Bosch-Mahle, fine dell'accordo: i turbocompressori non decollano

L'idea di Bosch e Mahle era sensata: un accordo per produrre insieme i turbocompressori sull'onda del downsizing. Le vendite l'hanno smentita

24 gennaio 2017 - 18:50

Prendete una turbina, calettate sullo stesso asse un compressore e otterrete un turbocompressore, un componente che, se non fosse stato usato nell'automotive, non avrebbe avuto la fama della quale gode. Introdotto fra gli anni '70 e '80 in Formula 1, è rapidamente arrivato alla serie ma era ancora acerbo, presentando lag e erogazioni poco adatte alla strada. L'elettronica e i perfezionamenti lo hanno poi reso ideale per il downsizing (leggi la prova della Ford Mustang con il 2.3 turbo Ecoboost), una tendenza foriera di una grande espansione del suo mercato. Bosch e Mahle hanno fiutato il vento e nel 2008 hanno fondato una joint venture per produrli ma i risultati non sono stati quelli sperati e ora l'Azienda verrà venduta.

VADO BENE E QUINDI VENDO La notizia è stata riportata da Autonews e arriva abbastanza inaspettata, dato che Bosch Mahle Turbo Systems aveva saputo ritagliarsi una sua fetta di mercato collaborando, per esempio, con nomi del calibro di Volkswagen e BMW, fornendo all'azienda bavarese il turbocompressore per il 3 cilindri diesel (leggi la prova su strada della BMW Serie 1 1.5 diesel). L'azienda aveva anche aperto, alla fine del 2014, uno stabilimento in Cina, a Shangai, e allo scopo aveva anche formato, in Austria e in Germania, più di 100 addetti cinesi. BM Turbo Systems ha un organico di circa 1.400 unità, stabilimenti anche in Austria e i suoi impianti lavorano ad un “elevato utilizzo della capacità produttiva”. Se a questo si aggiunge “una reputazione eccellente nel settore automobilistico, con la conquista di numerosi riconoscimenti nel settore” e l'aver fiutato per tempo la crescente domanda di turbocompressori (leggi che il boom dei motori turbo varrà 20 miliardi nel 2024) non è molto chiaro il perché di questa vendita.

CONCORRENZA TROPPO FORTE? Qualcosa si comincia a capire dalle dichiarazioni di Rolf Bulander, capo del Business sector mobility solutions di Bosch: “i volumi di vendita sono ancora troppo bassi rispetto ai nostri più grandi concorrenti e devono crescere ulteriormente”. La sinergia fra le aziende appariva valida: Bosch è un player mondiale sia nell'iniezione diretta sia nei common rail mentre Mahle ha molti anni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di componenti per i turbocompressori, oltre a godere del know-how, nel campo dello sviluppo e progettazione dei motori turbo, della sua controllata Mahle Powertrain. Una chiave di lettura è fornita dai dati del mercato: i due colossi Honeywell Transportation Systems e BorgWarner dominano il segmento dei compressori automotive, con Honeywell a dichiarare che vince il 40% delle gare per forniture alle quali partecipa. L'analista di Wells Fargo Richard Kwas ha stimato che la joint venture Bosch Mahle era riuscita a conquistare meno del 10% del mercato globale dei “turbo”. Kwas ha inoltre detto che “l'idea di di vendere dimostra sia l'importanza delle dimensioni e delle economie di scala nel settore dei turbocompressori sia il 'fossato' competitivo posseduto da BorgWarner e Honeywell”.

INVESTIMENTI ECCESSIVI Kwas ha inoltre citato, come aziende potenzialmente interessate a BM Turbo Systems, Magna International (leggi dell'interesse di Magna nel campo della guida autonoma) e Continental: se fosse quest'ultima ad acquistare la cosa sarebbe un grande smacco per Bosch, dato che Continental è un grande rivale nel settore dell'elettronica di bordo e nei componenti. Bulander ammette che “nonostante i molti ordini ricevuto da clienti famosi, un alto tasso di utilizzo della capacità produttiva e tassi di crescita superiori alla media, gli attuali volumi di vendita di BMTS sono ancora troppo bassi rispetto ai nostri maggiori concorrenti e dovrebbero essere aumentati. Questo richiederebbe ulteriori investimenti ma Bosch e Mahle non intendono sostenere questa espansione di BMTS perché entrambe le società hanno bisogno di concentrare i loro investimenti su nuove aree di sviluppo. Grazie ai nostri impianti dislocati strategicamente e alla bontà dei prodotti di BMTS, siamo fiduciosi di trovare un acquirente che espanderà con successo il business”. Rimane la consolazione della bontà della visione strategica della joint venture: le proiezioni di Honeywell, fatte proprie da Bosch e Mahle (l'azienda è stata la prima, negli anni '20, a proporre pistoni in lega leggera), indicavano nel 48% l'aliquota della produzione di veicoli dotati di turbocompressori al 2021, un dato compatibile con quello del 2016, arrivato al 39%.

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