Brexit: dazi sulle auto? Pronto un diversivo alla Trump

Il Primo Ministro May insiste per una Brexit senza compromessi, per le case costruttrici si allungano le ombre dei dazi doganali

19 gennaio 2017 - 11:00

Il Primo Ministro britannico Theresa May martedì scorso durante una conferenza stampa ha dichiarato in maniera chiara ed eloquente che la Gran Bretagna intende applicare in senso pieno la Brexit, fuori dall'Unione Europea nel senso più stretto del termine. Vengono così ribaltate le ipotesi fatte finora riguardo un'uscita parziale dal mercato comune e alla definizione di un compromesso che avrebbe continuato a favorire gli scambi tra il Regno Unito e il resto d'Europa. Per i costruttori d'auto che producono in Gran Bretagna si prospetta una situazione difficile e lo spettro di dazi doganali diventa tangibile.

FUORI A TUTTI I COSTI Il discorso pubblico tenuto qualche giorno fa da Theresa May avrà fatto di certo sobbalzare i vertici delle Case costruttrici che hanno deciso di rimanere a produrre nel Regno Unito malgrado la Brexit. Fino ad oggi l'opinione più diffusa era quella di una Brexit “di comodo”, maggiormente interessata a controllare le frontiere ma aperta a quelli che sono gli scambi commerciali con il resto delle nazioni della UE. Ma il Primo Ministro inglese non ha lasciato spazio a interpretazioni dichiarando: “Non vogliamo nessuna parziale appartenenza alla Ue, nessuna associazione con la Ue, niente che ci lasci metà dentro, metà fuori” (Leggi qui perché la Merkel non vuole fare accordi sulla Brexit).

COMPETITIVITÀ A RISCHIO La May ha tenuto a specificare che non è ammissibile una soluzione alla norvegese, fuori dalla UE ma dentro al mercato, alla svizzera, in qualche modo associata al mercato comune, o alla turca, fuori dal mercato ma dentro l'unione tariffaria doganale. Per l'industria automobilistica nazionale l'applicazione di un modello così rigido rappresenta un vero e proprio guaio. Come specifica Autonews, il 60% delle componenti di un'automobile costruita nel Regno Unito proviene dall'Europa continentale, i costi di ricambi e semilavorati sarebbero quindi aggravati da dazi doganali e di conseguenza le Case costruttrici perderebbero in competitività. (Sapevi che Nissan ha scelto di intensificare la produzione in UK?).

LA CHANCE DELLA DEROGA AL COMPARTO AUTO Una delle prime reazioni al discorso del Primo Ministro May è arrivata dalla preoccupata BMW; la Casa tedesca, la quale produce in Gran Bretagna Mini e Rolls Royce, ha invitato il Governo a riconsiderare la scelta di una Hard Brexit per il bene dell'economia dell'industria automobilistica, garantendo l'esenzione da dazi (BMW è stata tra le prime case a protestare agli albori della Brexit). Theresa May ha specificato che il comparto automotive potrebbe trovare un accordo per mantenere gli elementi del capitolato di libero scambio attualmente in vigore come deroga al futuro assetto. L'accordo finale con la UE, ha specificato il Primo Ministro, sarà comunque sottoposto al voto del Parlamento nella primavera del 2019; esiste quindi la remota possibilità che il voto bocci l'accordo, ma la May è fiduciosa.

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