SETTEMBRE 2026, COS’È ACCADUTO
La questione è tornata prepotentemente d’attualità nel settembre 2026, quando il ministero delle Infrastrutture ha comunicato di aver prescritto al CAS interventi urgenti di mitigazione del rischio, con tempi definiti e risorse adeguate. Nella stessa comunicazione, il dicastero ha indicato in circa 5,5 miliardi di euro il fabbisogno stimato per l’adeguamento strutturale complessivo delle autostrade A18 e A20 nell’arco di 10 anni.
Il 7 ottobre 2026, il Consorzio ha pubblicato un esito di gara per interventi urgenti di ripristino delle barriere di primo impianto danneggiate dagli incidenti su alcuni tratti della A18.
L’8 ottobre 2026 la Regione Siciliana ha annunciato uno stanziamento di 13,3 milioni di euro per 14 interventi di manutenzione e mitigazione del rischio sulle due autostrade, attraverso la riprogrammazione di risorse del POC Sicilia 2014-2020. L’obiettivo dichiarato è consentire al CAS di avviare i lavori più urgenti.
BOTTA E RISPOSTA
In una nota, Autostrade Siciliane dice di essersi attivata “per dare ulteriore impulso e accelerare il percorso già avviato per il miglioramento e la messa in sicurezza della rete autostradale in gestione, anche alla luce degli elementi emersi nel corso delle attività ispettive. Un percorso che può contare su 252 milioni di euro già disponibili, in parte già utilizzati, attraverso i fondi FSC, ai quali si aggiungono ulteriori risorse POC per circa 13 milioni di euro, deliberate dalla Giunta regionale”.
Ma Migliorino è critico: “Parliamo al momento di interventi di mitigazione del rischio. Se per gallerie e viadotti si è intervenuti, lo stesso non si può dire per barriere di sicurezza e segnaletica orizzontale. Mi aspetto nei prossimi mesi di vedere anche l’installazione di bande rumorose e tutte le procedure per garantire un adeguato distanziamento dei mezzi. Mi aspettavo di trovare criticità del genere, non ho avuto notizie confortanti in questi cinque anni”.
La annosa questione meridionale, insomma, che investe varie Regioni del Sud, coinvolgendo le infrastrutture, con ricadute negative sulla sicurezza stradale, sui costi sociali, sul turismo, e a livello d’immagine.