Ragazza in viaggio
Abbigliamento alla guida: come bisogna vestirsi in auto?
Scopri se esiste un vero dress code per l'abbigliamento alla guida. Cosa dice il Codice della Strada su come vestirsi in auto?
Scopri se esiste un vero dress code per l'abbigliamento alla guida. Cosa dice il Codice della Strada su come vestirsi in auto?
La vicenda del presunto automobilista “senza pantaloni” sulla FI-PI-LI, diventata virale sui social, ha sollevato un dubbio legittimo: esiste un vero dress code per chi si mette al volante? Tra leggende metropolitane e realtà normativa, è fondamentale capire se l’abitacolo sia una zona franca o se il Codice della Strada imponga limiti precisi. Ognuno può vestirsi come vuole o ci sono delle regole da rispettare? Proviamo a fare chiarezza tra decoro e sicurezza.
COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA SULL’ABBIGLIAMENTO ALLA GUIDA
A differenza di quanto si possa pensare, il Codice della Strada non contiene un elenco di capi d’abbigliamento vietati o obbligatori. Da oltre trent’anni, infatti, è stato rimosso il divieto esplicito di guidare con calzature aperte (come infradito o ciabatte) o addirittura scalzi. Tuttavia, gli articoli 140 e 141 impongono al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo e di essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza. In termini poveri: puoi vestirti come preferisci, a patto che i tuoi vestiti o le tue scarpe non ti impediscano di inchiodare bruscamente o di sterzare senza intralci.
IL LIMITE DEL PUBBLICO DECORO E GLI ATTI CONTRARI ALLA DECENZA
Se il Codice della Strada è permissivo, il Codice Penale lo è molto meno. Guidare nudi o parzialmente svestiti (come nel caso del guidatore senza pantaloni citato in apertura) può configurare il reato di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 C.p.) o l’illecito amministrativo di atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 C.p.). Sebbene l’interno di un’auto sia uno spazio privato, la sua visibilità dall’esterno lo rende soggetto alle norme sul decoro pubblico. Chi viene sorpreso in abbigliamento inequivocabilmente succinto o “mancante” rischia sanzioni amministrative pesanti, che possono arrivare a diverse migliaia di euro.
IL RISCHIO ASSICURATIVO IN CASO DI INCIDENTE
C’è un ultimo aspetto, spesso sottovalutato, che riguarda il portafoglio: la rivalsa dell’assicurazione. Anche se le Forze dell’ordine non ti multano per l’uso delle infradito, in caso di sinistro stradale la compagnia assicurativa potrebbe sollevare un’obiezione. Se nel verbale della Polizia venisse annotato che l’abbigliamento o le calzature erano “inadeguate” a garantire la sicurezza della guida, l’assicurazione potrebbe tentare di attribuirti un concorso di colpa o esercitare il diritto di rivalsa, chiedendo la restituzione totale o parziale di quanto pagato per i danni. Il consiglio è quindi quello di privilegiare sempre la praticità e il buonsenso.
